Olio, in Puglia 61mila tonnellate ancora nei magazzini: Coldiretti chiede interventi

Coldiretti Puglia porta al tavolo del MASAF il problema delle giacenze e chiede misure per sostenere gli olivicoltori, più controlli e contratti di filiera.
La Puglia si prepara alla nuova campagna olearia con 60.897 tonnellate di olio ancora in giacenza nei magazzini. Un quantitativo che, secondo Coldiretti Puglia, rischia di pesare sulla nuova produzione e sul reddito degli olivicoltori.
Il tema è al centro del confronto aperto al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) sulla situazione dell’olio nelle regioni del Sud.
Coldiretti Puglia chiede un intervento sulle scorte, a partire da un bando per acquistare olio extravergine di oliva 100% italiano da destinare agli indigenti. La misura, secondo l’organizzazione, permetterebbe di liberare parte dei magazzini e dare liquidità alle imprese.
«Non possiamo permettere che la nuova campagna parta con le scorte della precedente ancora nei magazzini», afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, chiedendo anche contratti di filiera capaci di garantire maggiore stabilità ai produttori.
Un altro punto riguarda i controlli contro frodi e false indicazioni sull’origine. Coldiretti propone di utilizzare strumenti come analisi isotopiche, risonanza magnetica e mappatura genetica, insieme a banche dati integrate.
L’organizzazione chiede inoltre il documento di trasporto elettronico delle olive, per seguire il prodotto dal campo al frantoio, e maggiori controlli sulle importazioni e sulle vendite sotto costo.
Per Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, servono «tracciabilità, controlli innovativi e banche dati integrate», insieme a una programmazione della produzione che assicuri una distribuzione più equilibrata del valore lungo la filiera.
La richiesta al MASAF è quindi di arrivare a misure concrete prima che il peso delle giacenze si trasferisca sulla nuova campagna e, soprattutto, sugli olivicoltori pugliesi.














