Storni in Puglia, perso il 12,6% delle olive: autorizzato il prelievo in deroga

La Regione Puglia autorizza il prelievo in deroga dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027. Coldiretti: «Servono interventi per proteggere le produzioni agricole».
Gli storni provocano danni pesanti agli oliveti pugliesi. Nelle aziende monitorate la perdita media di olive ha raggiunto il 12,6%, mentre la popolazione che sverna in Puglia è stimata in circa 4,6 milioni di esemplari.
La Regione Puglia ha autorizzato per la stagione 2026/2027 il prelievo in deroga dello storno, Sturnus vulgaris, su tutto il territorio regionale. I cacciatori autorizzati potranno effettuare il prelievo dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027, per un massimo di tre giornate alla settimana.
Il provvedimento si basa sulla relazione tecnico-scientifica del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari. Lo studio ha rilevato nelle aziende olivicole controllate una perdita media del 12,6% del prodotto atteso a causa delle olive mangiate dagli storni.
Secondo Coldiretti Puglia, nelle zone maggiormente colpite le perdite possono arrivare dal 30% a oltre il 60%. Le concentrazioni più consistenti vengono segnalate tra le province di Bari e Brindisi e nel Gargano. Un singolo storno, riferisce l’organizzazione agricola, può mangiare fino a 20 grammi di olive al giorno.
I dati della precedente stagione mostrano invece un prelievo molto limitato. Dall’analisi di 537 tesserini venatori risultano 459 storni abbattuti, pari ad appena lo 0,01% della popolazione svernante stimata in Puglia.
I danni non riguardano soltanto le olive. Coldiretti segnala problemi anche alle superfici utilizzate durante la raccolta e possibili conseguenze sugli ortaggi a causa degli escrementi.
Per l’organizzazione agricola il nuovo provvedimento rappresenta quindi uno strumento utile, ma deve essere accompagnato da un monitoraggio costante.
«Servono strumenti concreti per tutelare le produzioni agricole e, allo stesso tempo, garantire un prelievo selettivo, controllato e proporzionato», sostiene Coldiretti Puglia.
La questione degli storni si aggiunge ai danni provocati dalla fauna selvatica nelle campagne pugliesi. Secondo Coldiretti, tra cinghiali, lupi, cani inselvatichiti e altre specie, i danni complessivi vengono stimati in oltre 30 milioni di euro.

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