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Coltivaitalia, nuovi controlli sull’origine di grano e olio: Coldiretti Puglia esulta

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Il disegno di legge introduce una banca dati nazionale basata su risonanza magnetica nucleare, analisi genetiche e mappatura isotopica. Coldiretti Puglia: «Più tutela per agricoltori e consumatori».

Coltivaitalia introduce nuovi controlli sull’origine degli alimenti

Coldiretti Puglia considera una vittoria l’inserimento nel disegno di legge Coltivaitalia di una banca dati nazionale per verificare l’origine reale dei prodotti agroalimentari.

Il nuovo sistema dovrebbe utilizzare strumenti scientifici avanzati, tra cui la risonanza magnetica nucleare, la mappatura genetica e l’analisi degli isotopi stabili.

L’obiettivo è confrontare i prodotti sottoposti a controllo con campioni di riferimento e individuare più facilmente eventuali differenze tra l’origine dichiarata e quella effettiva delle materie prime.

La misura interessa direttamente filiere come quelle del grano duro e dell’olio extravergine di oliva, particolarmente importanti per l’economia agricola della Puglia.

Una banca dati nazionale all’interno del SIAN

L’emendamento collegato all’articolo 15 prevede l’istituzione della Banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità all’interno del Sistema informativo agricolo nazionale, il SIAN.

La banca dati dovrebbe raccogliere campioni di riferimento delle principali matrici agroalimentari e i relativi profili scientifici.

Le analisi potranno essere effettuate attraverso tre strumenti principali:

  • spettroscopia di risonanza magnetica nucleare, indicata anche con la sigla NMR;
  • mappatura genetica o genomica;
  • analisi dei rapporti tra isotopi stabili.

In parole semplici, ogni prodotto presenta caratteristiche chimiche, genetiche o territoriali che possono essere confrontate con quelle dei campioni autentici. Il confronto può aiutare gli organismi di controllo a verificare la provenienza dichiarata.

Coldiretti Puglia: «Tutela per le imprese agricole»

«Si tratta di un risultato importante che rafforza gli strumenti di contrasto alle frodi agroalimentari e tutela il lavoro delle imprese agricole pugliesi che producono qualità, garantiscono tracciabilità e rispettano regole sempre più stringenti», affermano il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e il direttore Pietro Piccioni.

Secondo l’organizzazione agricola, i nuovi controlli potrebbero impedire che materie prime straniere siano trasformate o confezionate in Italia e poi presentate ai consumatori come interamente italiane.

Coldiretti parla di una risposta concreta alle richieste avanzate negli ultimi anni durante le mobilitazioni organizzate a Bari e nei porti pugliesi.

In quelle occasioni migliaia di agricoltori hanno chiesto maggiore trasparenza sulle merci in arrivo dall’estero, regole uguali per le produzioni italiane e importate e una tutela più forte del vero Made in Italy.

Grano e olio tra le filiere più esposte

Nella sua nota, Coldiretti Puglia richiama alcuni dei casi sui quali concentra da tempo la propria battaglia: grano canadese che, secondo l’associazione, potrebbe essere trattato con sostanze non utilizzate nelle stesse condizioni in Italia; olio tunisino commercializzato come italiano; oli deodorati o miscelati presentati come prodotti al 100% italiani.

L’organizzazione cita anche formaggi realizzati con cagliate importate e riso proveniente da Paesi nei quali non sarebbero rispettati gli stessi standard sociali e ambientali richiesti alle imprese italiane.

Si tratta di contestazioni e rischi segnalati da Coldiretti. La banca dati, una volta operativa, dovrebbe offrire agli organismi competenti ulteriori strumenti scientifici per svolgere le verifiche e accertare eventuali irregolarità.

Secondo le stime diffuse dalla stessa organizzazione agricola, frodi, imitazioni e scarsa trasparenza sull’origine dei prodotti causerebbero ogni anno danni per circa 25 miliardi di euro agli agricoltori italiani.

La battaglia contro l’“italian sounding fatto in Italia”

Coldiretti definisce il fenomeno come “italian sounding fatto in Italia”: prodotti realizzati nel nostro Paese utilizzando materie prime straniere e presentati attraverso confezioni, colori o indicazioni capaci di richiamare un’origine italiana.

Il problema, secondo l’associazione, non riguarda soltanto l’informazione fornita al consumatore.

L’ingresso di grandi quantità di materie prime a prezzi più bassi può influire sul mercato, ridurre il valore riconosciuto alle produzioni agricole italiane e comprimere il reddito delle aziende che rispettano disciplinari e regole più rigide.

I nuovi strumenti non sostituiranno i controlli già esistenti, ma potranno offrire elementi analitici più precisi sulla provenienza e sulle caratteristiche delle materie prime.

Il percorso del disegno di legge Coltivaitalia

Il provvedimento, formalmente denominato “Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo”, è stato presentato alla Camera il 17 ottobre 2025 su iniziativa del Governo.

Il testo è promosso dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, insieme al ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

L’esame nella Commissione Agricoltura della Camera è iniziato l’11 dicembre 2025 e si è concluso il 15 luglio 2026. Il disegno di legge è arrivato quindi in Aula per la prima lettura.

Nella giornata del 6 agosto 2026 la Camera prosegue l’esame del testo e delle misure collegate.

Perché i controlli sono importanti per la Puglia

Olio extravergine di oliva, grano duro, vino, ortofrutta e produzioni certificate rappresentano una parte essenziale dell’economia agricola pugliese.

Per le imprese regionali, poter verificare l’origine delle materie prime attraverso analisi scientifiche significa difendere il valore del prodotto e rendere più difficile la concorrenza sleale.

La misura può avere conseguenze anche per i consumatori, che chiedono informazioni chiare sulla provenienza degli alimenti acquistati.

«La possibilità di disporre di strumenti scientifici innovativi per accertare l’origine delle produzioni costituisce una garanzia fondamentale per difendere il valore delle filiere, contrastare le pratiche sleali e assicurare ai consumatori la massima trasparenza», conclude Coldiretti Puglia.

La reale efficacia della banca dati dipenderà ora dall’approvazione definitiva del provvedimento, dai successivi atti applicativi e dalla capacità di mettere i nuovi strumenti a disposizione degli organismi incaricati dei controlli.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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