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Più pesce con il caldo estivo, ma 8 prodotti su 10 arrivano dall’estero: l’allarme di Coldiretti Puglia

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L’estate 2026 spinge i consumi di pesce nelle famiglie e nei ristoranti, ma l’80% del prodotto consumato in Italia è importato. Coldiretti Pesca Puglia chiede maggiore trasparenza sull’origine e più tutele per le imprese della filiera ittica.

Caldo e consumi di pesce: in Puglia cresce la domanda, ma prevale ancora il prodotto importato

Con il caldo dell’estate 2026 aumenta la richiesta di piatti freschi e leggeri e sulle tavole dei pugliesi cresce il consumo di pesce, con un incremento stimato del 15% tra acquisti domestici e consumazioni nei ristoranti. A fronte di una domanda in crescita, però, circa l’80% del pesce consumato in Italia continua a provenire dall’estero, mentre il pescato nazionale perde quote di mercato. È l’allarme lanciato da Coldiretti Pesca Puglia, che chiede interventi urgenti per sostenere un comparto strategico per l’economia regionale, l’occupazione e la tutela del mare.

La Puglia tra le principali regioni italiane della pesca

La Puglia rappresenta uno dei poli più importanti della pesca italiana grazie a una flotta tra le più numerose del Paese e a marinerie storiche distribuite lungo tutta la costa, da Manfredonia a Molfetta, passando per il Sud Barese e il Salento.

Il settore comprende una produzione ricca e diversificata con gamberi, scampi, merluzzi, seppie, polpi e molluschi, affiancata da un’acquacoltura specializzata nell’allevamento di spigole, orate e ombrine, eccellenze che rappresentano un’importante risorsa economica per il territorio.

Coldiretti: “Difendere il pescato italiano significa sostenere le marinerie pugliesi”

«Mentre aumenta il consumo di pesce sulle tavole dei cittadini, le nostre imprese continuano a fare i conti con una concorrenza sempre più aggressiva dei prodotti importati, spesso venduti senza un’adeguata informazione sull’origine. Difendere il pescato italiano significa tutelare il lavoro delle marinerie pugliesi, garantire maggiore trasparenza ai consumatori e valorizzare un prodotto che offre qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale. Per questo servono politiche capaci di rafforzare la competitività delle imprese e regole che assicurino la piena tracciabilità anche nella ristorazione», afferma Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia.

Frodi alimentari e concorrenza sleale: i casi più frequenti

Secondo Coldiretti Pesca, la forte presenza di prodotto importato favorisce anche episodi di concorrenza sleale e pratiche commerciali scorrette.

Tra gli esempi segnalati figurano:

  • pangasio venduto come cernia;
  • brosme commercializzato come baccalà;
  • halibut e lenguata senegalese spacciati per sogliola;
  • polpo asiatico venduto come italiano;
  • squalo smeriglio commercializzato come pesce spada;
  • gamberi e vongole provenienti da Paesi extra UE dove sono consentiti trattamenti farmacologici vietati dalla normativa europea.

La richiesta: origine del pesce obbligatoria anche nei ristoranti

Per contrastare queste situazioni, Coldiretti Pesca Puglia torna a chiedere l’introduzione dell’obbligo di indicare l’origine del pesce anche nei ristoranti, consentendo ai consumatori di scegliere con maggiore consapevolezza e premiando le imprese italiane.

Parallelamente, nei mercati di Campagna Amica proseguono le iniziative di informazione dedicate alla valorizzazione del pescato locale e della filiera ittica nazionale.

Le misure del Governo a sostegno del comparto

Coldiretti Pesca Puglia valuta positivamente gli ultimi interventi adottati dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

Tra i provvedimenti più attesi figurano:

  • la copertura di tutte le domande per il credito d’imposta sul gasolio, fondamentale per contenere i costi di gestione delle imprese;
  • l’accordo tra Ministero e Regioni per l’attivazione della misura FEAMPA 2021-2027, destinata a compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese della pesca e dell’acquacoltura a causa della crisi internazionale e delle tensioni nel Mediterraneo.

Fondo di solidarietà e CISOA ancora prioritari

L’organizzazione agricola ribadisce inoltre la necessità di completare rapidamente l’attuazione del Fondo di solidarietà nazionale della pesca e dell’acquacoltura e della CISOA per la pesca, strumenti considerati indispensabili per sostenere imprese e lavoratori di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, delle emergenze ambientali e delle crisi che interessano il settore.

Il consiglio ai consumatori

Coldiretti invita infine i consumatori a leggere attentamente le etichette, verificando sempre l’area di cattura (GSA) e privilegiando il pescato proveniente dal Mediterraneo e dai mari italiani.

Per i prodotti decongelati la normativa prevede inoltre l’obbligo di indicare chiaramente questa caratteristica in etichetta, offrendo un’ulteriore garanzia di trasparenza nella scelta d’acquisto.

IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.

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