Manfredonia, relitto nel porto da oltre due anni: ora sarà rimosso
Dopo oltre due anni e diverse diffide senza esito, la Capitaneria dispone il recupero dell’imbarcazione sommersa. Pulizia dei fondali su tre moli e limitazioni alla navigazione fino al 30 novembre.
MANFREDONIA, 7 novembre 2026 – Da oltre due anni un relitto si trova nelle acque del porto commerciale di Manfredonia. Le diffide per ottenerne la rimozione non hanno prodotto risultati e adesso è previsto un intervento per recuperare e demolire l’imbarcazione, nell’ambito dei lavori di pulizia dei fondali che interesseranno tre moli.
La decisione è contenuta nell’ordinanza n. 67 del 5 novembre, firmata dal comandante della Capitaneria di Porto, Luigi Tricarico. Il provvedimento stabilisce anche i divieti di navigazione nelle aree interessate dalle operazioni, con scadenza fissata al 30 novembre.
Un relitto sul fondo dal 2024
L’imbarcazione, identificata dalla sigla ROMA 3119 D, era affondata nei pressi della testata del molo di Levante. La vicenda risale almeno al giugno 2024, quando la Capitaneria aveva già adottato un’ordinanza relativa all’affondamento.
Nell’ottobre dello stesso anno anche l’Istituto Idrografico della Marina segnalava la presenza di un relitto parzialmente emergente in prossimità del molo, indicando un’area interdetta alla navigazione e alla sosta fino alla rimozione.
Da allora la situazione non si è risolta. Nel nuovo provvedimento la Guardia Costiera riferisce di diverse diffide rivolte agli aventi diritto, rimaste senza esito. Una circostanza che ha prolungato la permanenza del relitto in un’area portuale, con rischi per la sicurezza della navigazione e possibili conseguenze ambientali.
L’intervento punta ora a eliminare il pericolo e a restituire alla normale fruizione il tratto di banchina e lo specchio acqueo occupati dall’imbarcazione.
Lavori sui fondali e divieti fino al 30 novembre
Il recupero del relitto rientra in un intervento più ampio, affidato alla Ecolmare Gargano Srl, che comprende la pulizia dei fondali nelle aree di sbarco del pescato ai moli di Ponente, Levante e Tramontana.
Per consentire le operazioni, la Capitaneria ha vietato il transito e la sosta delle imbarcazioni, la pesca e le attività subacquee negli specchi acquei delimitati dall’ordinanza. I divieti non riguardano l’intero porto, ma soltanto le zone individuate nelle planimetrie allegate.
Le unità in navigazione nelle vicinanze dovranno procedere con cautela, mentre l’impresa incaricata dovrà evitare interferenze con il traffico commerciale e le normali attività portuali. Particolare attenzione viene richiesta alla tutela dell’ambiente marino, per prevenire la dispersione di materiali e l’intorbidimento delle acque.
Il termine previsto è il 30 novembre, salvo modifiche disposte dall’Autorità marittima.
Resta da conoscere la data effettiva del recupero dell’imbarcazione e se, dopo oltre due anni di attesa, l’area potrà tornare completamente disponibile entro la scadenza indicata.














