Torre Guaceto diventa laboratorio scientifico: cinque anni di ricerche per proteggere la riserva
Firmata l’intesa tra il Consorzio di Gestione e l’Istituto di Ricerca sulle Acque. A Torre Guaceto arrivano 120 ricercatori da tutta Italia. Al centro degli studi la biodiversità, la zona umida e la qualità delle acque.
TORRE GUACETO (BRINDISI) – Conoscere meglio ciò che accade nell’ecosistema della riserva per capire come proteggerlo. È questo l’obiettivo dell’accordo quinquennale firmato tra il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto e l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRSA). Una collaborazione che porterà nuove attività di ricerca e monitoraggio in una delle aree naturali più importanti della Puglia.
L’intesa è stata sottoscritta dal presidente del Consorzio, Stefano Convertini, e dal direttore del CNR-IRSA, Giuseppe Mascolo. A segnare l’avvio della collaborazione è stata anche la visita nella riserva di 120 tra ricercatori, tecnologi e tecnici provenienti dalle cinque sedi dell’Istituto: Roma, Bari, Taranto, Brugherio e Verbania.
Ma il punto centrale dell’accordo non è soltanto l’arrivo degli studiosi. È soprattutto la possibilità di utilizzare i risultati delle ricerche per prendere decisioni sempre più precise sulla tutela del territorio.
Dalla zona umida alle acque sotterranee: cosa studieranno i ricercatori
Torre Guaceto è un ambiente complesso, nel quale mare, zona umida, terreni agricoli e attività umane convivono in un equilibrio che richiede attenzione costante.
I ricercatori del CNR-IRSA approfondiranno lo studio delle acque interne, della biodiversità e delle dinamiche ambientali che interessano la riserva. Particolare attenzione sarà dedicata alla zona umida, alle specie di uccelli e pesci presenti e agli eventuali cambiamenti che potrebbero incidere sulla conservazione degli habitat.
Non si parte da zero. Da tempo sono già in corso studi sulla zona agricola della riserva e sulla salinità delle acque sotterranee fino alla zona umida. La convenzione consentirà di inserire queste attività in una collaborazione strutturata, della durata di cinque anni.
«Torre Guaceto è una delle aree protette italiane con il più lungo e importante bagaglio di conoscenza scientifica, ma nonostante ciò c’è ancora tanto da scoprire», ha spiegato il presidente Stefano Convertini.
L’obiettivo, ha chiarito, è raccogliere informazioni più approfondite sulle specie presenti, comprendere le dinamiche ambientali e individuare eventuali criticità, così da orientare le scelte di gestione sulla base di dati scientifici.
La ricerca dovrà aiutare a scegliere come proteggere Torre Guaceto
È questo l’aspetto più importante per il futuro della riserva. Studiare un ambiente naturale non significa soltanto conoscere quali specie lo abitano, ma anche capire come cambia nel tempo e quali interventi possono essere necessari per conservarlo.
La presenza di gruppi di ricerca con competenze differenti permetterà di affrontare questioni ecologiche, gestionali e tecnologiche, collegando il lavoro scientifico alle esigenze concrete di tutela.
Il direttore Giuseppe Mascolo ha spiegato che la scelta di Torre Guaceto come sede della visita tecnica, organizzata nell’ambito della conferenza biennale dell’Istituto, è legata anche alla complessità delle relazioni tra uomo e ambiente e al modello di gestione sostenibile dell’area protetta.
La convenzione apre inoltre alla possibilità di candidare a finanziamento nuovi progetti di ricerca nelle diverse discipline di competenza del CNR-IRSA.
Il prossimo passaggio sarà capire quali progetti verranno effettivamente avviati, con quali risorse e quali risultati potranno tradursi in nuove misure di conservazione. L’accordo, infatti, definisce una collaborazione scientifica, ma non indica ancora un calendario pubblico dei singoli interventi né finanziamenti già assegnati.
Per Torre Guaceto si apre così una fase nella quale la ricerca potrà diventare uno strumento ancora più importante per la gestione della riserva. Perché proteggere un territorio significa anche conoscerne i cambiamenti, riconoscere per tempo i problemi e intervenire prima che diventino difficili da risolvere.

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