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Puglia, lavora solo una persona su due: Taranto è la provincia più in difficoltà

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Il rapporto INPS mostra una regione in difficoltà. Solo il 51% delle persone in età lavorativa ha un’occupazione. Le donne guadagnano meno e ricevono pensioni più basse.

La Puglia perde abitanti, la disoccupazione aumenta e trovare un lavoro stabile continua a essere difficile. È quanto emerge dal Rendiconto sociale INPS relativo al 2025, che mostra una regione ancora lontana dal resto d’Italia per occupazione e stipendi.

Nel 2025 la Puglia contava 3.877.395 residenti, oltre 13mila in meno rispetto all’anno precedente. La popolazione diminuisce, nascono meno bambini e aumenta il numero degli anziani. Quasi un pugliese su quattro ha più di 65 anni.

A preoccupare è anche la partenza dei giovani. Nella fascia tra 18 e 39 anni, il saldo dei movimenti migratori considerati dal rapporto è negativo per 3.295 persone. Un dato che conferma la difficoltà della regione a trattenere una parte delle nuove generazioni.

In Puglia lavora solo una persona su due

Il problema principale resta il lavoro. Nel 2025 il tasso di occupazione in Puglia si è fermato al 51%, mentre la media italiana ha raggiunto il 62,5%.

Significa che, su 100 persone tra 15 e 64 anni, soltanto 51 hanno un lavoro.

La situazione è leggermente peggiorata rispetto al 2024, quando il tasso regionale era del 51,2%.

Anche la disoccupazione è aumentata, passando dal 9,3% al 10%. In Italia, invece, si è fermata intorno al 6,2%.

Il rapporto segnala comunque un dato positivo: nel 2025 sono stati avviati più rapporti di lavoro di quanti ne siano terminati. Ma sono diminuite le assunzioni a tempo indeterminato, mentre sono aumentate quelle a termine.

Questo significa che il problema non riguarda soltanto la possibilità di trovare un impiego, ma anche la sua stabilità.

Taranto e Foggia tra le province più in difficoltà

Non tutta la Puglia presenta la stessa situazione.

Taranto registra il tasso di disoccupazione più alto, pari al 17,1%. Seguono Foggia con il 13,7% e la provincia di Barletta-Andria-Trani con l’11,6%.

La situazione è migliore a Bari, dove la disoccupazione si ferma al 6,3%, e a Brindisi, con il 6,4%.

Anche il numero delle persone che lavorano cambia molto da una provincia all’altra. A Bari il tasso di occupazione raggiunge il 56,8%, mentre a Taranto scende al 39,7%.

Sono differenze importanti, che mostrano quanto le possibilità di trovare lavoro cambino anche all’interno della stessa regione.

Le donne lavorano meno e ricevono pensioni più basse

Un altro problema riguarda le donne.

In Puglia il tasso di occupazione femminile è del 37,9%, contro il 64,2% degli uomini.

La differenza è di oltre 26 punti percentuali. In pratica, meno di quattro donne su dieci in età lavorativa hanno un’occupazione.

Le differenze continuano anche quando si arriva alla pensione.

Nel 2025 gli uomini hanno ricevuto una pensione media mensile di 2.043,90 euro, mentre per le donne l’importo è stato di 1.354,90 euro.

La differenza è di 689 euro al mese.

Un divario che può dipendere da diversi fattori, tra cui stipendi più bassi, carriere lavorative più brevi e periodi senza contributi.

Anche gli stipendi nel settore privato restano inferiori rispetto al resto d’Italia. Secondo i dati INPS riferiti al 2024, le retribuzioni giornaliere dei dipendenti pugliesi sono mediamente più basse di circa il 20% rispetto alla media nazionale.

Giovani senza lavoro, qualche segnale positivo

Non tutti i dati sono negativi.

La percentuale dei giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano è scesa dal 21,4% al 19%.

È un miglioramento, anche se la Puglia resta lontana dalla media italiana del 13,3%.

Il dato dimostra che qualcosa sta cambiando, ma il numero di giovani che rimangono fuori dal mondo della scuola e del lavoro è ancora elevato.

Il futuro della Puglia passa dal lavoro

Il rapporto INPS mette in evidenza problemi che la Puglia conosce da tempo: pochi occupati, difficoltà per le donne, stipendi più bassi e una popolazione che continua a diminuire.

Il dato che fa riflettere è soprattutto la distanza tra Bari e Taranto, due province della stessa regione con possibilità di lavoro molto diverse.

La questione non riguarda soltanto quanti posti di lavoro vengono creati, ma anche quanto durano e quanto vengono pagati.

Perché senza occupazioni stabili e stipendi adeguati diventa più difficile per i giovani costruire il proprio futuro in Puglia, mettere su famiglia e scegliere di restare.

Il prossimo passo sarà capire se le politiche per il lavoro riusciranno a ridurre queste differenze. Per ora i numeri mostrano che la strada è ancora lunga.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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