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Da Brindisi a Francavilla, sei interventi contro violenze e maltrattamenti: l’appello a chiedere aiuto

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Da Brindisi a Carovigno, Villa Castelli e Francavilla Fontana, arresti e denunce raccontano situazioni maturate soprattutto dentro le relazioni familiari. L’Arma: chiedere aiuto prima che il disagio degeneri.

BRINDISI, 1 ottobre 2026 – Mogli, madri, figli, ex compagne e anche una ragazza di 15 anni. Dietro l’appello dei Carabinieri del Comando provinciale di Brindisi a «rompere l’isolamento» ci sono sei recenti interventi.

I casi raccontano situazioni diverse. Molte, però, maturano dentro la famiglia o dopo la fine di una relazione.

Il messaggio dell’Arma è netto: «Non siete soli, parlatene». Chiedere aiuto, confidarsi con una persona di fiducia o rivolgersi alle istituzioni può rappresentare il primo passo per interrompere una situazione di violenza o prevaricazione.

Sei interventi tra Brindisi e provincia

A Brindisi, i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato in flagranza un 66enne.

Secondo quanto comunicato dall’Arma, l’uomo avrebbe minacciato e sottoposto a ripetute violenze la moglie e il figlio conviventi. Quando i militari sono intervenuti dopo la richiesta di soccorso dei familiari, il 66enne si sarebbe scagliato contro di loro con un coltello.

A Carovigno, i Carabinieri hanno arrestato un 67enne in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è arrivato dopo gli accertamenti avviati in seguito alla denuncia della moglie e della figlia. Le due donne avrebbero riferito aggressioni verbali e fisiche protratte per anni.

A Villa Castelli, invece, una donna di 47 anni ha denunciato il figlio di 27 anni. I Carabinieri lo hanno denunciato per maltrattamenti in famiglia.

Secondo la ricostruzione investigativa, tra dicembre 2025 e agosto 2026 il giovane avrebbe maltrattato la madre per ottenere denaro. Gli investigatori collegano le richieste alla sua dipendenza da sostanze stupefacenti.

I tre casi di Francavilla Fontana

A Francavilla Fontana, un cinquantenne è stato denunciato per maltrattamenti ed estorsione nei confronti della madre.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’uomo avrebbe aggredito verbalmente e fisicamente la donna. L’ennesima richiesta di denaro l’avrebbe poi costretta a lasciare l’abitazione per mettersi in salvo.

Sempre a Francavilla Fontana, i Carabinieri hanno denunciato un ragazzo di 17 anni per atti persecutori nei confronti di una quindicenne.

Il giovane, secondo gli accertamenti, avrebbe seguito più volte la ragazza e avrebbe effettuato appostamenti nei pressi dei luoghi da lei frequentati abitualmente.

Un altro intervento riguarda un uomo di 35 anni. I Carabinieri lo hanno denunciato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali nei confronti dell’ex convivente.

Le condotte contestate sarebbero iniziate nel 2023. L’ultimo episodio riferito dagli investigatori sarebbe avvenuto in strada. La donna sarebbe stata colpita con calci e pugni davanti ai figli minori mentre erano diretti a scuola.

Per le persone denunciate e per quelle sottoposte a misura cautelare vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Il punto comune: uscire dall’isolamento

I sei casi sono diversi e non possono essere sovrapposti. Tuttavia emerge un elemento comune: in più circostanze una denuncia o una richiesta di soccorso ha permesso alle forze dell’ordine di intervenire.

È su questo aspetto che il Comando provinciale insiste.

Non bisogna aspettare necessariamente un’aggressione. Parlare di minacce, soprusi, paura o controllo con una persona di fiducia può aiutare a riconoscere il pericolo e a cercare assistenza.

Oltre alle Stazioni dei Carabinieri presenti sul territorio, esiste la rete dei Centri antiviolenza.

1522 e 112: a chi rivolgersi

Per le donne vittime di violenza e stalking è disponibile il 1522, servizio pubblico nazionale promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità.

Il servizio è gratuito, attivo 24 ore su 24 e offre anche assistenza via chat. Può inoltre indirizzare verso Centri antiviolenza, case rifugio e servizi territoriali.

In presenza di un pericolo immediato o di un’emergenza resta invece fondamentale contattare il 112.

Il senso dell’appello dei Carabinieri è chiaro: non aspettare che violenza, minacce e controllo raggiungano il punto più grave prima di cercare aiuto.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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