Manfredonia, primi DASPO dopo gli scontri al Miramare: si valutano porte chiuse e stop alle trasferte

Sette operatori di polizia rimasero contusi negli incidenti del 20 settembre. La Questura lavora su circa 20 ulteriori posizioni, mentre per le prossime gare potrebbero essere valutati porte chiuse e divieti di trasferta.
MANFREDONIA, 29 settembre 2026 – Arrivano i primi provvedimenti dopo i gravi scontri tra tifosi seguiti alla partita Manfredonia-Ebolitana del 20 settembre. Il Questore di Foggia ha disposto tre DASPO, con una durata compresa tra 5 e 10 anni. Ma l’attività della Polizia non è conclusa: gli accertamenti riguardano anche altri sostenitori delle due squadre e potrebbero portare all’emissione di circa 20 ulteriori provvedimenti.
È questo l’aspetto che rende la vicenda ancora aperta, a otto giorni dagli incidenti avvenuti in occasione della gara di Serie D disputata allo stadio Miramare.
Tre tifosi individuati attraverso immagini e filmati
Secondo quanto comunicato dalla Questura, l’analisi delle immagini e dei filmati effettuata dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Manfredonia ha consentito di individuare tre soggetti.
Nei loro confronti il Questore di Foggia ha disposto il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive. I DASPO hanno una durata variabile da cinque a dieci anni, stabilita in relazione alla pericolosità ritenuta dall’autorità di pubblica sicurezza ai fini del mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Le indagini sugli scontri, tuttavia, proseguono. La Questura riferisce che sono in corso ulteriori approfondimenti e accertamenti finalizzati all’emissione di circa 20 DASPO nei confronti di tifosi sia locali sia ospiti.
Sette operatori di polizia contusi negli scontri
Il dato che emerge ora dal comunicato della Questura è anche il bilancio che riguarda le forze dell’ordine: sette operatori di polizia riportarono traumi contusivi durante gli incidenti.
Gli scontri si verificarono al termine di Manfredonia-Ebolitana, partita conclusa 3-0 per la formazione di casa. Le cronache delle ore successive riferirono di disordini nelle zone esterne allo stadio e sul litorale vicino al Miramare, con lanci di pietre e bombe carta. ANSA riportò il coinvolgimento di circa 50 persone, molte con il volto coperto, e l’utilizzo anche di spranghe e cinghie. Le responsabilità individuali restano oggetto degli accertamenti delle forze dell’ordine.
Sia l’amministrazione comunale sia il Manfredonia Calcio avevano condannato pubblicamente gli episodi di violenza.
Il nodo delle prossime partite: possibili porte chiuse e stop alle trasferte
Le conseguenze potrebbero non fermarsi ai DASPO.
Alla luce del livello di rischio, su indicazione del Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (CASMS), potrà essere valutata l’adozione di misure più restrittive in occasione delle prossime gare.
Tra le ipotesi indicate dalla Questura ci sono la disputa di incontri casalinghi a porte chiuse e il divieto di trasferta.
Al momento si tratta di misure da valutare e non di provvedimenti già adottati. È una distinzione importante: non risulta quindi deciso né che il Manfredonia debba giocare la prossima gara interna senza pubblico né che ai suoi sostenitori sia già vietato seguire la squadra in trasferta.
La partita del 20 settembre, dunque, continua ad avere conseguenze fuori dal campo. Dopo i primi tre DASPO, il prossimo passaggio sarà capire quanti degli ulteriori accertamenti si tradurranno effettivamente in nuovi divieti e quali decisioni saranno assunte per la gestione dell’ordine pubblico nelle prossime gare.

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