
Gravina in Puglia, Altamura e Minervino Murge concentrano gran parte delle superfici colpite. Coldiretti Puglia chiede più prevenzione e interventi per tutelare le aziende agricole.
Gli incendi hanno percorso 12.681 ettari in Puglia, con 7.928 ettari nei Comuni interessati dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia. I dati, elaborati da Coldiretti Puglia sulla base dei perimetri rilevati da EFFIS Copernicus, mostrano l’impatto dell’estate 2026 su campagne, pascoli e aree naturali.
La situazione più pesante riguarda Gravina in Puglia, Altamura e Minervino Murge. Nei tre Comuni risultano complessivamente 7.374 ettari percorsi dal fuoco, circa il 93% del totale rilevato nei Comuni del Parco.
Gravina, Altamura e Minervino tra le aree più colpite
A Gravina in Puglia risultano 3.775 ettari interessati dagli incendi. Seguono Altamura con 1.977 ettari e Minervino Murge con 1.622.
Particolarmente grave l’incendio del 25 agosto a Gravina, che secondo i dati riportati da Coldiretti ha interessato da solo 3.455 ettari. Ad Altamura l’incendio del 21 luglio ha percorso 1.300 ettari, mentre a Minervino Murge sono stati rilevati 753 ettari il 15 luglio e altri 601 il 10 agosto.
A livello provinciale, Bari registra 6.221 ettari, pari al 49,1% del totale regionale. Seguono Foggia con 3.366 ettari, Barletta-Andria-Trani con 1.729, Taranto con 772, Lecce con 569 e Brindisi con 24.
Coldiretti: «La prevenzione non è stata sufficiente»
Per Coldiretti Puglia i numeri rendono necessario rafforzare la prevenzione e il controllo del territorio.
«Non possiamo considerare gli incendi come eventi inevitabili dell’estate e limitarci a intervenire quando ormai il danno è fatto», afferma Mirko Raguso, presidente di Coldiretti Bari.
Le conseguenze riguardano direttamente anche agricoltori e allevatori. Le fiamme hanno interessato pascoli, coltivazioni, foraggi, recinzioni e strutture utilizzate dalle aziende.
Coldiretti ha inoltre chiesto alla Regione Puglia misure straordinarie affinché le imprese colpite non perdano gli aiuti comunitari a causa dell’impossibilità di utilizzare i terreni incendiati.
Secondo l’organizzazione agricola occorre passare dalla gestione dell’emergenza a una prevenzione stabile, con maggiore presidio delle campagne, manutenzione delle aree a rischio, avvistamento rapido dei focolai e coinvolgimento degli agricoltori che lavorano quotidianamente sul territorio.














