
Dal 1° giugno al 22 agosto 2026 le fiamme hanno interessato 7.879 ettari di territorio pugliese. Bari, Foggia e BAT concentrano oltre l’84% della superficie percorsa dal fuoco. Coldiretti Puglia lancia l’allarme mentre resta critica la situazione sull’Alta Murgia.
Incendi in Puglia, 7.879 ettari percorsi dalle fiamme
Gli incendi in Puglia hanno già percorso 7.879 ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e terreni agricoli tra il 1° giugno e il 22 agosto 2026.
In meno di tre mesi sono stati rilevati 89 incendi, con luglio che si conferma il mese più pesante e agosto che, dopo appena tre settimane, presenta già un bilancio superiore a quello dell’intero mese di giugno.
I dati emergono dall’analisi di Coldiretti Puglia sulle rilevazioni EFFIS di Copernicus, il sistema europeo utilizzato per il monitoraggio degli incendi.
L’emergenza resta attuale anche sull’Alta Murgia, dove un vasto incendio continua a interessare un’ampia zona compresa tra Poggiorsini, Gravina in Puglia e le aree circostanti.
Luglio il mese peggiore: oltre 4.200 ettari bruciati
A luglio le fiamme hanno percorso 4.218 ettari in 41 eventi.
Si tratta del 53,5% di tutta la superficie interessata dagli incendi nei quasi tre mesi presi in esame.
A giugno erano stati registrati 954 ettari in 21 incendi.
Ad agosto, con dati aggiornati al 22 del mese, il bilancio ha già raggiunto 2.707 ettari in 27 eventi.
In poco più di tre settimane, quindi, la superficie interessata dal fuoco ad agosto è quasi tre volte quella registrata durante tutto giugno.
Bari è la provincia più colpita
La situazione più pesante riguarda la provincia di Bari, dove risultano percorsi dal fuoco 2.645 ettari, pari al 33,6% del totale regionale.
Ben 1.855 ettari sono stati interessati nel solo mese di luglio.
Segue la provincia di Foggia con 2.341 ettari. In questo territorio il bilancio è cresciuto soprattutto ad agosto, quando sono stati registrati 1.069 ettari, dopo i 541 di giugno e i 731 di luglio.
Nella BAT gli ettari complessivamente interessati sono invece 1.655: 59 a giugno, 905 a luglio e altri 691 ad agosto.
Bari, Foggia e BAT raggiungono insieme 6.641 ettari, oltre l’84% dell’intera superficie percorsa dal fuoco rilevata in Puglia nel periodo analizzato.
Un dato che fotografa la particolare esposizione di alcune delle principali aree agricole e rurali della regione.
Taranto, Lecce e Brindisi: i dati provincia per provincia
In provincia di Taranto risultano interessati complessivamente 672 ettari: 181 a giugno, 297 a luglio e 194 ad agosto.
A Lecce il bilancio è di 542 ettari, concentrati soprattutto nel mese di luglio, quando ne sono stati rilevati 430. A giugno erano stati 112.
La provincia di Brindisi registra invece 24 ettari.
Coldiretti: caldo, siccità e vento aumentano il rischio
Temperature elevate, assenza prolungata di piogge, vegetazione secca e vento possono trasformare rapidamente un piccolo focolaio in un incendio difficile da controllare.
A queste condizioni, secondo Coldiretti Puglia, si aggiunge il problema degli incendi appiccati volontariamente.
L’organizzazione agricola richiama quindi la necessità di rafforzare la prevenzione e i controlli sul territorio, mantenendo alta l’attenzione anche su eventuali interessi speculativi legati alle aree attraversate dal fuoco.
I danni continuano anche dopo lo spegnimento
Le conseguenze degli incendi non terminano quando le fiamme vengono spente.
Oltre alle coltivazioni e ai boschi, possono essere compromessi habitat naturali, biodiversità, attività agricole e forestali, paesaggio e turismo rurale.
La perdita della copertura vegetale riduce inoltre la capacità del terreno di trattenere l’acqua e può aumentare il rischio di erosione, frane e alluvioni.
Secondo Coldiretti Puglia, per ricostituire completamente un bosco devastato da un incendio possono essere necessari fino a quindici anni.
Le conseguenze economiche e ambientali possono durare ancora più a lungo.
L’incuria delle campagne aumenta il pericolo
Non esistono soltanto gli incendi dolosi.
Anche la mancata manutenzione del sottobosco, l’accumulo di vegetazione secca, l’abbandono delle aree rurali e alcuni comportamenti irresponsabili possono favorire la diffusione delle fiamme.
Il rischio aumenta soprattutto nelle zone interne e nei territori più difficili da raggiungere rapidamente con uomini e mezzi antincendio.
Per questo Coldiretti e Federforeste ricordano alcune regole essenziali: utilizzare il fuoco soltanto nelle aree consentite, controllare sempre barbecue e braci, non gettare mozziconi di sigaretta e segnalare immediatamente qualsiasi focolaio.
Gli agricoltori come presidio del territorio
Per Coldiretti Puglia la prevenzione passa soprattutto dalla manutenzione quotidiana delle campagne.
La presenza degli agricoltori nelle zone rurali consente infatti di controllare il territorio, effettuare manutenzione e individuare più velocemente situazioni di pericolo.
Con quasi 8mila ettari già percorsi dal fuoco in meno di tre mesi, Coldiretti chiede più prevenzione, manutenzione, controlli e una presenza capillare nelle aree maggiormente esposte.
Difendere boschi, pascoli e campagne significa proteggere non soltanto l’agricoltura, ma anche il patrimonio ambientale e paesaggistico della Puglia.

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