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Donne in agricoltura, in Puglia oltre 22mila imprese e 426 agriturismi al femminile

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I dati diffusi da Coldiretti nella Giornata internazionale delle donne rurali raccontano il peso dell’imprenditoria femminile. Ma credito, burocrazia e conciliazione familiare restano ostacoli alla crescita.

BARI, 17 ottobre 2026 – In Puglia oltre 22mila imprese agricole sono condotte da donne e 426 agriturismi su circa 960 sono a gestione femminile. Significa che quasi il 44,4% delle strutture agrituristiche regionali è guidato da imprenditrici. Un dato che racconta quanto la presenza femminile sia importante non soltanto nella produzione agricola, ma anche nell’economia turistica e nella vita delle campagne pugliesi.

I numeri sono stati diffusi da Coldiretti Puglia in occasione della Giornata internazionale delle donne rurali, che si celebra oggi, 15 ottobre. Una ricorrenza particolarmente significativa nel 2026, proclamato dalle Nazioni Unite Anno internazionale delle agricoltrici.

Agriturismi in Puglia, il 44,4% è gestito da donne

Il dato più interessante riguarda l’ospitalità rurale: 426 agriturismi a conduzione femminile su circa 960 strutture attive in Puglia.

In termini percentuali, significa che poco più di quattro agriturismi su dieci sono gestiti da donne. Una presenza che collega direttamente l’agricoltura al turismo, alla ristorazione, alla valorizzazione dei prodotti locali e alla promozione del territorio.

L’imprenditoria agricola femminile, infatti, non si limita alla coltivazione dei campi. Comprende attività di trasformazione alimentare, vendita diretta, fattorie didattiche, agricoltura sociale ed educazione ambientale.

Sono settori che possono contribuire a diversificare le entrate delle aziende e a creare opportunità economiche anche nei piccoli centri rurali.

Oltre 22mila imprese agricole femminili, ma quali ostacoli alla crescita?

Dietro i numeri positivi emerge una questione meno celebrativa: quanto è semplice, oggi, per una donna avviare o ampliare un’impresa agricola in Puglia?

Secondo Coldiretti, le difficoltà riguardano soprattutto l’accesso al credito, gli adempimenti burocratici e la conciliazione tra attività lavorativa e responsabilità familiari.

Problemi che possono pesare in modo particolare sulle aziende più piccole, soprattutto quando servono investimenti per acquistare macchinari, introdurre nuove tecnologie o ampliare le attività.

«Le donne in agricoltura non sono soltanto una presenza significativa nei numeri, ma una forza imprenditoriale capace di costruire nuove opportunità, diversificare le attività e dare valore ai territori», afferma Rita Tamborrino, rappresentante di Donne Coldiretti Puglia.

Coldiretti: servono interventi concreti per le imprenditrici

La richiesta dell’organizzazione agricola è di trasformare il riconoscimento del ruolo femminile in misure capaci di sostenere concretamente le aziende.

«Servono strumenti che facilitino l’accesso al credito, incentivino gli investimenti nella digitalizzazione e nella transizione ecologica e favoriscano la conciliazione tra lavoro e vita familiare», sottolinea Tamborrino.

Il tema riguarda anche il futuro delle aree interne pugliesi, dove mantenere attività economiche e servizi può contribuire a contrastare lo spopolamento.

Le imprese agricole femminili rappresentano dunque una componente importante dell’economia regionale, ma il loro sviluppo dipenderà anche dalla possibilità di superare gli ostacoli denunciati dalle stesse organizzazioni di categoria.

Il dato che manca: quante imprese femminili stanno crescendo?

Le oltre 22mila aziende agricole femminili costituiscono una fotografia significativa, ma non bastano da sole a descrivere l’evoluzione del settore.

Per capire se l’imprenditoria agricola femminile pugliese stia realmente crescendo servirebbe confrontare il numero attuale con quello degli anni precedenti, verificare quante nuove aziende vengono aperte e quante cessano l’attività.

Sarebbe utile conoscere anche la distribuzione delle imprese nelle sei province pugliesi e il numero delle imprenditrici più giovani.

È questa la domanda che resta aperta: la Puglia sta creando nuove opportunità per le donne che vogliono investire in agricoltura oppure le difficoltà economiche e amministrative rischiano di frenare un settore già consolidato?

La Giornata internazionale delle donne rurali offre l’occasione per riconoscere il lavoro delle imprenditrici. La sfida, però, è misurare quanto questo riconoscimento si traduca in opportunità effettive di crescita.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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