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Crisi olivicoltura in Puglia, la UILA teme per i posti di lavoro e chiede un tavolo urgente alla Regione contro rincari e difficoltà della filiera.

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Il sindacato denuncia l’aumento dei costi per le imprese agricole e chiede un intervento urgente della Regione. Buongiorno: «Siamo di fronte a una tempesta perfetta».

BARI, 17 ottobre 2026 – La crisi del settore olivicolo pugliese rischia di trasformarsi in un’emergenza occupazionale. A lanciare l’allarme è la UILA Puglia, che denuncia le conseguenze del caro gasolio, dell’aumento delle tariffe energetiche e del blocco degli autotrasportatori sulle imprese agroalimentari. Il timore è che le difficoltà delle aziende finiscano per compromettere anche i posti di lavoro e i salari.

Il sindacato chiede alla Regione Puglia la convocazione immediata di un tavolo con le istituzioni, le organizzazioni della filiera e la grande distribuzione. Una richiesta che riguarda non soltanto l’olivicoltura, ma anche la pesca e il comparto ortofrutticolo.

Costi agricoli oltre il 40% secondo la UILA

A preoccupare il sindacato è soprattutto l’aumento delle spese sostenute dalle imprese. Secondo quanto dichiarato dal segretario generale della UILA Puglia, Pietro Buongiorno, i costi per le aziende agricole sarebbero cresciuti mediamente di oltre il 40%.

Un dato significativo, che tuttavia nel comunicato non è accompagnato dall’indicazione del periodo di riferimento o da un’analisi statistica che permetta di verificarlo autonomamente.

«Siamo di fronte a una tempesta perfetta», afferma Buongiorno, secondo il quale l’attuale situazione economica rischia di aggravare le difficoltà delle aziende agricole pugliesi.

Il problema, nella lettura del sindacato, non riguarda soltanto la redditività delle produzioni. Quando aumentano i costi e diminuiscono i margini economici, anche la capacità delle imprese di mantenere l’occupazione può essere messa sotto pressione.

Il rischio per i lavoratori della filiera

È proprio questo il punto centrale dell’allarme lanciato dalla UILA: la crisi delle aziende agricole può diventare una crisi del lavoro.

Le possibili conseguenze non riguardano esclusivamente chi lavora negli uliveti. La filiera comprende frantoi, attività di trasformazione, trasporto, confezionamento e distribuzione.

Un eventuale rallentamento delle attività potrebbe quindi coinvolgere diverse categorie di lavoratori.

Al momento, però, il sindacato non fornisce una stima dei posti di lavoro concretamente a rischio, né indica quante aziende abbiano già ridotto l’attività a causa delle difficoltà denunciate.

Sono due elementi fondamentali per comprendere la reale dimensione dell’emergenza occupazionale.

Prezzo dell’olio e tracciabilità: le richieste

La UILA individua tre priorità: garantire un prezzo adeguato ai prodotti agricoli alla produzione, rafforzare i controlli sulla tracciabilità e ottenere misure europee straordinarie sui vincoli di bilancio.

Sul fronte commerciale, Buongiorno denuncia il rischio di una concorrenza al ribasso che penalizzerebbe le aziende rispettose dei contratti e degli standard di sicurezza.

Il sindacato chiede inoltre maggiori controlli sui prodotti importati, sostenendo la necessità di tutelare qualità, sicurezza e condizioni di lavoro.

Le dichiarazioni non sono tuttavia accompagnate nel documento da dati su specifiche irregolarità nelle importazioni. La richiesta di controlli va quindi distinta dall’accertamento di eventuali violazioni.

Un tavolo urgente con la Regione Puglia

La UILA riconosce positivamente i primi interventi dell’Assessorato regionale all’Agricoltura a sostegno del comparto olivicolo, ma ritiene insufficienti le misure rispetto alla dimensione della crisi denunciata.

Per questo chiede un confronto che coinvolga anche le competenze regionali in materia di lavoro e sviluppo economico, insieme alle rappresentanze produttive e alla grande distribuzione organizzata.

L’obiettivo è individuare interventi capaci di sostenere contemporaneamente le imprese e l’occupazione.

La richiesta si estende al Governo nazionale e ai parlamentari europei. In particolare, la UILA sollecita una deroga alle regole del Patto di stabilità per consentire finanziamenti straordinari.

Si tratta di una proposta politica e sindacale, non di una misura già approvata. La normativa europea contempla clausole di flessibilità fiscale, ma la loro attivazione richiede condizioni e procedure specifiche.

Cosa succede adesso e quali risposte mancano

La questione più urgente riguarda la risposta delle istituzioni.

Il comunicato del 16 ottobre non indica una data per il tavolo richiesto dalla UILA e non documenta una convocazione già avvenuta.

Rimangono inoltre da chiarire l’effettiva estensione del blocco dei trasporti, l’impatto economico sulle imprese pugliesi e il numero dei lavoratori potenzialmente coinvolti.

Il punto decisivo sarà capire se l’allarme sindacale troverà riscontro in dati occupazionali concreti e quali misure verranno adottate per evitare che le difficoltà produttive si traducano in perdita di lavoro.

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