
Una nuova proiezione fa salire lo sbilanciamento oltre quota 600 milioni. Ma solo due giorni fa le stime indicavano un deficit tra 250 e 300 milioni. Dopo i 349 milioni del 2025 e l’aumento dell’Irpef, la questione decisiva è capire quale sia il dato reale.
BARI, 2 ottobre 2026 – I conti della sanità pugliese tornano a preoccupare, ma questa volta c’è una domanda preliminare che la Regione dovrà chiarire: a quanto ammonta realmente lo sbilanciamento del 2026?
Secondo quanto emerso da un vertice tra l’assessore alla Salute Donato Pentassuglia e i direttori generali delle aziende sanitarie, lo squilibrio provvisorio avrebbe superato i 600 milioni di euro. Una cifra che, se confermata, segnerebbe un netto peggioramento rispetto al 2025.
Il punto, però, è proprio questo: al momento non risulta un dato ufficiale consolidato che certifichi un disavanzo 2026 di oltre 600 milioni.
E soprattutto la nuova stima appare molto distante da quella circolata appena due giorni prima, quando il disavanzo di fine anno veniva indicato in una forbice compresa tra 250 e 300 milioni di euro.
Il precedente: 349 milioni di deficit nel 2025
Un numero certo esiste ed è quello dell’anno scorso.
Il bilancio consolidato 2025 del sistema sanitario regionale si è chiuso con una perdita di 349,10 milioni di euro, dato successivamente richiamato anche dalla Corte dei conti. La Regione, ad aprile, aveva ufficializzato un disavanzo di circa 350 milioni, dopo la revisione dei conti delle aziende sanitarie.
Per la copertura sono stati adottati interventi sul bilancio regionale e una rideterminazione dell’addizionale regionale Irpef. I relativi decreti del presidente della Regione, in qualità di commissario ad acta, sono stati pubblicati sul Bollettino ufficiale il 29 maggio.
La Corte dei conti ha quantificato in circa 241 milioni di euro l’apporto derivante dalla rimodulazione dell’Irpef alla copertura del risultato negativo 2025.
Da 250-300 a oltre 600 milioni: la differenza da spiegare
È qui che emerge il nodo sul quale PugliaPress ritiene necessario fare chiarezza.
Il 30 settembre una testata locale riportava proiezioni per una chiusura 2026 con un disavanzo tra 250 e 300 milioni, insieme all’attesa di maggiori risorse dal Fondo sanitario nazionale.
Due giorni dopo viene indicato uno sbilanciamento provvisorio superiore ai 600 milioni.
Le due cifre possono riferirsi a grandezze contabili differenti — per esempio maggiori costi lordi da finanziare e disavanzo finale dopo le coperture — ma, in assenza del documento contabile alla base dell’ultima stima, non possono essere considerate automaticamente equivalenti.
È questo il chiarimento che serve ai pugliesi: sapere che cosa rappresentino esattamente quei 600 milioni, quali entrate siano già state conteggiate e quale sia la previsione effettiva del risultato di esercizio a fine 2026.
Il nodo dei 400 milioni aggiuntivi
Un’altra partita riguarda il Fondo sanitario nazionale.
A settembre il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato aveva indicato per la Puglia un incremento di circa 400 milioni di euro nel 2026.
La disponibilità effettiva delle risorse e il modo in cui entreranno nei conti regionali diventano quindi decisivi per determinare l’eventuale disavanzo residuo.
Sul piano nazionale, intanto, le Regioni hanno chiesto un rafforzamento del Fondo sanitario, sostenendo che la crescita dei costi rende il finanziamento disponibile insufficiente rispetto al fabbisogno effettivo.
Tra le voci che pesano sui bilanci ci sono personale, rinnovi contrattuali, farmaci, energia, servizi e inflazione.
Tasse e servizi: cosa rischiano adesso i pugliesi
Dopo l’intervento fiscale utilizzato per coprire il deficit 2025, l’eventuale formazione di un nuovo disavanzo consistente aprirebbe inevitabilmente il problema delle coperture.
Ma parlare oggi di nuove tasse, chiusure di ospedali o tagli ai posti letto come conseguenze già decise sarebbe prematuro: non risultano al momento provvedimenti ufficiali che stabiliscano queste misure come conseguenza della nuova stima.
Il precedente, tuttavia, rende la questione concreta. Nel 2025 il deficit ha richiesto risorse del bilancio regionale e una manovra sull’Irpef. Nel 2026 bisognerà capire se le maggiori risorse nazionali e gli interventi di contenimento della spesa saranno sufficienti.
La sanità pugliese resta inoltre sottoposta a un percorso di rientro anche per il 2027, mentre la Regione sta lavorando contemporaneamente su assunzioni, liste d’attesa e controllo della spesa farmaceutica.
Per questo, prima ancora delle polemiche politiche, serve un dato verificabile: qual è oggi il disavanzo tendenziale della sanità pugliese e come si passa dalla previsione di 250-300 milioni a uno sbilanciamento superiore a 600 milioni?
È la differenza tra un allarme contabile e un nuovo problema strutturale per il bilancio regionale. Ed è il numero che la Regione dovrebbe rendere pubblico insieme alle voci che lo compongono.

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