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Auto rubate smontate e riciclate, 12 fermi: nuova operazione tra Foggia e Cerignola

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L’operazione della Polizia Stradale è coordinata dalla Procura di Foggia. Le indagini riguardano una presunta organizzazione che avrebbe trasformato vetture rubate in ricambi. È l’ennesima inchiesta del 2026 sulla filiera criminale legata alle auto nel Basso Tavoliere.

FOGGIA, 23 settembre 2026 – Dodici persone sono state fermate tra Foggia e Cerignola nell’ambito di una nuova inchiesta sul riciclaggio di auto rubate. L’operazione, eseguita dalla Polizia Stradale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, riguarda l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di autovetture.

Ma il dato che emerge andando oltre il primo lancio di cronaca è un altro: l’indagine si inserisce in una sequenza di operazioni che, soltanto negli ultimi mesi, hanno nuovamente portato l’attenzione investigativa sulla zona di Cerignola e del Basso Tavoliere come snodo dello smontaggio e della commercializzazione di componenti provenienti da veicoli rubati.

Auto smontate, componenti trasferiti e scocche eliminate

Secondo gli elementi emersi nelle ore successive all’esecuzione dei fermi, la Procura ipotizza l’esistenza di una struttura capace di intervenire rapidamente sulle automobili rubate.

Le vetture sarebbero state “cannibalizzate”, con il recupero delle parti utilizzabili e il trasferimento dei componenti verso depositi. Le scocche, invece, in alcuni casi sarebbero state incendiate, occultate o successivamente distrutte. Si tratta, allo stato, della ricostruzione accusatoria che dovrà essere verificata nelle successive fasi del procedimento.

Alcuni approfondimenti giornalistici riferiscono inoltre di indagati stranieri e di persone ritenute dagli investigatori vicine ad ambienti della criminalità organizzata. Su ruoli e responsabilità individuali, tuttavia, gli accertamenti sono ancora in corso.

Cerignola al centro di più inchieste nel 2026

Il nuovo procedimento non rappresenta un caso isolato.

Il 23 giugno 2026 un’altra indagine aveva portato a otto arresti per una presunta organizzazione che avrebbe gestito ricettazione e riciclaggio di componenti provenienti da auto rubate in diverse zone d’Italia. In quel caso le indagini avevano ricostruito una rete con base operativa a Cerignola e un profitto stimato dalla Procura in oltre 2,5 milioni di euro, con più di 10mila pezzi e parti di veicoli sequestrati.

Poco più di un mese dopo, il 31 luglio, un’altra operazione della Guardia di Finanza aveva interessato un presunto sistema articolato tra Bitonto e Cerignola: secondo gli investigatori, al gruppo cerignolano sarebbe stata affidata la gestione logistica e commerciale dei ricambi ottenuti dalle auto rubate e smontate.

PugliaPress aveva già raccontato quella vicenda, ricostruendo la divisione dei compiti ipotizzata dagli investigatori tra chi rubava le vetture, chi le smontava e chi avrebbe gestito il successivo mercato dei componenti.

Un fenomeno già segnalato nelle relazioni istituzionali

Il ruolo dell’area foggiana nel fenomeno non emerge soltanto dalle operazioni di polizia.

Una relazione parlamentare sulla criminalità organizzata dedicata anche al territorio di Cerignola e del Basso Tavoliere individua tra le attività criminali presenti nell’area proprio la ricettazione di merci rubate e il riciclaggio di autovetture, descrivendo Cerignola come uno dei territori interessati dallo smontaggio dei veicoli sottratti anche in altre province.

È questo il punto che rende la nuova operazione particolarmente significativa: i dodici fermi del 22 settembre arrivano dopo almeno due importanti inchieste analoghe nel giro di tre mesi.

Adesso la verifica davanti al giudice

I fermi rappresentano una misura adottata nella fase delle indagini preliminari e non equivalgono a una condanna.

Saranno le successive decisioni dell’autorità giudiziaria a stabilire la posizione dei singoli indagati e a verificare la tenuta dell’impianto accusatorio.

Restano inoltre da chiarire diversi aspetti: quante automobili siano riconducibili alla presunta organizzazione, da quali territori provenissero, quali fossero i canali di destinazione dei componenti e se esistessero collegamenti operativi con altri soggetti o attività commerciali.

Sono questi gli elementi che potranno definire la reale dimensione dell’inchiesta.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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