
L’esenzione riguarda le auto fino a 80 kW, ma la contemporanea riduzione dello sconto sulle accise del gasolio rischia di erodere una parte del beneficio per milioni di automobilisti. Ecco quanto resta davvero in tasca nelle simulazioni.
Il bollo auto sparisce nel 2027 per milioni di automobilisti, ma per chi guida un diesel il vantaggio potrebbe essere sensibilmente inferiore a quello che appare. Il risparmio medio stimato per un’auto fino a 80 kW è di 163,50 euro; nello stesso tempo, però, la riduzione dello sconto sulle accise potrebbe aumentare la spesa annuale per il gasolio fino a 94 euro, a prezzi invariati.
È il conto che emerge dall’analisi congiunta di Facile.it e Pratiche Auto Online. Il confronto permette di misurare insieme due misure che incidono sullo stesso portafoglio: da una parte l’esenzione dal bollo, dall’altra il progressivo ridimensionamento dello sconto fiscale sul diesel.
Chi non pagherà il bollo nel 2027
Il Consiglio dei ministri del 16 settembre ha approvato l’esenzione per il 2027 per le persone fisiche soggette al pagamento della tassa automobilistica su un’auto a benzina o diesel, anche ibrida, con potenza non superiore a 80 kW. La misura riguarda un solo veicolo per contribuente.
Secondo le indicazioni diffuse dopo il Consiglio dei ministri, l’intervento coinvolgerà complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli. L’esenzione vale per i versamenti con termine ordinario di pagamento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Un particolare importante: per ora l’esenzione è disposta per il 2027. Il Governo ha indicato l’obiettivo di renderla successivamente strutturale attraverso la legge di bilancio.
Quanto vale davvero l’esenzione
Facile.it e Pratiche Auto Online hanno analizzato oltre 8.400 bolli auto pagati nel 2026 per veicoli con potenza inferiore a 80 kW sull’intero territorio nazionale.
Il risultato è un bollo medio pari a 163,50 euro. Questa è quindi la stima del risparmio medio per gli automobilisti che rientreranno nell’esenzione.
Il dato effettivo per il singolo automobilista può naturalmente essere diverso: ACI ricorda che il calcolo della tassa dipende, tra gli altri elementi, dalla potenza del veicolo e dalla normativa Euro e che le tariffe possono differire in base alla Regione.
Diesel, il conto corre nella direzione opposta
Contemporaneamente cambia lo sconto sulle accise del gasolio. Dal 18 al 25 settembre la riduzione, compreso l’effetto sull’Iva, scende a 12,2 centesimi al litro; dal 26 settembre al 5 ottobre si riduce ulteriormente a 6,1 centesimi.
Ed è qui che emerge il rovescio della medaglia.
Prendendo come riferimento un prezzo del diesel self di 2,266 euro al litro rilevato il 17 settembre, l’analisi stima un pieno da 50 litri a circa 113 euro.
Con la riduzione dello sconto sulle accise, a parità delle altre condizioni, il pieno arriverebbe prima a circa 116 euro e successivamente a 119 euro. Nello scenario considerato da Facile.it senza lo sconto, il costo arriverebbe a circa 122 euro.
Il confronto: 163,50 euro risparmiati, fino a 94 euro di maggiore spesa
La simulazione diventa ancora più significativa su base annuale.
Considerando 10.000 chilometri l’anno e un consumo medio di 5,5 litri ogni 100 chilometri, la spesa per il diesel calcolata sui prezzi del 17 settembre è pari a circa 1.246 euro l’anno.
Nello scenario senza sconto sulle accise considerato nello studio salirebbe a circa 1.340 euro: 94 euro in più.
In termini puramente aritmetici, mettendo a confronto le due stime, dei 163,50 euro medi risparmiati grazie all’esenzione dal bollo ne rimarrebbero circa 69,50 dopo il maggiore costo del carburante.
È però un confronto indicativo, non una previsione della spesa effettiva: il risultato dipenderà dai chilometri percorsi, dai consumi dell’auto e soprattutto dall’andamento futuro del prezzo industriale del gasolio e delle misure sulle accise.
Il quadro resta quindi a due facce: il taglio del bollo produce un beneficio diretto per chi rientra nei requisiti; per chi possiede un diesel, una parte di quel vantaggio può essere assorbita dal costo dei rifornimenti.
Ed è questo, più dell’annuncio sull’esenzione, il conto che gli automobilisti dovranno guardare.














