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Appiccavano incendi nel Salento: le immagini dei droni portano a tre arresti e otto denunce

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I Carabinieri di Lecce e i Carabinieri Forestali hanno intensificato i controlli contro gli incendi boschivi. Elevati circa 300 verbali per oltre 200mila euro. Le indagini hanno interessato Frigole, Casarano, Gallipoli, Racale e altri comuni salentini.

I Carabinieri hanno arrestato tre persone e ne hanno denunciate altre otto nell’ambito delle indagini sugli incendi che hanno colpito il Salento.

L’attività del Comando provinciale di Lecce e dei Carabinieri Forestali ha interessato diversi comuni della provincia. Droni, telecamere e analisi delle immagini hanno permesso agli investigatori di ricostruire la dinamica di numerosi roghi.

Sul fronte della prevenzione sono stati elevati circa 300 verbali amministrativi. Le sanzioni hanno superato complessivamente i 200mila euro.

Incendi nel Salento, rafforzati i controlli

L’emergenza incendi continua a minacciare boschi, macchia mediterranea, aziende agricole, strutture turistiche e abitazioni.

Temperature elevate, siccità e vento possono trasformare anche un piccolo focolaio in un incendio difficile da controllare.

Per questo motivo i cinque Nuclei Carabinieri Forestali presenti nel Salento e il Nucleo Informativo Antincendio Boschivo hanno intensificato le verifiche sul territorio.

I controlli riguardano soprattutto il rispetto della normativa regionale. I proprietari di terreni incolti, seminativi e arborati devono realizzare una fascia priva di vegetazione, larga almeno 15 metri, per limitare la propagazione delle fiamme verso le aree boscate.

Nel corso di ogni stagione estiva questa attività porta mediamente alla contestazione di circa 300 violazioni amministrative, per un importo superiore a 200mila euro.

Droni e telecamere contro gli incendi

La tecnologia ha avuto un ruolo decisivo anche nelle indagini penali.

I Carabinieri Forestali hanno utilizzato droni, sistemi di videosorveglianza e strumenti per l’analisi delle immagini. Gli investigatori hanno così potuto individuare l’origine di alcuni incendi e ricostruire gli spostamenti dei presunti responsabili.

Uno degli episodi più gravi risale al 19 giugno 2026, nelle vicinanze di Frigole, marina di Lecce.

Secondo la ricostruzione investigativa, due persone avrebbero lanciato un’esca incendiaria da un veicolo in movimento. Le fiamme avrebbero poi interessato una vasta area di macchia mediterranea.

Le immagini raccolte durante le indagini hanno permesso di identificare i due presunti responsabili, successivamente arrestati.

Arrestato un uomo a San Cesario di Lecce

Il terzo arresto è avvenuto la sera del 22 luglio a San Cesario di Lecce.

I Carabinieri della stazione locale, insieme alla Polizia Locale, hanno sorpreso un uomo di 57 anni mentre avrebbe appiccato il fuoco in un terreno di via Casello Ferroviario.

Nell’area erano presenti macchia mediterranea e rifiuti. Le fiamme si sono propagate rapidamente, interessando una superficie di circa 2,5 ettari.

I militari hanno bloccato l’uomo e richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno circoscritto e spento l’incendio. Non sono stati segnalati feriti.

L’uomo è ritenuto presunto responsabile dei reati di incendio e combustione illecita di rifiuti.

Denunce a Casarano, Gallipoli e Racale

Le indagini hanno interessato anche altri territori della provincia di Lecce.

A Casarano una persona è stata denunciata per un incendio avvenuto il 13 giugno. Avrebbe dato fuoco a un terreno incolto per eliminare la vegetazione, nonostante il forte vento. Le fiamme si sarebbero poi propagate nell’area circostante.

Nei pressi di Gallipoli, le telecamere hanno permesso di individuare due persone che avrebbero acceso dei fuochi in alcune piazzole stradali vicine ad aree boscate.

A Racale un uomo è stato denunciato dopo essere stato identificato attraverso le immagini della videosorveglianza. Secondo gli investigatori, avrebbe incendiato un’area già colpita da precedenti roghi per favorire la ricrescita dell’erba destinata al pascolo.

Gli altri incendi sotto esame

Ulteriori denunce sono scattate per incendi avvenuti nei territori di Alessano, Ugento e Ruffano.

In diversi casi le fiamme sarebbero partite dalla combustione di residui vegetali o sterpaglie durante giornate caratterizzate da vento intenso.

Il fuoco si sarebbe poi propagato verso aree boschive, terreni e strutture ricettive.

Il bilancio complessivo comunicato il 28 luglio comprende tre arresti e otto denunce. Restano ferme la presunzione di innocenza e la necessità di accertare le responsabilità nelle successive fasi dei procedimenti.

La prevenzione resta decisiva

L’attività dei Carabinieri proseguirà durante tutta la stagione estiva, in collaborazione con Vigili del Fuoco, Polizie Locali e istituzioni impegnate nella protezione del territorio.

Accanto alle indagini, resta fondamentale il rispetto delle misure di prevenzione.

La pulizia dei terreni, la realizzazione delle fasce di rispetto e la segnalazione tempestiva di fumo o comportamenti sospetti possono impedire a un piccolo focolaio di trasformarsi in un incendio capace di distruggere ettari di territorio.

IA utilizzata come assistenza redazionale; testo verificato, modificato e approvato dal direttore.

Redazione Pugliapress

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