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Ex Ilva Taranto, gli ex operai Gea Power denunciano stipendi non pagati: “Sessanta famiglie sono allo stremo”

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Gli ex lavoratori della Gea Power, azienda dell’indotto di Acciaierie d’Italia, affidano a VeraLeaks una denuncia pubblica: chiedono il pagamento delle spettanze arretrate e l’intervento delle istituzioni dopo la revoca dell’appalto seguita alla morte del collega Loris Costantino.

Gli ex dipendenti della Gea Power, azienda dell’indotto di Acciaierie d’Italia, affidano a VeraLeaks una denuncia pubblica. Chiedono il pagamento degli stipendi arretrati e delle altre spettanze maturate dopo la revoca dell’appalto seguita alla morte del collega Loris Costantino.

La crisi dell’ex Ilva continua a colpire anche i lavoratori delle aziende dell’indotto. Sessanta ex dipendenti della Gea Power denunciano di non avere ancora ricevuto due mensilità di stipendio e altre spettanze economiche. La loro testimonianza arriva attraverso una nota inviata a VeraLeaks e indirizzata al giornalista Luciano Manna.

Gli operai collegano la vicenda alla morte di Loris Costantino, avvenuta nel marzo scorso nell’impianto di agglomerato di Acciaierie d’Italia. Dopo quell’incidente, spiegano, la Gea Power ha perso l’appalto. Una nuova impresa ha garantito la continuità lavorativa, ma i crediti maturati con la precedente gestione, secondo gli ex dipendenti, restano ancora senza risposta.

Stipendi e TFR ancora da pagare

Gli ex lavoratori affermano di non avere incassato due mesi di stipendio. Chiedono inoltre il pagamento della tredicesima, della quattordicesima, delle ferie maturate e del trattamento di fine rapporto (TFR). Sostengono di avere lavorato regolarmente e chiedono il riconoscimento delle somme maturate.

Per alcuni giovani lavoratori, aggiungono, il cambio di appalto non avrebbe eliminato l’incertezza occupazionale. Alcuni attenderebbero ancora di essere richiamati al lavoro.

Sessanta famiglie in difficoltà

Dietro la vertenza, spiegano gli ex operai, ci sono sessanta famiglie che affrontano una situazione economica sempre più pesante. Molti genitori dichiarano di avere difficoltà nel pagare mutui, affitti e bollette. La mancanza degli stipendi, raccontano, mette a rischio anche le spese quotidiane.

«Un muro di silenzio»

Nella nota gli ex dipendenti affermano che la Gea Power è ora seguita da un curatore fallimentare. Denunciano però la mancanza di informazioni sulle procedure per recuperare gli importi maturati.

«Tutti i responsabili sono spariti e i canali di comunicazione sono interrotti», scrivono gli ex operai. Secondo la loro ricostruzione, nessuno avrebbe chiarito tempi e modalità per il pagamento delle somme spettanti.

L’appello alle istituzioni

Gli ex lavoratori chiedono un intervento immediato delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali e degli enti competenti. L’obiettivo è ottenere il pagamento delle spettanze e fare piena luce sulla gestione della vicenda.

Attraverso VeraLeaks annunciano inoltre la disponibilità a rilasciare un’intervista esclusiva con nuovi elementi sulla situazione vissuta dai lavoratori dell’indotto.

«Non chiediamo assistenzialismo. Chiediamo giustizia», concludono gli ex operai della Gea Power, che sollecitano una risposta concreta per restituire serenità alle sessanta famiglie coinvolte.

Al momento non risultano dichiarazioni pubbliche della Gea Power né del curatore fallimentare in merito ai contenuti della denuncia. Puglia Press resta disponibile a pubblicare eventuali repliche o precisazioni delle parti interessate.

Redazione Pugliapress

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