
Dalla possibile candidatura dei due leader nel Foggiano e nella BAT alle trattative nel Pd e in Fratelli d’Italia. La nuova legge elettorale rende decisiva la composizione delle liste.
La Puglia potrebbe diventare uno dei principali terreni di confronto delle prossime elezioni politiche del 2027. Al centro delle indiscrezioni ci sono due nomi di primo piano: Giorgia Meloni e Giuseppe Conte. La presidente del Consiglio e il leader del Movimento 5 Stelle potrebbero essere candidati nello stesso collegio tra Foggia e la BAT. Per ora, però, non ci sono conferme ufficiali.
A riportare questa possibilità è stato il quotidiano L’Edicola il 29 ottobre. Secondo la ricostruzione, Conte sarebbe orientato a candidarsi nel collegio della Camera di Foggia-BAT, mentre Meloni potrebbe scegliere lo stesso territorio, rinunciando all’ipotesi di una candidatura nell’area di Bari e Molfetta.
È uno scenario ancora tutto da verificare, ma che dimostra quanto la Puglia sia considerata importante negli equilibri politici nazionali.
Meloni e Conte, perché la Puglia è così importante
Giuseppe Conte è originario di Volturara Appula, in provincia di Foggia. Un legame con il territorio che potrebbe avere un peso nella scelta del collegio in cui candidarsi.
Per il Movimento 5 Stelle, una sua candidatura in Capitanata potrebbe rappresentare un’occasione per rafforzare il risultato elettorale e cercare di ottenere una rappresentanza parlamentare più ampia.
La possibile candidatura di Giorgia Meloni nello stesso collegio avrebbe invece un evidente significato politico. Metterebbe a confronto due leader nazionali in un territorio dove entrambi i partiti puntano a raccogliere consensi.
C’è però una precisazione importante: essere candidati nello stesso collegio non significa necessariamente sfidarsi in un confronto diretto nel quale uno vince e l’altro perde il seggio.
Con la nuova legge elettorale, approvata definitivamente nell’ottobre 2026, il sistema di attribuzione dei seggi è stato modificato. Il risultato dipenderà dai voti ottenuti dalle liste, dalle regole di ripartizione e dalla posizione dei candidati.
Per questo, almeno allo stato attuale, sarebbe improprio parlare di un duello elettorale già deciso. Documentazione parlamentare+1
Nel Pd si fanno i conti con i posti disponibili
Mentre si parla della possibile sfida tra Meloni e Conte, nel Partito Democratico è già cominciata la discussione sulle candidature pugliesi.
Uno dei nomi che ricorre con maggiore insistenza è quello di Michele Emiliano. L’ex presidente della Regione Puglia viene indicato da diverse ricostruzioni giornalistiche come possibile capolista alla Camera.
Il Corriere del Mezzogiorno, in un articolo del 14 ottobre, ha descritto proprio Emiliano come uno dei punti più solidi nelle ipotesi di composizione delle liste democratiche. Ma anche in questo caso manca ancora una formalizzazione delle candidature.
Tra i nomi che circolano c’è anche Loredana Capone, vicepresidente nazionale del Pd, per un possibile ruolo di primo piano nell’area salentina.
Resta poi da definire la collocazione di Francesco Boccia. Alcune ricostruzioni lo indicano ancora come un riferimento per il Senato, mentre L’Edicola riferisce dell’ipotesi di una candidatura fuori dalla Puglia.
Si tratta di scenari differenti, che confermano come le trattative siano ancora aperte. sirenbyrw.com+3
Fratelli d’Italia, Gemmato e gli equilibri tra i territori
Anche in Fratelli d’Italia la preparazione delle liste presenta diversi interrogativi.
Il nome di Marcello Gemmato viene indicato tra quelli di maggiore peso per l’area barese. Secondo L’Edicola, una sua candidatura da capolista potrebbe lasciare a Giorgia Meloni la possibilità di scegliere un altro collegio pugliese.
La composizione delle liste dovrà però tenere conto degli uscenti, dei dirigenti nazionali e delle diverse rappresentanze territoriali del partito.
In particolare, resta da capire quale spazio sarà riservato agli esponenti vicini a Raffaele Fitto e a quelli che fanno riferimento a Gemmato.
Le indiscrezioni coinvolgono anche Taranto, Lecce e le candidature al Senato. Tra i nomi citati dal quotidiano figurano Giovanni Donzelli e Alfredo Mantovano, ma non risultano decisioni ufficiali che permettano di considerarli candidati in Puglia.
La nuova legge elettorale cambia i calcoli dei partiti
Un elemento concreto, al di là delle indiscrezioni sui singoli nomi, è la riforma della legge elettorale.
Il Parlamento ha approvato definitivamente il provvedimento nell’ottobre 2026, modificando il sistema utilizzato alle precedenti elezioni politiche. La riforma introduce un diverso meccanismo di ripartizione dei seggi e un eventuale premio di governabilità, subordinato alle condizioni previste dalla legge.
Questo significa che i partiti devono ragionare non soltanto su chi candidare, ma anche su come distribuire i propri esponenti nei diversi collegi e su quali risultati possono realisticamente ottenere. Documentazione parlamentare+1
Per la Puglia la questione riguarda tutte le province. Le scelte su Bari, Foggia, BAT, Brindisi, Lecce e Taranto saranno legate sia al peso elettorale dei partiti sia agli equilibri nazionali.
Cosa sappiamo davvero della possibile sfida
Al momento, la notizia è che nella stampa politica stanno circolando ipotesi di candidatura che coinvolgono alcuni dei principali leader nazionali.
Non risulta invece confermata una decisione di Giorgia Meloni di candidarsi contro Giuseppe Conte nel collegio Foggia-BAT.
La distinzione è fondamentale. Un conto è raccontare le trattative e le indiscrezioni che precedono le elezioni, un altro è dare per acquisiti accordi che non sono stati annunciati.
La vera domanda, nelle prossime settimane, sarà capire se i due leader sceglieranno effettivamente lo stesso territorio e quale ruolo avranno i candidati pugliesi nelle liste dei rispettivi partiti.
Per ora, la partita è aperta. E la Puglia è già al centro delle manovre per il prossimo Parlamento.

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