Puglia, spariscono quasi 1.200 ettari di terreno in un anno: cresce l’allarme per le campagne

Secondo i dati diffusi da Coldiretti, quasi 878 ettari erano terreni agricoli. Foggia è la provincia più colpita, mentre la Puglia è prima in Italia per superficie occupata dai pannelli solari a terra.
La Puglia continua a perdere terreno. In un solo anno sono stati consumati quasi 1.200 ettari di suolo, di cui circa 878 destinati all’agricoltura. A lanciare l’allarme è Coldiretti Puglia, che ha diffuso i dati del rapporto ISPRA 2026.
Il problema riguarda tutta la regione, da Foggia a Lecce, passando per Bari, Brindisi, Taranto e la provincia di Barletta-Andria-Trani.
Ogni terreno che viene coperto da cemento, strade o nuovi impianti può perdere la sua funzione naturale. Questo significa meno spazio per coltivare, ma anche maggiori difficoltà per il terreno ad assorbire l’acqua quando piove molto.
Foggia è la provincia che perde più terreno
Secondo i dati riportati da Coldiretti, Foggia è la provincia pugliese con il maggior consumo di nuovo suolo, con 434 ettari in un anno.
Seguono Bari con 272 ettari, Lecce con 160, Taranto con 147, Brindisi con 94 e Barletta-Andria-Trani con 90 ettari.
La situazione cambia se si guarda alla quantità di territorio già occupato. In questo caso è Lecce ad avere la percentuale più alta, con il 14,17%, seguita da Brindisi e Bari.
In tutta la Puglia risultano già consumati oltre 158mila ettari, pari all’8,18% del territorio regionale.
Pannelli solari nei campi, la Puglia è prima in Italia
Un altro problema segnalato da Coldiretti riguarda i pannelli fotovoltaici installati direttamente sui terreni.
La Puglia è la prima regione italiana per superficie occupata da questi impianti, con 4.764 ettari, pari al 22% del totale nazionale.
I pannelli solari servono a produrre energia pulita, ma secondo Coldiretti bisogna fare attenzione a dove vengono installati.
L’associazione non è contraria alle energie rinnovabili. Chiede però di utilizzare prima i tetti dei capannoni, delle stalle, dei magazzini e le aree industriali già esistenti, evitando di togliere altro spazio ai campi coltivati.
Meno terreni agricoli, quali rischi per la Puglia?
La perdita di terreno agricolo non riguarda soltanto chi lavora nei campi.
La Puglia è una regione in cui l’agricoltura ha un ruolo importante. Oliveti, vigneti, frutteti e campi coltivati fanno parte dell’economia e del paesaggio di molti comuni.
Quando un terreno agricolo viene occupato in modo permanente, può diventare più difficile recuperarlo e riportarlo alla coltivazione.
C’è anche il problema della pioggia. Un terreno naturale riesce ad assorbire parte dell’acqua, mentre una superficie coperta da cemento lascia scorrere più facilmente l’acqua in superficie.
Questo può aumentare i problemi durante i temporali più forti, soprattutto nelle zone dove esiste già il rischio di allagamenti.
Coldiretti chiede più controlli e meno terreni sacrificati
Per Coldiretti Puglia servono regole più chiare per proteggere i terreni agricoli e scegliere con maggiore attenzione dove realizzare nuovi impianti.
L’associazione chiede anche di recuperare le aree abbandonate, utilizzare gli spazi già costruiti e investire nella raccolta dell’acqua piovana.
La questione riguarda il futuro della regione. La Puglia ha bisogno di produrre energia pulita, ma anche di conservare i terreni necessari per l’agricoltura.
Resta quindi una domanda importante: quanti altri terreni agricoli saranno occupati nei prossimi anni e quali misure verranno prese per proteggerli?














