Taranto, neonato nato a sole 23 settimane rischiava di perdere la vista: primo intervento in Puglia
All’ospedale Santissima Annunziata i medici hanno utilizzato una cura innovativa per fermare una grave malattia degli occhi. Il piccolo sta bene, ma dovrà continuare i controlli.
TARANTO, 28 ottobre 2026 – È nato dopo appena 23 settimane di gravidanza e ha dovuto affrontare una nuova battaglia, questa volta per non perdere la vista. Un neonato prematuro è stato sottoposto a un delicato trattamento agli occhi all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. È la prima volta che questa cura viene utilizzata in Puglia per un caso di questo tipo.
Il bambino, ricoverato dalla nascita in Terapia intensiva neonatale, era affetto da una grave forma di retinopatia del prematuro, una malattia che può provocare danni permanenti agli occhi e, nei casi più gravi, portare alla cecità.
La malattia è stata scoperta grazie ai controlli che vengono effettuati sui bambini nati molto prima del termine della gravidanza. I medici hanno individuato il problema in entrambi gli occhi e hanno deciso di intervenire per evitare che la situazione peggiorasse. ANSA.it+1
Che cos’è la retinopatia del prematuro
La retinopatia è una malattia che colpisce la retina, la parte dell’occhio che permette di vedere.
Nei bambini nati troppo presto, i piccoli vasi sanguigni degli occhi possono svilupparsi in modo anomalo. Quando questo accade, la retina rischia di danneggiarsi.
Nel caso del neonato ricoverato a Taranto, i medici hanno diagnosticato una retinopatia di secondo stadio con una complicazione chiamata plus, che indica alterazioni particolarmente importanti dei vasi sanguigni.
Senza una cura tempestiva, la malattia avrebbe potuto peggiorare fino a provocare il distacco della retina e la perdita della vista.
È per questo motivo che i controlli agli occhi sono fondamentali nei bambini molto prematuri. Permettono di scoprire la malattia anche quando il piccolo non presenta sintomi evidenti.
La cura innovativa utilizzata a Taranto
Dopo aver atteso che il bambino superasse la fase più critica legata alla nascita prematura, i medici hanno effettuato un trattamento con un farmaco chiamato aflibercept.
Il medicinale viene somministrato attraverso una piccola iniezione all’interno dell’occhio. La sua funzione è bloccare la crescita anomala dei vasi sanguigni che possono danneggiare la retina.
Si tratta di una procedura molto delicata, soprattutto quando il paziente è un neonato così piccolo.
A eseguire il trattamento è stato il dottor Francesco Pignatelli, responsabile della Chirurgia vitreoretinica e della cataratta dell’ospedale tarantino.
Hanno collaborato il reparto di Neonatologia, guidato dalla dottoressa Lucrezia De Cosmo, e quello di Oftalmologia, diretto dal dottor Pino Addabbo.
Importante anche il lavoro della Farmacia ospedaliera, con la dottoressa Filomena D’Amico, e di tutto il personale medico e infermieristico che segue il bambino. Tarantini Time+1
Il piccolo sta bene, ma serviranno altri controlli
Le notizie che arrivano dall’ospedale sono positive. Il neonato sta bene e continuerà a essere seguito dagli specialisti.
Il trattamento rappresenta un passo importante, ma sarà necessario controllare nel tempo come reagiranno gli occhi alla cura e come si svilupperà la vista.
Non sono stati ancora resi noti i risultati dei successivi controlli della retina, quindi sarebbe prematuro parlare di guarigione definitiva.
Per la sanità pugliese si tratta comunque di un risultato significativo. La possibilità di eseguire questa terapia a Taranto rappresenta una nuova opportunità di cura per i bambini estremamente prematuri.
La vicenda dimostra anche quanto siano importanti i controlli effettuati durante il ricovero in Terapia intensiva neonatale. In questo caso hanno permesso ai medici di individuare una malattia pericolosa e intervenire prima che potesse provocare danni ancora più gravi.














