Paola Raisi: “Taranto merita un progetto vero”

di Guglielmo De Feis

Taranto sarà sempre la “sua” casa, il suo “nido” d’amore eterno. Inutile negarlo, quando si parla dei colori rossoblù con Paola Raisi, vedova dell’indimenticabile Erasmo Iacovone, la commozione è sempre forte ed anche la sua voce è piena di emozione.
Dalla sua Carpi la first lady dell’amatissimo centravanti cui è intitolato lo stadio locale invita Palazzo di Città ad avere un legame stretto con la società e coi fratelli Ladisa alla luce delle ultime frizioni legate alla gestione dello stadio.
“Vedere quel colpo d’occhio stupendo contro il Novoli è stato un qualcosa di unico, di meraviglioso, da stropicciarsi gli occhi. Lo stadio completamente rifatto, una autentica bomboniera, mi sono commossa credetemi come non mai. Poi riabbracciare Mario Biondi, Franco Selvaggi, Franco Dellisanti, persone eccezionali oggi introvabili umanamente è stato un qualcosa che non so descrivere. Ma mi domando, come mai ogni santa volta stanno tormenti? Ora la questione della gestione dello stadio ed il braccio di ferro col Comune”.
Un dilemma che esisteva esimia signora dai tempi della presidenza Fico.
“Non sapevo e me ne duole sentirlo dire (sugli Alè Taranto di allora ci sono numerose interviste del massimo dirigente sempre in aperta polemica coi vertici municipali per vari motivi). Io poi di politica non mi interesso e non ho mai voluto saperne, sono questioni che non ho mai trattato in vita mia e non intendo assolutamente rimarcare oggi”.
In 61 anni di vita questa struttura ha vissuto tormenti vari sia architettonici che di altro genere.
“Lo trovo assurdo! Non ho parole! La città non merita questo, assolutamente! Un pubblico come il vostro dovrebbe essere sempre numerosissimo sugli spalti ma se mi dici che ogni volta ci sono attriti con il Comune è un bel caso spinoso di non poco conto.
Poi le ristrutturazioni, i problemi dell’agibilità anni addietro, ma come mai non si è mai saputa trovare una soluzione logica? Non riesco a spiergarmelo”.
Non lo sanno nemmeno i tarantini cara Paola.
“Noi a Carpi abbiamo conosciuto la serie A, ma le partite casalinghe le disputavamo a Modena. Parliamo di una città di settantamila abitanti che è un terzo di Taranto, hanno saputo progettare bene. Mi domando come mai da voi questo non accada mai. Mi dici che da 47 anni da quando Fico cedette a Carelli si sono succeduti più presidenti, numericamente parlando, di un colmo paniere di lumache (cit. Dino Lopane ne Il Taranto di Sant’Antonio uscito nel luglio del 1999)? Allora è la risposta eloquente che qualcosa non va”.
Fico cedette la società su pressioni dell’allora sindaco Giuseppe Cannata……
“Ma dico, possibile che la politica debba decidere questo? Ora un sindaco che dice ad un presidente cedi la società a Tizio o Caio, assurdo! Anche se sento spesso che molti dirigenti consegnano il titolo sportivo ai primi cittadini quando vogliono farsi da parte. Altro aspetto che mi lascia basita”.
Carlo Jacomuzzi, compagno di squadra di Erasmo nel 1976-77, dice sempre che il calcio attuale è comandato dalla politica.
“Una persona perbene che ricordo con enorme affetto. Mi dici che oggi è Presidente dell’Associazione Osservatori? Un plauso sincero al suo lavoro di uomo onesto e corretto. Se mi aggiungi che ha lavorato come osservatore per Chelsea, Manchester City, Liverpool ed Everton vuol dire che si è guadagnato tutto con grande merito e bravura. La politica inficia il calcio? Ha perfettamente ragione! Se ti disse che anni fa i dirigenti nelle società sono scelti dall’alto vuol dire che sa bene quello che afferma! E se a Novara (dove vive da quasi cinquant’anni) non ha più rapporti con la dirigenza da una vita vuol dire che ha capito che stazionava gente poco affidabile ed era meglio stare a debita distanza”.
Nel settembre 2014 il tuo ritorno allo stadio con Rossana Fanti, moglie di Giorgio, tua cara amica da sempre.
“Una emozione unica, indimenticabile. Il tifo rossoblù è sempre parte della mia vita, ho nel cuore questi colori unici. E questa città stupenda che mi ama ancora tantissimo (si commuove). La sento sempre mia Taranto, malgrado la tragedia stramaledetta. Ed il club a Castellaneta dedicato ad Erasmo, grazie di cuore a tutti”.
I Ladisa ora non verranno più allo stadio ed andranno solo in trasferta in protesta con i vertici istituzionali.
“Spero che ci ripensino. Il loro apporto è fondamentale per riportare in alto questa squadra. L’Eccellenza è una bestemmia per questa tifoseria che è da serie A. 12mila spettatori per una partita contro il Novoli sono una cosa unica e meravigliosa, mi sono sentita i brividi dentro. Sono persone eccezionali ed ambiziose, adesso bisogna solo risalire in classifica. Forza Taranto”.
Il club Vagabonds di Pulsano (dove venne nel settembre 2001 la figlia Maria Rosaria, oggi 48enne) si è sciolto da anni.
“Una durissima botta che amareggia moltissimo. Rosy mi parla sempre di quella splendida serata vissuta con tanta gente. La maglia originale col numero 9 del papà regalatagli dalla società. Ricordi unici ed indebili, grazie di cuore amici tarantini, mi sento sempre una di voi”.
Ci rivedremo presto Paola?
“Prima o poi tornerò di nuovo. Perchè Taranto è e sarà sempre la mia città di adozione. La sento sempre la mia seconda casa. L’appartamento sul lungomare, compagni di squadra meravigliosi, gente calorosa ed unica. Spesso sento anche il massaggiatore Brindani, grande amico di Erasmo come tutti sapete, ricordiamo sempre quei momenti bellissimi. Ora risalite la classifica e mi raccomando vincere questo campionato. Perchè questa città merita grande calcio alla luce di un tifo meraviglioso come pochi”.
Grazie Paola, sentirti commuove tutti di cuore ovviamente. Iaco è vivo e non ci lascerà

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.














