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Caro gasolio, tir fermi al Sud: in Puglia distributori a secco e merci bloccate

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Dal 16 al 20 ottobre fermo degli autotrasportatori in Sicilia e Calabria. Presidi anche nel Foggiano e nel Brindisino. La crisi dei carburanti rischia di pesare sulle forniture e sui prezzi delle merci.

PUGLIA, 16 ottobre 2026 – La protesta contro il caro gasolio si allarga nel Mezzogiorno e coinvolge direttamente anche la Puglia. Da oggi, venerdì 16 ottobre, fino a martedì 20 ottobre gli autotrasportatori di Sicilia e Calabria hanno proclamato cinque giorni di fermo. Intanto, tra Foggia, Brindisi e Taranto, le mobilitazioni e le difficoltà nei rifornimenti stanno già creando preoccupazioni.

Il rischio non riguarda soltanto chi guida un camion. Se le interruzioni della distribuzione dovessero prolungarsi, le conseguenze potrebbero interessare imprese agricole, attività commerciali, supermercati e automobilisti.

Sciopero dei tir fino al 20 ottobre: cosa sta succedendo

Il fermo in Sicilia e Calabria è confermato dal calendario ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: 120 ore, dalle 00.01 del 16 ottobre fino alla mezzanotte del 20 ottobre.

In Sicilia la mobilitazione è stata proclamata dal Comitato Trasporto Siciliano, mentre in Calabria è promossa da Fedralog.

Le imprese denunciano costi diventati difficili da sostenere: gasolio, assicurazioni, manutenzione dei mezzi e spese del personale. Secondo i rappresentanti degli autotrasportatori, le tariffe riconosciute per il trasporto delle merci non riescono più a compensare gli aumenti.

In Calabria sono stati annunciati 17 presidi, tra cui quelli nelle aree di Gioia Tauro, Lamezia Terme e lungo alcuni collegamenti stradali strategici.

In Puglia proteste da Foggia a Brindisi, problemi per il carburante

La situazione pugliese presenta un elemento particolarmente delicato: alle proteste di agricoltori e autotrasportatori si aggiungono le ripercussioni delle mobilitazioni dei lavoratori dell’ex Ilva nell’area industriale di Taranto, con conseguenze sull’accesso alla raffineria Eni e sulla distribuzione dei carburanti.

Nel Foggiano, lungo la statale 16 tra Foggia e San Severo, si sono registrati presidi di agricoltori, trasportatori e commercianti. Nel Brindisino sono stati segnalati mezzi pesanti in sosta e rallentamenti lungo i collegamenti verso Lecce.

Alcuni distributori del Mezzogiorno hanno registrato difficoltà di approvvigionamento. Non è però disponibile un bilancio verificato delle stazioni di servizio pugliesi attualmente senza carburante, né delle eventuali differenze tra le province.

Agricoltori e pescatori: il caro gasolio colpisce più settori

La protesta non coinvolge soltanto l’autotrasporto.

Anche gli agricoltori contestano l’aumento dei costi necessari per utilizzare trattori e macchinari. Per le aziende agricole pugliesi, già impegnate a sostenere spese di produzione, trasporto e distribuzione, il carburante rappresenta una voce importante del bilancio.

La mobilitazione riguarda anche la pesca, con uno sciopero annunciato per il 22 ottobre.

Il problema comune è il peso crescente del carburante sui costi delle attività produttive. Un eventuale trasferimento di questi aumenti sui prezzi finali potrebbe interessare anche i consumatori.

Cosa rischiano cittadini e imprese pugliesi

Per la Puglia il nodo principale è la continuità degli approvvigionamenti.

La regione dipende dal trasporto su gomma per numerose attività economiche, dalla movimentazione dei prodotti agricoli alla consegna delle merci ai negozi.

Un prolungamento dei disagi potrebbe provocare ritardi nelle consegne, difficoltà nei rifornimenti e ulteriori costi per le imprese.

Questo non significa che sia già in corso un blocco generalizzato delle merci in tutta la regione. Le situazioni vanno verificate territorio per territorio, distinguendo i presidi di protesta dalle effettive interruzioni delle forniture.

Il 27 ottobre il confronto al Ministero

Il prossimo appuntamento è fissato per il 27 ottobre, quando è previsto un tavolo di confronto al Ministero dei Trasporti.

Resta da capire se le iniziative già avviate saranno sufficienti a ottenere risposte e se la mobilitazione potrà estendersi ad altre aree del Paese.

Per la Puglia, intanto, la questione più urgente è conoscere la reale disponibilità di carburante nei distributori e verificare eventuali ripercussioni sulle consegne.

È su questi due aspetti che si misurerà l’impatto concreto della protesta sulla vita quotidiana dei cittadini.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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