Reddito di cittadinanza, 36 denunciati a Taranto: oltre 500mila euro sotto accusa

Nuovi accertamenti della Guardia di Finanza sulle domande per ottenere il sussidio. È il terzo intervento annunciato nel tarantino nel 2026: resta da chiarire se le indagini riguardino persone diverse.
TARANTO, 16 ottobre 2026 – Trentasei persone denunciate e oltre 500mila euro di Reddito di cittadinanza che, secondo la Guardia di Finanza, sarebbero stati percepiti senza averne diritto. È il risultato dei nuovi controlli condotti nella provincia di Taranto e comunicati oggi dalle Fiamme Gialle.
Il dato assume particolare rilievo perché non si tratta del primo intervento del 2026. Già a marzo e a giugno erano state annunciate altre indagini su presunte irregolarità nell’accesso al sussidio, con decine di persone segnalate all’autorità giudiziaria.
Reddito di cittadinanza a Taranto, come sono emerse le irregolarità
Gli accertamenti del Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno riguardato la verifica dei requisiti dichiarati dai beneficiari per ottenere il Reddito di cittadinanza.
Le indagini sono state sviluppate utilizzando specifici indicatori di rischio elaborati dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma, in collaborazione con l’INPS.
Secondo quanto comunicato dagli investigatori, le 36 persone coinvolte avrebbero attestato falsamente, nelle domande presentate, il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa.
L’importo complessivo contestato supera i 500mila euro. Le posizioni individuate sono state segnalate all’autorità giudiziaria anche ai fini del recupero delle somme ritenute indebitamente percepite.
Non è il primo caso: le precedenti indagini del 2026
La nuova operazione si inserisce in una serie di controlli che hanno già interessato la provincia ionica.
Il 23 marzo 2026 la Guardia di Finanza aveva annunciato la denuncia di 13 persone per presunte irregolarità relative a circa 100mila euro di Reddito di cittadinanza.
Il 3 giugno era arrivata un’altra comunicazione: 20 persone denunciate e oltre 400mila euro di sussidi ritenuti non spettanti.
Entrambi gli interventi erano stati raccontati da PugliaPress.
Con il comunicato del 16 ottobre emerge quindi una terza segnalazione pubblica nel corso dell’anno. Resta però un elemento fondamentale da verificare: non è precisato se le 36 persone dell’ultima indagine siano tutte diverse da quelle già coinvolte nei precedenti accertamenti.
Per questo non sarebbe corretto sommare automaticamente denunce e importi delle tre comunicazioni e presentarli come un unico bilancio complessivo.
Oltre 500mila euro contestati: cosa succede adesso
La nuova indagine apre anche il capitolo del recupero del denaro pubblico.
Il comunicato della Guardia di Finanza conferma che le segnalazioni sono state effettuate anche per consentire l’azione di recupero delle somme contestate, ma non specifica quanto denaro sia già stato eventualmente restituito.
Non sono inoltre indicati i Comuni della provincia interessati, il periodo di percezione dei sussidi né le singole irregolarità attribuite a ciascuna persona.
Sono informazioni importanti per comprendere la reale estensione del fenomeno e verificare i risultati concreti dell’attività di contrasto.
La Guardia di Finanza sottolinea che i controlli servono a tutelare le risorse pubbliche destinate alle misure assistenziali e di sostegno al reddito.
Le 36 persone risultano denunciate, non condannate. Le eventuali responsabilità penali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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