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Olio, allarme liquidità nei frantoi pugliesi: «Usiamo Puglia Moltiplica per finanziare le giacenze»

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La proposta punta a trasformare l’olio fermo nei silos da capitale immobilizzato a leva per ottenere nuova finanza. Paolicelli annuncia il coinvolgimento dei frantoiani nel tavolo tecnico. Ma l’accesso delle scorte allo strumento deve ancora essere definito.

L’olio nei silos c’è, ma per molti frantoi pugliesi significa anche capitale fermo proprio mentre servono risorse per affrontare la nuova campagna olearia. Da qui la proposta di AIFO e AFP alla Regione Puglia: utilizzare la Short Term Facility di “Puglia Moltiplica” per consentire alle imprese di valorizzare finanziariamente le giacenze di olio di loro proprietà e ottenere liquidità.

La richiesta è stata avanzata da AIFO – Associazione Italiana Frantoiani Oleari, presieduta da Alberto Amoroso, e AFP – Associazione Frantoiani di Puglia, guidata da Stefano Caroli, agli assessori regionali Francesco Paolicelli, Agricoltura e Sviluppo rurale, ed Eugenio Di Sciascio, Sviluppo economico e Lavoro.

Un punto deve però essere chiarito: la possibilità di utilizzare concretamente le giacenze di olio secondo il meccanismo proposto dalle associazioni non è ancora una misura operativa. Secondo quanto riferiscono AIFO e AFP, Paolicelli ha comunicato che lo strumento è in fase di definizione e che i rappresentanti dei frantoiani saranno coinvolti nel tavolo tecnico.

Il nodo: olio in magazzino, capitale immobilizzato

Il problema indicato dalle associazioni è finanziario prima ancora che produttivo. I frantoi che hanno quantità significative di olio invenduto di proprietà nei silos mantengono valore patrimoniale in magazzino, ma non dispongono necessariamente della liquidità corrispondente.

Con l’avvicinarsi della nuova campagna, questo può incidere sulla disponibilità di risorse per acquistare olive e sostenere i normali pagamenti della filiera.

È su questo passaggio che AIFO e AFP chiedono di intervenire: fare in modo che le giacenze regolarmente contabilizzate possano essere considerate dagli operatori finanziari nell’ambito della Short Term Facility.

La richiesta trova un elemento concreto nelle caratteristiche annunciate dalla stessa Regione. La Garanzia per il breve termine di “Puglia Moltiplica” è rivolta alle PMI pugliesi con necessità di liquidità collegate anche al magazzino, oltre che a crediti commerciali, fatture, crediti IVA e crediti verso la Pubblica amministrazione. La Regione ha previsto per lo strumento 40 milioni di euro di risorse pubbliche, con l’obiettivo dichiarato di mobilitare 700 milioni di euro di finanza all’anno.

La questione da risolvere al tavolo tecnico sarà dunque come tradurre quel riferimento generale al magazzino nel caso specifico dell’olio detenuto dai frantoi, e con quali criteri di valutazione, garanzie e controlli.

Il registro SIAN per verificare le giacenze

AIFO e AFP propongono che le quantità presenti nei silos possano essere riscontrate anche attraverso il registro telematico dell’olio nel SIAN, insieme alla documentazione attestante la proprietà del prodotto e agli eventuali ulteriori controlli richiesti dagli intermediari finanziari.

Non si tratterebbe quindi, nella proposta delle associazioni, di un finanziamento automatico basato sulla semplice dichiarazione dell’impresa, ma di un meccanismo nel quale quantità, titolarità e valore prudenziale delle scorte dovrebbero essere verificati.

«I tempi sono determinanti», sostengono Amoroso e Caroli, chiedendo che il tavolo tecnico venga convocato rapidamente. Per i due presidenti, la mancanza di liquidità dei frantoi rischia infatti di propagarsi lungo la filiera, riducendo anche la capacità di acquistare le olive e assicurare continuità nei pagamenti agli olivicoltori.

Una filiera decisiva per la Puglia

Il peso del settore rende la questione tutt’altro che marginale. I dati diffusi dalla Regione Puglia in occasione di Evolio Expo 2026 indicano 720 frantoi e oleifici e circa 20mila addetti. La superficie regionale in produzione di olive da olio è indicata in 330.800 ettari, pari al 31,5% del totale nazionale, confermando la Puglia come prima regione olivicola italiana.

Quest’ultimo dato aggiorna quello di 347.800 ettari e 31,2% riportato nel materiale iniziale: per l’articolo PugliaPress è preferibile utilizzare i numeri pubblicati dalla Regione nel 2026.

Adesso la partita si sposta sul tavolo tecnico

La proposta dei frantoiani, dunque, non equivale ancora all’apertura di una linea di credito sulle scorte di olio. È una richiesta che dovrà essere valutata nella definizione operativa della Short Term Facility.

Ed è proprio questo il passaggio decisivo: stabilire se, e a quali condizioni, l’olio di proprietà conservato nei silos possa diventare una componente effettivamente utilizzabile per facilitare l’accesso alla liquidità.

Per i frantoi la differenza è sostanziale. Significherebbe provare a trasformare una parte del capitale oggi immobilizzato nei magazzini in risorse finanziarie disponibili prima della nuova campagna, evitando che la difficoltà di cassa della trasformazione finisca per trasferirsi a monte, sugli olivicoltori.

Ora servono regole, tempi e criteri. E soprattutto la convocazione del tavolo tecnico annunciato.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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