Goletti: Eccellenza durissima

di Guglielmo De Feis
68 anni compiuti poco dopo Ferragosto ma ancora sul campo nel ruolo di preparatore dei portieri di una locale compagine di Viterbo (che non ha nulla a che vedere con la Viterbese), a conferma di come il campo è sempre la sua vita. Daniele Goletti, tusciano (zona nord della regione Lazio) di Viterbo ed ex portiere rossoblù dal 1985 al 1988 dice la sua sull’Eccellenza.
“Non tragga in inganno un fatto, questa categoria è difficilissima in tutte le regioni. Basti vedere il mio amico Carmine Parlato che ha fallito i play/off a Ferrara (è rimasto alla guida della Spal) con una compagine dal grosso blasone arcinoto per capirlo. Anche qui a Viterbo sono stati anni durissimi, ora tramite l’acquisizione del titolo del Certosa (compagine capitolina della zona di Centocelle, periferia sud vicino alle caserme di Aeronautica e Guardia di Finanza) che era privo di struttura apposita siamo tornati in serie D ma per motivi di denominazione sociale la sede è a Campagnano Romano (paese a nord di Roma sulla Cassia Bis Veientana) e si chiamerà Virtus Campagnano gialloblù con la sede sociale in loco e le partite qui nella mia città di origine in uno stadio anche qui ricostruito ex novo. Siamo in un girone con campane e sarde (quello G) ma le trasferte sull’isola sono problematiche visto che dovranno usufruire dei voli diretti da Fiumicino e non sono vicine le due città (quasi 150 km). Chiaro, ora per il Taranto vincere questo campionato sarà tassativo per ovvi motivi, ma vi assicuro che è un’impresa per chiunque in ogni regione”.
Oggi allena ancora i portieri.
“Non avevo in realtà più voglia di stare nel calcio, ormai ho un’età. Ma mi hanno convinto ed allora alla fine ho accettato con piacere. Oggi ho anche tre nipoti e mi dedico a fare il nonno. Sento ancora di quel Taranto Daniele Conti che è un caro amico da una vita, ogni tanto Silvio Paolucci (attualmente direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica in Molise al Termoli dopo un lungo periodo come responsabile del settore giovanile della Ternana) e Stefano Dalla Costa. Purtroppo questo ambiente ormai ha perso tanti valori tra cui la meritocrazia, se uno come Giampaolo Spagnulo ha deciso da anni di uscirne fuori per scelta lo capisco perfettamente”.
Noto pararigori.
“Amavo studiare bene gli avversari e sui tiri dal dischetto leggevo bene con attenzione dove avrebbero tirato. Ricordo sempre quello che parai a Tomba nel derby col Brindisi sotto il diluvio sotto la nord e quello la domenica prima a Romiti contro il Barleta. Ma ovviamente non potrò mai omettere quello sventato a Beppe Baresi contro l’Inter in coppa Italia ed i due a Piacenza a Madonna in campionato. Durante la settimana Mario Biondi mi allenava e mi faceva capire tanti segreti, poi quando ero prima ancora a Cagliari ho avuto grandi cultori del settore come Renato Copparoni (noto per essere stato il primo portiere a parare un rigore a Maradona) e Roberto Corti”.
In questa Eccellenza pugliese sta anche il Trani, sua ex compagine.
“In Puglia ho vissuto sei anni, altri due al Fasano ed uno appunto lì. Parliamo di una piazza passionale anch’essa, piena di tifo ribollente. E’ chiaro che sarà necessario tenerne conto, ovvio”.
Tornerà a Taranto?
“Mi piacerebbe tornare per riabbracciare degli amici e presentare il mio libro Cinquanta Sfumature di calcio che sto presentando in tante città. Rivedere lo stadio che ora è stupendo per come lo hanno rifatto sarebbe il massimo. Mi auguro che finalmente la società progetti a dovere ed a lunga gittata”.

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.














