
Il documento regionale arriva in V Commissione ma il parere viene rinviato. Nel Salento nasce una nuova zona legata anche alle emissioni invernali da biomassa. Previsti interventi su mobilità, riscaldamento, verde urbano e attività produttive.
BARI – La Regione Puglia prepara una nuova strategia per controllare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni. Il Piano regionale ridisegna anche la mappa delle aree da monitorare. Gli interventi riguardano trasporti, riscaldamento civile, industria, agricoltura ed energia.
Il Piano è arrivato in V Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Loredana Capone. Alla seduta hanno partecipato l’assessora regionale all’Ambiente Debora Ciliento e il direttore del Dipartimento Qualità urbana Pompeo Colacicco.
La Commissione, però, non ha ancora espresso il proprio parere. I consiglieri hanno chiesto altro tempo per esaminare il documento. Dopo questo passaggio, il provvedimento tornerà in Giunta per l’approvazione definitiva.
Il nuovo Piano, quindi, non parte da zero. La Giunta regionale lo aveva già adottato nel dicembre 2025. Ora l’iter entra nella fase conclusiva.
Dal Piano del 2008 a una nuova mappa della Puglia
Il precedente Piano regionale risale al 2008. Da allora sono cambiate sia le norme sia gli strumenti disponibili per controllare l’inquinamento atmosferico.
Nel 2019 la Regione ha approvato una nuova legge sulla qualità dell’aria. Dal 2022 è iniziato il lavoro sul nuovo Piano. Il documento tiene conto delle condizioni attuali e delle nuove esigenze di monitoraggio.
Una delle novità principali riguarda la zonizzazione del territorio.
I dati considerati dalla Regione mostrano un legame tra polveri sottili, benzo(a)pirene e utilizzo di biomassa legnosa per il riscaldamento civile.
Per questo motivo il Piano introduce la “Zona Salento 2025”. L’area comprende territori della campagna brindisina e del Salento. In queste zone, durante l’inverno, il riscaldamento a biomassa contribuisce alle emissioni in atmosfera.
Bari, Brindisino e Alto Salento: le criticità
La situazione non è uguale in tutta la Puglia.
La documentazione regionale segnala alcune criticità specifiche. Nell’area urbana di Bari resta alta l’attenzione sul biossido di azoto. Nel Brindisino e nell’Alto Salento si registrano invece episodi legati al PM10, soprattutto nei mesi invernali.
L’ozono rappresenta un altro elemento da controllare. Il problema riguarda in modo più diffuso il territorio regionale.
Nella maggior parte dei casi, i valori non superano gli attuali limiti di legge. Il Piano guarda però anche ai nuovi standard europei, che nei prossimi anni renderanno più severi i parametri sulla qualità dell’aria.
Camini, verde urbano e fondi: cosa può cambiare
La Regione punta anche a interventi concreti.
Tra le misure discusse in Commissione c’è la possibilità di sostituire alcuni camini nelle aree più interessate dalle emissioni da biomassa. Il Piano prevede inoltre azioni di forestazione urbana.
Gli interventi coinvolgono più settori. Si va dall’efficienza energetica degli edifici alla mobilità sostenibile. Rientrano nel Piano anche trasporti, attività produttive, agricoltura ed educazione ambientale.
Un ruolo importante spetterà ai Comuni. I dati di ARPA Puglia potranno supportare sistemi di allerta e tavoli tecnici nelle aree più critiche.
Durante la seduta è emerso anche il tema delle risorse.
I consiglieri Antonio Tutolo, Tommaso Gioia e Nicola Gatta hanno chiesto se la Regione potrà finanziare interventi per ridurre le emissioni. Ciliento ha risposto che le misure potranno utilizzare specifiche risorse della programmazione regionale.
L’iter, intanto, non è ancora concluso. La V Commissione dovrà tornare a esaminare il Piano e formulare il proprio parere. Successivamente il documento tornerà in Giunta per l’approvazione definitiva.














