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Margherita di Savoia, galline decapitate e telecamere manomesse. Sannicandro: «Un segnale rivolto a me»

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Una decina di animali uccisi nella proprietà dove vive il nipote dell’ex deputato Arcangelo Sannicandro. La Procura di Foggia ha aperto un fascicolo per maltrattamento di animali e minacce. Sannicandro: «Un segnale rivolto a me».

Prima la manomissione dell’impianto di videosorveglianza, poi l’ingresso nella proprietà e l’uccisione di una decina di galline. È quanto accaduto a Margherita di Savoia, nell’abitazione dove vive il nipote dell’ex deputato Arcangelo Sannicandro.

Sul caso indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Foggia, che ha aperto un fascicolo per maltrattamento di animali e minacce. La matrice del gesto, tuttavia, non è stata ancora accertata e le verifiche investigative dovranno chiarire anche chi fosse il destinatario dell’eventuale messaggio intimidatorio.

Telecamere manomesse prima dell’incursione

Il ritrovamento risale al pomeriggio di lunedì 14 settembre. Secondo le informazioni emerse finora, il proprietario ha trovato gli animali uccisi e ha dato l’allarme.

Un particolare assume particolare rilievo nella ricostruzione: prima dell’incursione sarebbero stati tagliati i fili dell’impianto di videosorveglianza. Secondo una ricostruzione fornita dallo stesso Sannicandro, sarebbe stata inoltre forzata la porta d’ingresso della proprietà.

Sono proprio le modalità dell’azione a essere ora al centro degli accertamenti. Gli investigatori dovranno stabilire se la neutralizzazione delle telecamere e l’uccisione degli animali facciano parte di un’unica azione deliberata e quale ne sia il movente.

Sannicandro: «Un segnale rivolto a me»

Nelle ore successive è arrivata anche una dichiarazione dell’ex parlamentare che aggiunge un elemento nuovo rispetto alle prime ricostruzioni.

Sannicandro ritiene infatti che quanto accaduto possa essere stato un messaggio indirizzato a lui, pur dichiarando di non sapere chi possa averlo organizzato. Si tratta della valutazione dell’ex deputato e non, allo stato, di una conclusione investigativa.

Ed è questo il punto che le indagini dovranno chiarire: se ci si trovi effettivamente davanti a un’intimidazione, chi fosse il destinatario e quale ne fosse la matrice.

Sannicandro, avvocato ed esponente storico della sinistra del territorio, ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, da sindaco e consigliere regionale fino all’esperienza alla Camera dei deputati.

La reazione del Partito democratico

Sull’episodio è intervenuto anche il Partito democratico della provincia di Barletta-Andria-Trani, che ha attribuito al gesto una forte valenza intimidatoria e ha espresso solidarietà a Sannicandro e alla sua famiglia.

Il segretario regionale del PD Domenico De Santis ha definito l’accaduto un gesto criminale e ha chiesto che magistratura e forze dell’ordine facciano luce su responsabili e movente.

Quella del partito resta però una valutazione politica. Sul piano giudiziario, al momento, non risulta accertata la matrice dell’episodio.

Il punto decisivo resta dunque nelle mani degli investigatori: ricostruire chi sia entrato nella proprietà, perché abbia neutralizzato la videosorveglianza e se l’uccisione degli animali sia stata effettivamente utilizzata per consegnare un messaggio intimidatorio.

Redazione Pugliapress

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