Agricoltura pugliese, fertilizzanti alle stelle: urea da 45 a 70 euro al quintale

L’Europarlamento respinge la clausola che avrebbe consentito una sospensione del meccanismo in circostanze eccezionali. Coldiretti Puglia segnala rincari dell’urea vicini al 56% e superiori al 43% per alcuni concimi fosfatici.
Il voto del Parlamento europeo sul CBAM riaccende l’allarme sui costi dell’agricoltura pugliese. Il 15 settembre l’Europarlamento ha approvato la propria posizione sulla revisione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, respingendo la clausola che avrebbe consentito, in circostanze eccezionali, di sospenderne temporaneamente l’applicazione.
Per Coldiretti Puglia, la decisione arriva nel momento peggiore: secondo i dati diffusi dall’organizzazione agricola, l’urea è passata da 45 a 70 euro al quintale, quasi il 56% in più, mentre concimi fosfatici e fosfato bioammonico sarebbero saliti da circa 70 a oltre 100 euro al quintale, con incrementi superiori al 43%. Rame e zolfo registrerebbero rincari oltre il 30%.
Sono numeri forniti da Coldiretti Puglia e non, allo stato, una rilevazione statistica pubblica indipendente. Ma fotografano la pressione denunciata dalle aziende agricole regionali, già alle prese con energia, carburanti, acqua, irrigazione, manodopera e trattamenti.
Cosa ha deciso l’Europarlamento
Il CBAM attribuisce un prezzo alle emissioni incorporate in determinate merci importate nell’Unione europea, con l’obiettivo di avvicinare il costo del carbonio delle importazioni a quello sostenuto dalla produzione europea. Dal 1° gennaio 2026 il regime definitivo comprende, tra gli altri settori, anche i fertilizzanti.
Nella revisione ora all’esame delle istituzioni europee, la proposta originaria della Commissione contemplava una procedura d’urgenza che avrebbe consentito di rimuovere temporaneamente un bene dal CBAM in presenza di circostanze gravi e impreviste. Il Parlamento ha invece respinto l’articolo 27-bis, la disposizione indicata dalle organizzazioni agricole come clausola di salvaguardia.
Il dossier non si chiude però con il voto di Strasburgo: quella approvata è la posizione del Parlamento in vista del confronto con gli Stati membri. Il Consiglio aveva già definito a giugno la propria posizione negoziale.
In Puglia l’urea da 45 a 70 euro al quintale
È soprattutto il dato sui fertilizzanti a trasformare una decisione europea in una questione molto concreta per le campagne pugliesi.
«È una scelta che preoccupa fortemente perché arriva proprio mentre nelle campagne pugliesi stiamo assistendo a una nuova corsa dei costi dei fertilizzanti», afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia.
Secondo Cavallo, questi rincari finiscono direttamente nei bilanci aziendali senza che gli agricoltori possano automaticamente trasferirli sul prezzo finale delle proprie produzioni.
Il problema attraversa comparti centrali per l’agricoltura regionale: grano duro, ortofrutta, uva da tavola, olivicoltura e colture specializzate. Il rischio indicato dall’organizzazione è che listini molto variabili rendano ancora più difficile programmare le campagne e gli acquisti, spesso effettuati molto prima della vendita del prodotto agricolo.
Il nodo non è soltanto il CBAM
C’è però una distinzione importante. Il CBAM non può essere indicato come unica causa degli attuali rincari dei fertilizzanti. La stessa Commissione europea ha riconosciuto nel 2026 un problema più ampio di disponibilità e accessibilità economica dei concimi, legato anche alla situazione geopolitica e alla volatilità dei prezzi, tanto da predisporre un Fertiliser Action Plan e misure temporanee di sostegno.
La Commissione ha inoltre previsto una valutazione specifica su come i costi collegati a CBAM ed ETS vengano trasferiti sui prezzi dei fertilizzanti pagati dagli agricoltori e, successivamente, sui prezzi alimentari.
È quindi su questo terreno che si giocherà una parte decisiva della verifica: capire quanto del rincaro sia già determinato dagli shock energetici e geopolitici e quale ulteriore effetto possa derivare dal meccanismo europeo.
Coldiretti: «Sostenibilità economica delle imprese in difficoltà»
«Non possiamo costruire la sicurezza alimentare europea rendendo sempre più difficile produrre in Europa», sostiene Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia, richiamando gli aumenti superiori al 50% registrati per alcuni fertilizzanti e il contemporaneo incremento degli altri costi aziendali.
La posizione di Coldiretti è netta, ma il confronto europeo presenta anche un’altra prospettiva: il CBAM nasce per contrastare il carbon leakage, evitando che le produzioni europee soggette a costi climatici più elevati siano penalizzate da importazioni provenienti da Paesi con vincoli inferiori.
Per l’agricoltura pugliese la domanda concreta diventa quindi un’altra: quanto costeranno realmente i fertilizzanti nei prossimi mesi e quale parte degli aumenti potrà essere assorbita dalle imprese senza ridurre margini, investimenti o quantità prodotte?
Il voto di Strasburgo non dà ancora una risposta definitiva. Ma rende ancora più importante seguire il negoziato europeo e, soprattutto, verificare sul mercato pugliese l’andamento effettivo dei prezzi dei concimi nelle prossime settimane.














