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Altamura, aziende agricole donano foraggio all’allevatore colpito dall’incendio nell’Alta Murgia

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Le aziende agricole e zootecniche hanno raccolto foraggio per nutrire circa 300 pecore Altamurane rimaste senza pascoli. Coldiretti Puglia chiede aiuti immediati, più controlli e un piano regionale contro gli incendi.

Altamura, aziende agricole donano foraggio all’allevatore colpito dall’incendio nell’Alta Murgia

Le aziende agricole e zootecniche pugliesi hanno donato foraggio al giovane allevatore di Altamura colpito dall’incendio nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Le fiamme hanno distrutto pascoli, seminativi e aree naturali utilizzati per alimentare un gregge composto da circa 300 pecore Altamurane.

Coldiretti Puglia chiede ora sostegni economici rapidi e interventi più forti per prevenire nuovi roghi.

La solidarietà degli agricoltori per salvare il gregge

La risposta all’appello lanciato dai giovani di Coldiretti Puglia è arrivata in poche ore. Agricoltori e allevatori hanno messo a disposizione scorte di foraggio per permettere all’azienda di nutrire gli animali e continuare l’attività.

L’aiuto serve ad affrontare la prima emergenza, ma per il giovane imprenditore agricolo la strada verso la ripartenza resta difficile.

«La rete delle nostre aziende agricole e zootecniche si è stretta attorno a questo giovane allevatore con un gesto concreto che testimonia il grande senso di comunità del mondo agricolo», afferma Donato Mercadante, delegato di Giovani Coldiretti Puglia.

Secondo Mercadante, la donazione permetterà di superare la fase più urgente. Saranno però necessari altri interventi per proteggere l’azienda e il patrimonio zootecnico e ambientale custodito dall’allevatore.

La gara di solidarietà e la richiesta di sostegni sono state rese note il 6 agosto 2026.

Circa 300 pecore Altamurane rimaste senza pascoli

L’azienda alleva circa 300 capi di pecora Altamurana, razza autoctona legata alla storia agricola del territorio.

L’incendio ha cancellato in poche ore il lavoro di un’intera stagione. Oltre alla vegetazione naturale, sono andati perduti terreni seminati e zone destinate al pascolo.

Il danno non riguarda quindi soltanto l’attività economica dell’allevatore. Il rogo ha colpito anche un’area di grande valore ambientale, all’interno del Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

La precedente denuncia di Coldiretti Puglia aveva già segnalato la distruzione di seminativi, pascoli e aree naturali, con conseguenze sulla continuità dell’azienda e sulla biodiversità del territorio.

Dopo l’incendio il problema del divieto di pascolo

Alle conseguenze immediate delle fiamme si aggiungono i vincoli previsti dalla normativa nazionale.

L’articolo 10 della legge quadro sugli incendi boschivi stabilisce che, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorse dal fuoco, il pascolo e la caccia sono vietati per dieci anni. La stessa normativa prevede altri vincoli sulla destinazione e sull’utilizzo delle aree incendiate.

Questo significa che l’allevatore potrebbe dover trovare per lungo tempo nuove superfici e nuove risorse alimentari per il proprio gregge, con un aumento dei costi e delle difficoltà organizzative.

«Non possiamo chiedere ai giovani di investire nelle aree interne della Puglia e poi lasciarli soli quando eventi come questi compromettono il loro futuro», aggiunge Mercadante.

Per il delegato di Giovani Coldiretti Puglia, alla solidarietà degli agricoltori devono seguire aiuti economici concreti e una strategia più efficace contro gli incendi.

Quasi 5mila ettari bruciati in Puglia in due mesi

Secondo le elaborazioni diffuse da Coldiretti Puglia sulla base dei dati EFFIS-Copernicus aggiornati al 27 luglio, tra giugno e luglio 2026 sono bruciati 4.921 ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e terreni agricoli.

Il dato mostra una forte crescita nel mese di luglio:

  • 954 ettari bruciati a giugno;
  • 3.967 ettari bruciati a luglio;
  • 4.921 ettari complessivi nei due mesi.

La provincia di Bari risulta la più colpita, con 1.892 ettari interessati dagli incendi, seguita da Foggia con 1.021 ettari e dalla provincia di Barletta-Andria-Trani con 964 ettari.

I valori sono elaborazioni comunicate da Coldiretti e basate sul sistema europeo EFFIS. Le stime satellitari delle aree bruciate possono essere aggiornate o corrette con l’arrivo di nuovi dati.

Coldiretti chiede più controlli e uomini sul territorio

Coldiretti Puglia sostiene che l’aumento degli incendi renda necessario rafforzare la presenza di personale e mezzi nelle zone più esposte.

La contemporaneità di più roghi può infatti rallentare e rendere più difficili le operazioni di avvistamento, sorveglianza e spegnimento.

L’organizzazione agricola chiede:

  • una ricognizione immediata dei danni subiti dalle aziende;
  • procedure più rapide per gli indennizzi;
  • l’attivazione delle misure economiche disponibili;
  • più personale per la sorveglianza e lo spegnimento;
  • controlli più intensi per individuare i responsabili;
  • una manutenzione costante delle fasce tagliafuoco;
  • un monitoraggio continuo delle aree a maggiore rischio.

Tra le richieste figura anche un Piano straordinario regionale per la prevenzione degli incendi, con un coordinamento più efficace tra istituzioni, strutture antincendio e soggetti impegnati nella protezione del territorio.

La solidarietà degli agricoltori ha permesso di trovare il foraggio necessario per affrontare i prossimi giorni. La continuità dell’azienda dipenderà ora dalla rapidità degli aiuti e dalla possibilità di garantire al gregge nuovi spazi e risorse alimentari.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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