La costa di Taranto, dalle isole Cheradi ai percorsi dello Ionio

Spiagge, scogliere, pinete e aree affacciate sul Mar Piccolo collegano il capoluogo alle località della provincia ionica.
La costa di Taranto si estende dal sistema urbano dei due mari alle spiagge e alle scogliere che accompagnano il golfo verso i comuni della provincia. Il paesaggio cambia in pochi chilometri: il lungomare cittadino lascia spazio alle insenature, alle pinete, ai tratti sabbiosi e alle zone rocciose. Questa varietà permette di costruire percorsi dedicati alla balneazione, alla navigazione, all’osservazione naturalistica e alla conoscenza delle comunità costiere. Il Mar Grande è delimitato da Punta Rondinella e Capo San Vito e si apre verso il golfo. Davanti alla città emergono le isole Cheradi, piccolo arcipelago formato da San Pietro e San Paolo. Le due isole chiudono a sud-ovest la rada e costituiscono uno degli elementi più riconoscibili del paesaggio tarantino. Scogliere, spiagge di sabbia e vegetazione mediterranea caratterizzano soprattutto San Pietro, raggiungibile nella stagione estiva attraverso servizi via mare. San Pietro è la maggiore delle Cheradi e conserva una pineta vicina alla costa. I percorsi interni conducono verso cale e tratti di litorale nei quali il visitatore può alternare il bagno alla passeggiata. La presenza del demanio militare ha limitato l’urbanizzazione e contribuito a mantenere ampie zone libere da costruzioni. L’accesso richiede però trasporti regolari e una gestione attenta dei flussi nei periodi di maggiore affluenza. San Paolo ha dimensioni più contenute e una funzione differente. La sua posizione all’ingresso della rada ricorda l’importanza strategica assunta dalle Cheradi nella difesa del porto. Il profilo dell’isola è visibile dal lungomare, da Capo San Vito e dalle imbarcazioni che attraversano il Mar Grande. Inserirla in un itinerario significa spiegare il rapporto tra ambiente, navigazione e presenza militare, senza ridurla a una semplice destinazione balneare. Capo San Vito segna il passaggio dalla città alla fascia costiera meridionale. Da qui il litorale prosegue verso San Vito, Lama e le località che precedono Leporano. Si alternano stabilimenti, accessi pubblici, piattaforme rocciose e piccole spiagge. La vicinanza al centro rende queste zone facilmente raggiungibili, ma aumenta la necessità di parcheggi ordinati, trasporto pubblico, pulizia e percorsi sicuri per pedoni e ciclisti. Procedendo verso sud-est si incontrano Leporano, Pulsano, Lizzano e le marine che formano uno dei principali sistemi turistici della provincia ionica. Il paesaggio comprende baie sabbiose, fondali bassi, tratti di scogliera e dune. Località come Porto Pirrone, Saturo, Montedarena, Lido Silvana, Marina di Pulsano e Marina di Lizzano sono collegate da una viabilità costiera che consente itinerari con soste dedicate al mare, all’archeologia, alla ristorazione e alle produzioni locali. L’area di Saturo unisce il paesaggio costiero alle testimonianze archeologiche. Le baie si trovano accanto a un territorio frequentato fin dall’antichità, nel quale il mare ha favorito approdi e insediamenti. Questo rapporto consente di proporre una visita che non separi la spiaggia dalla storia dei luoghi. Il valore del percorso aumenta quando i siti sono accessibili, le indicazioni sono chiare e i servizi permettono di muoversi senza usare ogni volta l’automobile. Marina di Pulsano presenta un susseguirsi di insenature e tratti sabbiosi che attraggono famiglie, residenti e turisti. L’acqua bassa in diverse baie favorisce la balneazione, mentre le strutture ricettive sostengono una parte importante dell’economia locale. La pressione estiva richiede però una gestione equilibrata degli accessi, dei rifiuti e del consumo di suolo. La qualità della costa dipende dalla manutenzione degli spazi pubblici e dal rispetto delle aree naturali ancora presenti. Più a est, la fascia di Lizzano conduce verso Marina di Torricella e il versante manduriano. Qui compaiono dune, macchia mediterranea e ampi tratti di spiaggia. Il percorso può proseguire fino a Campomarino di Maruggio, Torre Ovo, San Pietro in Bevagna e Torre Colimena.

L’itinerario ufficiale dedicato allo Ionio attraversa la costa tarantina e raggiunge aree naturali come la foce del Chidro e la riserva di Salina e Dune di Torre Colimena. Il sistema naturale tarantino comprende anche le sponde del Mar Piccolo. Questo bacino semichiuso presenta un paesaggio diverso da quello aperto dello Ionio. Aree umide, canneti, sorgenti sottomarine e fondali poco profondi ospitano specie vegetali e animali che richiedono tutela. Nelle zone vicine alle sponde convivono pesca, mitilicoltura, attività militari, quartieri urbani e spazi ancora poco trasformati. La Palude La Vela è uno dei luoghi più importanti per osservare il rapporto tra acqua dolce e salata. L’area protegge habitat frequentati da uccelli acquatici e altre specie, offrendo possibilità per visite guidate, educazione ambientale e ricerca. Il valore naturalistico dipende dalla conservazione degli equilibri esistenti. Accessi controllati e percorsi accompagnati consentono di conoscere l’area senza aumentare la pressione sugli habitat. Le sponde del Mar Piccolo possono entrare in percorsi lenti che comprendano il waterfront della Città Vecchia, i punti di osservazione e gli spazi naturalistici. Il progetto di riqualificazione del fronte di via Garibaldi mira a migliorare il rapporto tra l’isola e il bacino interno. La qualità del risultato dipenderà dalla continuità con gli altri percorsi e dalla manutenzione successiva agli interventi. Per chi arriva a Taranto, un itinerario praticabile può partire dal lungomare, proseguire verso Capo San Vito e raggiungere le marine di Leporano e Pulsano. Una seconda giornata può essere dedicata alle Cheradi, quando i collegamenti sono disponibili, oppure alle sponde del Mar Piccolo. Chi dispone di più tempo può continuare verso Lizzano, Maruggio e Manduria, alternando spiagge, torri costiere, borghi e aziende del territorio.

I Giochi del Mediterraneo possono portare nuovi visitatori lungo questi itinerari. Chi raggiunge Taranto può utilizzare il capoluogo come punto di partenza per conoscere le Cheradi, le marine della provincia e gli ambienti del Mar Piccolo. Trasporti, mappe, escursioni autorizzate e proposte coordinate permettono di distribuire le presenze e sostenere attività locali diverse, senza trasformare la manifestazione in un semplice richiamo promozionale. La costa ionica rappresenta una risorsa economica soltanto se mantiene qualità ambientale e accessibilità. Pulizia, tutela delle dune, controllo degli scarichi, protezione degli habitat e uso responsabile degli spazi pubblici incidono direttamente sull’accoglienza. La crescita non può basarsi sulla sola occupazione stagionale delle spiagge, ma su un equilibrio tra servizi, paesaggio e diritto di fruire del mare. Taranto e la sua provincia offrono esperienze differenti: navigazione verso le Cheradi, passeggiate sul lungomare, balneazione nelle marine, osservazione nelle aree umide e itinerari tra torri e piccoli centri. Collegare queste risorse significa trasformare una successione di località in un sistema riconoscibile, nel quale ogni tappa conserva la propria funzione e contribuisce alla conoscenza della Puglia ionica.

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