Pesca pugliese sotto pressione, Coldiretti: “Basta tagli, ora servono investimenti”

Coldiretti Pesca Puglia rilancia da Bruxelles la richiesta di almeno 7,3 miliardi di euro per la prossima Politica Comune della Pesca. L’obiettivo è difendere reddito, imprese, lavoro e futuro delle marinerie pugliesi.
Coldiretti Puglia chiede all’Unione europea almeno 7,3 miliardi di euro per la prossima Politica Comune della Pesca 2028-2034.
La richiesta arriva da Bruxelles, durante l’incontro sul futuro della pesca europea con europarlamentari, tecnici e operatori del settore.
Per le marinerie pugliesi la priorità è fermare tagli e restrizioni e aprire una stagione di investimenti su innovazione, lavoro e sicurezza alimentare.
Coldiretti Puglia: basta tagli alla pesca
Coldiretti Puglia chiede all’Unione europea una svolta sulla pesca: basta tagli, ora servono investimenti veri per garantire un futuro alle marinerie, tutelare il reddito delle imprese e assicurare ai cittadini prodotti ittici sani, sicuri e di qualità.
La posizione emerge dall’incontro di Bruxelles dedicato al futuro della Politica Comune della Pesca e al Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. Alla riunione hanno partecipato europarlamentari, tecnici, operatori del settore e una delegazione di Coldiretti Pesca Puglia.
La richiesta: almeno 7,3 miliardi per la pesca europea
Coldiretti chiede di destinare almeno 7,3 miliardi di euro alla prossima Politica Comune della Pesca, senza disperdere le risorse dentro un fondo unico.
Secondo l’organizzazione, una dotazione autonoma e adeguata può aiutare le imprese ittiche ad affrontare la transizione ecologica e la competizione sui mercati.
La pesca pugliese affronta sfide sempre più complesse: decarbonizzazione della flotta, motori a minore impatto ambientale, nuove attrezzature, ricambio generazionale e tenuta economica delle imprese.
Davide Di Pinto: “La pesca pugliese è un patrimonio da difendere”
“La pesca pugliese rappresenta un patrimonio economico, sociale e identitario che va difeso con politiche europee finalmente attente alle esigenze reali delle imprese”, afferma Davide Di Pinto, responsabile di Coldiretti Pesca Puglia.
Di Pinto contesta anche l’impatto delle limitazioni imposte al comparto.
“Non possiamo continuare a subire limitazioni e riduzioni dell’attività che troppo spesso non trovano adeguato fondamento scientifico. Servono investimenti, regole sostenibili e una programmazione di lungo periodo che consenta alle imprese di innovare, garantire redditività e favorire il ricambio generazionale”.
Per Coldiretti Pesca Puglia, difendere il settore significa proteggere le comunità costiere, migliaia di posti di lavoro e il valore del cibo sano e a miglio zero per i cittadini pugliesi.
La Puglia tra le principali regioni italiane della pesca
La Puglia resta una delle principali regioni italiane della pesca. Il comparto conta circa 1.300 imprese della pesca e dell’acquacoltura e una flotta di oltre 2.000 imbarcazioni.
Questa rete produttiva garantisce occupazione e reddito lungo tutta la filiera, dalla produzione alla commercializzazione.
Coldiretti ricorda che la piccola pesca rappresenta circa il 70% della flotta europea. Per questo chiede decisioni basate su dati scientifici, valutazioni di impatto e analisi concrete delle conseguenze economiche e sociali.
Meno giornate di pesca nel Mediterraneo
Negli ultimi dieci anni la flotta italiana ha registrato una forte contrazione. Soltanto negli ultimi due anni, le giornate di pesca nel Mediterraneo sono diminuite di oltre il 15%.
Questa riduzione pesa su fatturato, occupazione e stabilità delle imprese.
Il tema non riguarda solo armatori e pescatori. Ogni euro prodotto direttamente dalla pesca genera fino a 2,5 euro di valore nell’indotto locale.
Per questo, secondo Coldiretti, ogni scelta europea deve misurare anche gli effetti sulle economie costiere, sui mercati ittici, sulla trasformazione, sulla ristorazione e sulla distribuzione.
Le priorità per il futuro del comparto ittico
Coldiretti indica alcune priorità: semplificazione burocratica, strumenti assicurativi e mutualistici specifici per il comparto, attivazione dei “Corridoi Azzurri” per favorire manodopera qualificata e regolare anche da Paesi extra UE e sostegno più forte all’acquacoltura.
L’acquacoltura può aumentare la produzione nazionale, ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la sicurezza alimentare.
Per Coldiretti Puglia, investire nella pesca significa investire nel futuro delle imprese, nella valorizzazione del pescato italiano e nella tutela di un comparto che continua a rappresentare uno dei pilastri economici, sociali e ambientali delle coste pugliesi.

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