Evidenza Bari e BatFormazionelavorouniversità

Politecnico di Bari, il 92,9% dei laureati magistrali trova lavoro entro un anno

Pubblicità

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 colloca il Politecnico di Bari tra i migliori atenei italiani per occupazione dei laureati magistrali. L’ateneo pugliese è secondo a livello nazionale, a un passo dal Politecnico di Torino.

Il Politecnico di Bari ha raggiunto il 92,9% di occupazione dei laureati magistrali entro un anno dal titolo.
Il dato emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026, presentato a Matera l’11 giugno 2026.
L’ateneo pugliese è secondo in Italia, appena sotto il Politecnico di Torino al 93%, e supera di oltre 12 punti la media nazionale.

Dopo Torino e Bari, nella graduatoria figurano l’Università di Bolzano e la Liuc Carlo Cattaneo, entrambe al 92,6%, Milano Humanitas al 91,3% e l’Università di Verona al 90,7%.

Il rettore del Politecnico di Bari, Umberto Fratino, ha sottolineato il valore del risultato: «I dati di AlmaLaurea confermano la qualità e l’attualità delle competenze dei nostri laureati nel mercato del lavoro».

Fratino ha collegato il dato occupazionale anche al quadro più ampio della crescita dell’ateneo: «Questi risultati confermano il quadro di eccellenza del Politecnico di Bari dopo i risultati straordinari ottenuti nel campo della qualità della ricerca».

Per il rettore, il Poliba dimostra che un giovane ateneo del Sud può competere ai livelli più alti del sistema universitario nazionale, diventando un motore di sviluppo per il territorio, per il Paese e per i giovani talenti.

Il Rapporto AlmaLaurea 2026 si basa su interviste realizzate nel 2025 a laureati triennali, magistrali biennali e magistrali a ciclo unico, a uno, tre e cinque anni dal conseguimento del titolo. Complessivamente sono stati coinvolti circa 700mila laureati di 81 università italiane.

Per il Politecnico di Bari l’indagine riguarda 1.921 laureati: 1.177 di primo livello, 669 magistrali biennali e 75 a ciclo unico.

Il dato a cinque anni conferma la solidità del percorso. Tra i laureati di secondo livello del 2020, il tasso di occupazione raggiunge il 98%. Per i magistrali biennali sale al 98,6%, mentre per i corsi magistrali a ciclo unico arriva al 95,9%.

Il tasso di disoccupazione resta molto basso: 0,6% complessivo, 0,7% tra i magistrali biennali e nullo tra i magistrali a ciclo unico. Tra gli occupati, il 72,3% ha un contratto a tempo indeterminato, il 5% lavora con contratto a tempo determinato e il 16,1% svolge attività in proprio.

Il Rapporto fotografa anche il percorso universitario degli studenti. L’età media alla laurea è di 24,6 anni: 23,4 per i laureati triennali e 26,4 per i magistrali biennali. Il 53,3% termina gli studi in corso, con una percentuale del 58,4% tra i triennali e del 49% tra i magistrali biennali.

Il voto medio di laurea è 103,7 su 110. Sale a 108,9 per i magistrali biennali, mentre si attesta a 100,4 per i laureati di primo livello.

Molto alto anche il livello di soddisfazione. Il 91,4% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria complessiva. L’86,2% valuta positivamente le attività didattiche, l’82,9% il rapporto con i docenti e l’81,5% considera adeguato il carico di studio.

Per i laureati triennali, il tasso di occupazione a un anno è del 74,5%. Tuttavia, la maggioranza sceglie di proseguire gli studi: l’86,8% si iscrive a una laurea magistrale e, dopo un anno, l’86,5% risulta ancora iscritto all’università. Il 76,5% continua il percorso nello stesso ateneo.

Il quadro complessivo rafforza il ruolo del Politecnico di Bari come ateneo strategico per la formazione tecnica, ingegneristica e scientifica nel Mezzogiorno. Il dato occupazionale non misura soltanto la capacità dei laureati di trovare lavoro, ma anche l’allineamento tra competenze universitarie, ricerca, imprese e bisogni reali del mercato.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio