
La settima edizione dell’Indice CESVI sul maltrattamento all’infanzia colloca la Puglia tra i territori italiani con maggiori criticità. Pesano fattori di rischio elevati, servizi insufficienti e povertà relazionale.
La Puglia è il secondo territorio più vulnerabile d’Italia per rischio di maltrattamento all’infanzia, dopo la Campania.
Il dato emerge dall’Indice regionale 2026 di Fondazione CESVI, presentato a Roma l’11 giugno 2026.
Il rapporto evidenzia criticità su salute, sicurezza, conoscenza, accesso alle risorse e servizi di prevenzione.
Secondo il rapporto, la Puglia è il secondo territorio più vulnerabile d’Italia dopo la Campania. Il dato fotografa una condizione complessa, nella quale fattori di rischio elevati si accompagnano a servizi di prevenzione e cura ancora sotto la media nazionale.
Il quadro regionale mostra criticità nella capacità dei minorenni di vivere una vita sicura, acquisire conoscenza, accedere alle risorse e crescere in un contesto sano. In particolare, la Puglia risulta tra le regioni più fragili per indicatori legati a gravidanze precoci, obesità infantile, fumo, consumo di alcol e droghe in età giovanile e gioco d’azzardo problematico.
CESVI inserisce la Puglia tra le “regioni a elevata criticità”, insieme a Sicilia, Calabria, Campania, Molise, Basilicata, Abruzzo e Lazio. Si tratta di territori nei quali il rischio sociale è alto e la rete dei servizi non riesce ancora a offrire una risposta adeguata.
Il rapporto mette in evidenza anche una frattura netta tra Nord e Sud. I servizi di sostegno alla genitorialità raggiungono in Italia oltre 144mila utenti, ma la copertura è molto più ampia al Nord rispetto al Mezzogiorno. Nel Sud, infatti, il numero di utenti raggiunti è meno di un terzo rispetto alle regioni settentrionali.
Il focus dell’edizione 2026, intitolato “Generazione sola”, approfondisce il tema della povertà relazionale. Non si parla solo di povertà economica, ma anche di mancanza di adulti di riferimento, spazi sicuri, comunità educanti e relazioni capaci di proteggere bambini e adolescenti.
Quando si indeboliscono i legami familiari, scolastici e territoriali, diminuiscono anche i fattori protettivi. Bullismo, isolamento, assenza di ascolto, fragilità familiari e carenza di servizi diventano così elementi che possono aumentare il rischio di disagio e maltrattamento.
In Puglia, CESVI è attiva a Bari con la Casa del Sorriso nel quartiere San Paolo. Nel solo 2025 la struttura ha raggiunto 1.021 beneficiari, tra cui 719 minorenni, offrendo sostegno psicologico, ascolto, orientamento, supporto alla genitorialità, attività sportive, laboratori educativi e percorsi di prevenzione.
“Il maltrattamento all’infanzia è un grave problema sociale e di salute pubblica”, ha dichiarato Stefano Piziali, direttore generale di Fondazione CESVI. Secondo Piziali, il fenomeno non può essere letto solo come questione individuale o familiare, ma come sfida collettiva legata alle condizioni strutturali, sociali e relazionali in cui vivono bambini e famiglie.
Il rapporto invita a rafforzare le “antenne sociali”: pediatri, insegnanti, operatori sociali e figure educative capaci di intercettare precocemente i segnali di disagio. La prevenzione, secondo CESVI, passa da servizi territoriali più solidi, formazione degli operatori, monitoraggio degli interventi e reti integrate tra istituzioni, scuola, sanità, Terzo Settore e comunità locali.
La Puglia, quindi, non è solo un dato in classifica. È il segnale di un bisogno urgente: costruire attorno ai minori una rete più forte, capace di proteggere, ascoltare e accompagnare le famiglie prima che la vulnerabilità diventi emergenza.























