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Villa Castelli, rapina in un salone di parrucchiere: 39enne ai domiciliari, decisivi i filmati

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Il colpo il 25 settembre con il volto coperto e una pistola poi risultata una riproduzione. I Carabinieri hanno ricostruito il percorso di fuga attraverso le telecamere di videosorveglianza.

VILLA CASTELLI (BR), 21 ottobre 2026 – Un uomo entra in un salone di parrucchiere con il volto nascosto da un passamontagna, punta una pistola contro il titolare e si fa consegnare l’incasso. A distanza di meno di tre settimane dalla rapina, un 39enne di Villa Castelli è stato sottoposto agli arresti domiciliari. A indirizzare le indagini dei Carabinieri sono state soprattutto le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

La misura cautelare è stata eseguita nella notte del 13 ottobre dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, insieme ai colleghi della Stazione di Villa Castelli.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura della Repubblica.

La rapina nel salone e la fuga a piedi

I fatti risalgono alla mattina del 25 settembre 2026.

Secondo la ricostruzione investigativa, un individuo con il volto coperto da un passamontagna è entrato nell’attività commerciale impugnando una pistola. Dopo aver minacciato il parrucchiere, si è fatto consegnare il denaro presente in cassa ed è fuggito a piedi.

Nel comunicato dei Carabinieri non viene precisato l’ammontare della somma sottratta.

Le telecamere ricostruiscono il percorso di fuga

L’elemento centrale dell’indagine è rappresentato dalla ricostruzione degli spostamenti del presunto rapinatore.

Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti, secondo quanto riferito dagli investigatori, a ricostruire l’intero itinerario di fuga, raccogliendo elementi che hanno portato all’identificazione del 39enne.

Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno consentito di recuperare alcuni indumenti che, secondo gli investigatori, erano stati abbandonati nel tentativo di eludere i controlli.

È stata inoltre sequestrata l’arma ritenuta utilizzata durante la rapina: una riproduzione di pistola tipo Beretta, priva del tappo rosso.

Un particolare rilevante perché, pur non trattandosi di una vera arma da fuoco, l’oggetto poteva apparire autentico a chi si trovava sotto minaccia.

Un altro procedimento per rapina e il rischio di nuovi reati

Nell’ordinanza cautelare, secondo quanto comunicato dai Carabinieri, il giudice ha ritenuto sussistente un rischio concreto e attuale di reiterazione del reato.

Nella valutazione è stata considerata anche la pendenza, a carico del 39enne, di un altro procedimento penale relativo a una rapina commessa fuori provincia.

La pendenza di quel procedimento non equivale a una condanna e non dimostra, da sola, la responsabilità dell’indagato per altri episodi.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato accompagnato nella propria abitazione, dove si trova sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Cosa resta da chiarire

La ricostruzione fornita dagli investigatori chiarisce le modalità del colpo e gli elementi che hanno condotto alla misura cautelare, ma non specifica la somma sottratta, l’esatta ubicazione dell’esercizio commerciale e se il denaro sia stato recuperato.

Resta inoltre da conoscere l’eventuale evoluzione del procedimento giudiziario.

Il 39enne è attualmente indagato: la sua responsabilità penale dovrà essere accertata nelle successive fasi del processo, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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