Taranto, terzo giorno di protesta all’ex Ilva: i lavoratori chiedono risposte al Governo

I lavoratori proseguono la mobilitazione. All’alba consentito il rifornimento degli autobus di Kyma Mobilità. Resta aperta la questione delle risposte concrete sul futuro dello stabilimento e dell’occupazione.
TARANTO, 14 ottobre 2026 – Terzo giorno consecutivo di proteste dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto. La mobilitazione prosegue anche dopo il varo del decreto annunciato ieri, 13 ottobre. Il messaggio degli operai è netto: «Non molliamo».
La protesta continua dunque in una fase particolarmente delicata per il futuro del polo siderurgico tarantino, mentre resta da chiarire quali effetti concreti avranno le nuove misure governative sulle prospettive dei lavoratori.
Ex Ilva, la protesta continua anche dopo il decreto
Il provvedimento varato ieri non ha determinato, almeno per il momento, la fine della mobilitazione.
La prosecuzione delle proteste segnala che la situazione resta aperta. Per comprendere le ragioni del mancato rientro dell’agitazione sarà però necessario verificare il contenuto del decreto e le valutazioni espresse dalle organizzazioni sindacali.
La questione centrale riguarda le prospettive dello stabilimento, la tutela dei posti di lavoro e il futuro di una delle più importanti realtà industriali del Mezzogiorno.
All’alba il via libera ai rifornimenti di Kyma Mobilità
Un episodio significativo si è verificato nelle prime ore di questa mattina.
Secondo quanto riferito da Telenorba, i manifestanti hanno consentito il rifornimento di carburante ai mezzi di Kyma Mobilità, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico urbano.
Un passaggio importante perché coinvolge un servizio essenziale per gli spostamenti quotidiani dei cittadini tarantini.
Il via libera ai rifornimenti non equivale tuttavia alla conclusione della protesta, che prosegue per il terzo giorno consecutivo.
Taranto, cosa succede adesso?
Il nodo resta quello delle garanzie per i lavoratori e delle prospettive industriali dell’ex Ilva.
Il decreto rappresenta un nuovo passaggio istituzionale, ma per valutarne la portata sarà necessario conoscere con precisione le misure approvate, i tempi di attuazione e le eventuali conseguenze occupazionali.
La domanda che resta aperta è se il provvedimento riuscirà a creare le condizioni per una soluzione della vertenza.
Intanto, a Taranto, la mobilitazione continua.

PugliaPress
Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000
redazione@pugliapress.it
direttore@pugliapress.it














