Calcio

Auguri Maiellaro!

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di Guglielmo De Feis

63 anni appena compiuti ed ancora iperattivo nello scouting in giro per l’Italia. Pietro Maiellaro, per tutti lo Zar, parla senza peli sulla lingua di questo calcio pieno di assurdità ed invita i rossoblù di Tiozzo a stare attenti in un campionato irto di difficoltà.

“Amo troppo il pallone, mi piace scovare e visionare giovani talenti assieme ad un amico della Campania con cui giriamo per tutta la penisola. Certo, i tempi sono diversi da quelli in cui giocavo, ma buoni calciatori ci sono tuttora. Mi fa piacere che Taranto abbia ora uno stadio rifatto ex novo, domenica ho visto un colpo d’occhio sensazionale”.

Lei conosce da una vita i Ladisa, li vede adatti ad una città da sempre poco incline ai salti di qualità?

“Posso garantire che oltre alle disponibilità economiche grosse hanno anche ambizioni altrettanto tali. Se hanno in progetto di costruire una cittadella dello sport vuol dire che non sono tipi da vuote chiacchiere, anche se poi bisognerà lottare con il fattore P (la politica) che chiaramente sarà come sempre una grossa seccatura sotto mille aspetti.

Chiaro, bisognerà ora uscire da questo campionato assolutamente innominabile per la città e la sua splendida tifoseria, sarà fondamentale fare un filotto di vittorie”.

Diceva Silvio Paolucci, due anni suo compagno di squadra a Taranto, che Coverciano sforna troppi allenatori ogni anno.

“Ciu’ Ciu’ è una persona vera cui voglio un grande bene e sa sempre quello che dice. Purtroppo questo conferma ampiamente come ci sia troppa disorganizzazione nel fare queste cose e nel costruire anche nuove leve della panchina. Perchè poi quanti rimangono fermi? Dovremmo fare il conto……..Allora di che parliamo? Del nulla”.

Nella sua carriera ha avuto come compagni di squadra De Vitis (sia in rossoblù che a Palermo), Scarafoni, Joao Paulo, Batistuta, Baiano e Tovalieri. Attaccanti di una certa caratura. Ce ne sono secondo lei oggi elementi al loro livello nel loro ruolo?

“Difficile dirlo, era un altro calcio innanzitutto. Sicuramente se fossero ancora in attività segnerebbero molto più di allora avendo fiuto come pochi sotto rete. Ad esempio quando hai uno come Totò De Vitis in avanti sai bene che due reti a partita le segna sicuro, idem l’argentino su cui non sta bisogno di ulteriori aggiunte. Ma anche Joao Paulo e Tovalieri, due fraterni amici oltretutto da una vita, oggi non avrebbero assolutamente elementi paragonabili alla loro forza e bravura. Uno alla Batistuta secondo me è impossibile trovarlo, almeno nel calcio italiano oggigiorno”.

A Taranto la portò Tom Rosati e la consacrarono Renna e Veneranda.

“Persone vere d’altri tempi prima di tutto. Che concepivano prima di tutto la meritocrazia e non si facevano comandare da nessuno. Gente costruitasi da sola col lavoro e non con gli aiutini esterni………Basti vedere oggi quanti allenatori trovano subito squadra in modo non limpido anche nei dilettanti……”.

I tifosi ancora oggi non le perdonano la cessione al Bari.

“Purtroppo mi dispiace che non capiscano che la società aveva bisogno di puntellare il bilancio e la mia cessione era assolutamente inevitabile. Ma le cose andarono realmente così, non fu una mia scelta, oltretutto dovevo andare alla Roma ed alla fine non se ne fece nulla. Anche quando andai alla Fiorentina fu una decisione obbligata sempre per ragioni economiche. Nel calcio, specialmente in ottica societaria, sono aspetti tassativi questi”.

Non a caso in viola sostituì un certo Roberto Baggio…….

“Esatto e fu una situazione delicata, perchè mica avevo le stesse caratteristiche del Divin Codino. Questo aspetto alla lunga fu penalizzante perchè non resi come avrei voluto.  Oltretutto fui ingaggiato dai Cecchi Gori che avevano appena preso il posto della famiglia Pontello e stava un pesante clima di contestazione proprio per la cessione di questo grande campione”.

Auguri Zar, uomo vero, schietto e sempre col cuore rossoblù dentro. 

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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