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Cibo buttato e famiglie in difficoltà: in Puglia emerge il paradosso dello spreco alimentare

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Il nuovo rapporto Waste Watcher fotografa il Mezzogiorno sopra la media italiana. In Puglia il 14,8% delle famiglie è a rischio di povertà alimentare. Ma sul dato regionale diffuso da anni resta una contraddizione da chiarire.

In Italia si butta meno cibo rispetto a un anno fa, ma nel Mezzogiorno lo spreco domestico resta superiore alla media nazionale. E in Puglia il confronto con la povertà alimentare rende il fenomeno ancora più significativo: il 14,8% delle famiglie risulta esposto a questo rischio.

C’è però un altro dato che merita attenzione. La Regione Puglia continua a indicare in oltre 250 tonnellate l’anno la quantità di cibo che finirebbe nella spazzatura sull’intero territorio regionale. Una cifra ufficialmente pubblicata, ma che appare difficilmente conciliabile con le dimensioni dello spreco domestico rilevate a livello nazionale e nel Mezzogiorno.

Al Sud 507,9 grammi di cibo buttati ogni settimana

Il nuovo rapporto Waste Watcher International 2026, realizzato con DISTAL dell’Università di Bologna nell’ambito della campagna Spreco Zero, stima per l’Italia uno spreco domestico medio di 493,7 grammi a persona alla settimana.

Il dato è in calo dell’11,17% rispetto ai 555,8 grammi rilevati nell’agosto 2025. Nel Mezzogiorno, però, si sale a 507,9 grammi pro capite alla settimana, contro i 472,2 grammi del Nord e i 510 del Centro.

Al Sud, inoltre, tra gli alimenti che finiscono più frequentemente nel cestino compaiono le pietanze cucinate in quantità eccessiva, a partire dalla pasta. Il rapporto evidenzia anche un apparente paradosso sociale: le persone con minore potere d’acquisto sprecano il 26% in più rispetto alla media nazionale.

Puglia, il dato delle 250 tonnellate merita un chiarimento

È proprio il confronto con questi numeri a sollevare una questione sul dato pugliese.

Sul proprio portale istituzionale la Regione Puglia scrive che ogni anno oltre 250 tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura. La stessa cifra era stata comunicata nel febbraio 2024 dall’allora assessora regionale all’Ambiente Anna Grazia Maraschio ed è tuttora riportata nelle pagine regionali dedicate alla lotta allo spreco alimentare. La Regione indica inoltre nelle famiglie l’origine del 53% dei rifiuti alimentari.

Il dato, dunque, esiste ed è attribuibile a una fonte istituzionale. Ma preso alla lettera appare incompatibile con l’ordine di grandezza suggerito dalle rilevazioni Waste Watcher.

Basta infatti osservare che 507,9 grammi alla settimana equivalgono a oltre 26 chilogrammi pro capite in un anno. Il valore Waste Watcher riguarda il Mezzogiorno e non può essere automaticamente attribuito alla sola Puglia, ma rende comunque evidente la necessità di chiarire cosa rappresentino esattamente quelle 250 tonnellate indicate dalla Regione.

Non è quindi corretto trasformare automaticamente quel dato in una stima complessiva dello spreco domestico pugliese senza conoscerne metodologia, perimetro e fonte statistica originaria.

Il 14,8% delle famiglie pugliesi a rischio di povertà alimentare

C’è poi l’altra faccia del problema. Un documento della Regione Puglia indica nel 14,8% la quota di famiglie pugliesi a rischio di povertà alimentare, uno dei valori più elevati tra quelli riportati per le regioni italiane.

Nello stesso documento emerge inoltre che le persone raggiunte in Puglia dagli aiuti alimentari attraverso il sistema FEAD sono passate da 140.709 nel 2019 a 226.284 nel 2023, con un aumento del 60,8%.

È questo contrasto a rendere lo spreco alimentare qualcosa di più di una questione ambientale: mentre una parte del cibo acquistato non viene consumata, una quota significativa della popolazione incontra difficoltà nell’accesso a un’alimentazione adeguata.

Recuperare le eccedenze prima che diventino rifiuti

Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari del 29 settembre, richiama l’attenzione sulla prevenzione lungo tutta la filiera: programmazione degli acquisti, corretta conservazione, consumo di prodotti freschi e stagionali e recupero delle eccedenze.

Tra le esperienze già attive viene ricordata anche la Spesa Sospesa di Campagna Amica, attraverso la quale i prodotti agricoli possono essere destinati alle famiglie in difficoltà.

Il punto, tuttavia, non riguarda soltanto i comportamenti individuali. Il target dell’Agenda 2030 richiamato da Waste Watcher è di 369,7 grammi di spreco settimanale pro capite, mentre l’Italia è ancora a 493,7 grammi.

Per la Puglia resta anche una questione di trasparenza dei numeri: capire l’effettiva dimensione dello spreco regionale è il primo passo per stabilire dove intervenire e misurare se le politiche di prevenzione e recupero funzionano davvero.

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