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Dargen D’Amico è un grande evento. Ma piazza XX Settembre è il posto sbagliato

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Criticche non per l’artista, non per Legambiente e non è il concerto, ma per la location inadeguata al pubblico atteso, alla potenza dell’evento e alle esigenze della città.

Questa sera Martina Franca ospita Dargen D’Amico, un artista importante, popolare, molto seguito soprattutto dai giovani e capace di richiamare un pubblico numerosissimo.

Un grande evento e questo va detto senza esitazioni.

Massimo rispetto anche per Legambiente, della quale condividiamo molte battaglie e iniziative.

Il problema è la scelta di piazza XX Settembre.

Ogni manifestazione dovrebbe essere organizzata nel luogo più adatto. Non basta portare un grande nome in città: bisogna considerare il tipo di spettacolo, la capacità di richiamo dell’artista e, soprattutto, il pubblico al quale l’evento si rivolge.

Dargen D’Amico ha un target prevalentemente giovane: ragazzi che vogliono cantare, ballare, muoversi, stare insieme e vivere il concerto in libertà, magari con una birra in mano, ma soprattutto numeroso

Non è un pubblico da spettacolo seduto e silenzioso, ma dinamico, da stadio, da campo sportivo o da una grande area capace di accogliere migliaia di persone in maniera ordinata, sicura e comoda.

Un pubblico da comprimere in piazza XX Settembre.

Un concerto rap e pop fi grande richiamo ha esigenze completamente diverse rispetto a uno spettacolo teatrale, a un incontro culturale o a una manifestazione da seguire restando seduti.

Piazza XX Settembre non è adatta a tutto

Piazza XX Settembre è certamente uno dei luoghi più belli e rappresentativi di Martina Franca, ma proprio per le sue caratteristiche non è adatta a tutto.

È uno spazio limitato, circondato da abitazioni e attività commerciali, con gli alberi al centro che ostacolano la visuale, dividono il pubblico e rendono più complicata la gestione di una grande affluenza.

Lo stadio, il campo sportivo, il Foro Boario, l’area dell’Ortolini o piazza d’Angiò avrebbero consentito di valorizzare meglio l’artista e di accogliere il pubblico con maggiore libertà.

Dargen, con una promozione adeguata, può riempire uno stadio o una grande area. Una scelta diversa avrebbe garantito migliore visibilità, più spazio per muoversi e minori disagi per il centro cittadino.

La rabbia dei commercianti

C’è poi il problema delle attività commerciali.

Da questa mattina numerosi commercianti della piazza e delle zone vicine hanno manifestato rabbia ed esasperazione per la chiusura della viabilità e per le difficoltà di accesso, proprio in un periodo importante per i loro incassi.

Parliamo di attività che stanno già affrontando una diminuzione delle entrate e che, nel pieno della stagione estiva, si ritrovano con strade bloccate, percorsi modificati e una parte importante del centro sottratta alla normale vita commerciale.

Qualcuno potrà sostenere che il concerto porterà gente e produrrà benefici economici, ma considerato può darsi, almeno per alcuni locali. Ma non tutti i flussi di pubblico generano automaticamente vantaggi per tutti.

Un conto è avere una piazza frequentata da persone che passeggiano, si fermano, entrano nei negozi e consumano. Un altro è concentrare migliaia di giovani davanti a un palco, con strade chiuse e accessi limitati.

Amministrare significa prevedere queste conseguenze, ascoltare chi lavora nella zona e trovare un equilibrio tra spettacolo, vivibilità e diritto dei commercianti a svolgere la propria attività.

Il tema dell’impatto acustico

C’è inoltre il tema dell’impatto acustico.

Un concerto di Dargen D’Amico richiede inevitabilmente un impianto sonoro potente, adeguato al genere musicale e alla partecipazione del pubblico. Già durante le prove il volume è apparso molto elevato e la musica risultava chiaramente percepibile ben oltre la piazza.

Non è possibile affermare che siano stati superati i limiti previsti dalla legge, perché questo può essere stabilito soltanto attraverso misurazioni ufficiali(??) ma a Martina Franca questo è un tasto doloroso. È però legittimo chiedere se sia stato predisposto un monitoraggio e se durante il concerto verranno effettuati i controlli necessari.

Le regole devono valere sempre: per gli organizzatori privati, per le associazioni e anche quando l’iniziativa è sostenuta o patrocinata dal Comune.

Anche sotto questo aspetto, una grande area più distante dalle abitazioni sarebbe stata una soluzione più razionale.

Un giudizio espresso prima del concerto

Queste considerazioni vengono pubblicate prima del concerto, non dopo.

Quando un artista con una forte capacità di richiamo viene collocato in uno spazio inadeguato, molte conseguenze possono essere previste prima che si verifichino.

L’auspicio è naturalmente che questa tutto proceda nel migliore dei modi e che il pubblico possa godersi pienamente lo spettacolo.

Il buongusto è che il concerto resti una festa della musica e dei giovani, senza trasformarsi in una passerella politica pre-elettorale.

Proprio perché questa manifestazione rappresenta una straordinaria occasione per Martina Franca, avrebbe meritato una location all’altezza.

Amministrare non significa soltanto poter dire di aver portato un nome importante in città. Significa scegliere il posto giusto, prevedere l’affluenza, rispettare i residenti, tutelare i commercianti e offrire al pubblico le condizioni migliori.

Altrimenti prevale la voglia di apparire, di mostrare la piazza piena e di pubblicare fotografie sui social, senza interrogarsi abbastanza su tutto ciò che accade intorno.

Dargen D’Amico è un grande artista. Il concerto è una bella iniziativa. Ma piazza XX Settembre resta il posto sbagliato.

Quando una buona iniziativa viene organizzata nel luogo sbagliato, si rischia di compromettere ciò che avrebbe potuto rappresentare una splendida occasione per tutta la città.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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