Cellino San Marco, attentato dinamitardo contro un imprenditore: arrestato il presunto esecutore, caccia al complice

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 33enne ritenuto il presunto autore materiale dell’attentato avvenuto nel dicembre 2025. Un secondo indagato risulta irreperibile ed è attivamente ricercato.
I Carabinieri della Compagnia di Brindisi hanno arrestato un 33enne di Cellino San Marco. Gli investigatori lo ritengono il presunto autore materiale dell’attentato dinamitardo contro un imprenditore edile locale.
L’attentato risale alla notte del 13 dicembre 2025. Un ordigno artigianale ad alto potenziale esplose vicino al muro di cinta dell’abitazione dell’imprenditore, in località Albrizzi, a Cellino San Marco.
I militari hanno eseguito l’ordinanza nella mattinata del 17 giugno 2026. Il Gip del Tribunale di Brindisi ha disposto la custodia cautelare in carcere su richiesta della Procura della Repubblica.
Un secondo indagato, anche lui di Cellino San Marco, deve rispondere in concorso degli stessi reati. Il giudice ha disposto per lui gli arresti domiciliari, ma l’uomo risulta irreperibile. Le forze dell’ordine lo stanno cercando.
L’esplosione e il ferimento del presunto attentatore
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’ordigno esplose mentre il presunto attentatore si trovava vicino al punto dell’innesco.
La deflagrazione lo ferì in modo gravissimo. Le lesioni provocarono poi l’amputazione della mano destra.
Dopo lo scoppio, alcuni complici lo accompagnarono al Punto di Primo Intervento di San Pietro Vernotico. I sanitari disposero poi il trasferimento urgente all’ospedale “Perrino” di Brindisi.
Le indagini dei Carabinieri
La Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Brindisi ha condotto le indagini con la Stazione Carabinieri di Cellino San Marco.
La Procura della Repubblica di Brindisi ha coordinato gli accertamenti.
Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dell’attentato. Hanno inoltre raccolto gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due indagati.
Durante l’inchiesta, i Carabinieri hanno superato anche l’iniziale reticenza di alcuni testimoni.
Le accuse contestate
La Procura contesta agli indagati il concorso nella detenzione e nel porto illegale di esplosivi in luogo pubblico.
Contesta inoltre la pubblica intimidazione con uso di armi.
Secondo l’accusa, i due avrebbero agito di notte e in una zona abitata. Questi elementi aggravano il quadro contestato.
Nel provvedimento cautelare, il Gip richiama il rischio di reiterazione del reato. Il giudice segnala il radicamento dell’indagato sul territorio, la disponibilità di armi e i presunti legami con ambienti criminali.
Secondo gli atti, il 33enne avrebbe agito mentre risultava già sottoposto a una precedente misura cautelare.
Arresto eseguito, proseguono le ricerche
Al termine delle formalità, i Carabinieri hanno trasferito l’arrestato nella Casa Circondariale di Brindisi.
L’uomo resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Proseguono le ricerche del secondo indagato, che al momento risulta irreperibile.
Gli indagati devono considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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