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La Puglia perde studenti: l’allarme UIL Scuola sul futuro delle comunità

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La UIL Scuola Puglia denuncia il calo di 11.709 alunni nel prossimo anno scolastico. Verga: “La desertificazione scolastica è anche sociale ed economica”.

La Puglia perderà 11.709 alunni nel prossimo anno scolastico, passando da 506.326 studenti a 494.456.
La UIL Scuola Puglia lancia l’allarme sulla desertificazione scolastica e chiede interventi immediati alla politica regionale.
Il calo riguarda tutte le province pugliesi e rischia di produrre effetti pesanti su organici, autonomie scolastiche e offerta formativa.

Il dato, emerso dall’incontro dell’Esecutivo regionale della UIL Scuola Puglia, viene definito dal sindacato “un vero e proprio campanello d’allarme che continua a essere sottovalutato dalla politica regionale e dall’assessorato competente”.

La diminuzione interesserà tutte le province pugliesi. Bari perderà 4.174 alunni, la BAT 1.058, Brindisi 755, Foggia 1.589, Lecce 2.267 e Taranto 2.170. Numeri che, secondo la UIL Scuola Puglia, non raccontano soltanto la denatalità, ma una crisi più profonda che riguarda lavoro, famiglie, giovani e tenuta sociale dei territori.

Da tempo denunciamo il rischio della desertificazione scolastica della nostra regione – dichiara Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia – ma continuiamo a registrare un preoccupante silenzio istituzionale. La riduzione degli alunni non è soltanto il risultato della denatalità. Dietro questi numeri c’è una realtà ben più complessa e drammatica: migliaia di giovani e di famiglie scelgono di lasciare la Puglia per cercare altrove occupazioni stabili, salari più dignitosi e maggiori opportunità di crescita professionale”.

Il sindacato evidenzia il rischio di conseguenze dirette sull’intero sistema educativo regionale. Il calo degli studenti può tradursi in riduzione degli organici, diminuzione delle autonomie scolastiche, nuovi accorpamenti e progressivo impoverimento dell’offerta formativa.

Le ricadute potrebbero essere ancora più gravi nei territori fragili e nelle aree interne, dove la scuola rappresenta spesso uno degli ultimi presidi pubblici rimasti.

Quando una scuola perde studenti – prosegue Verga – non perde soltanto numeri. Perde risorse, servizi, opportunità educative e capacità di presidio sociale. La chiusura o il ridimensionamento di una scuola rappresenta spesso il primo segnale del declino di una comunità. Per questo la desertificazione scolastica è anche desertificazione sociale ed economica”.

La UIL Scuola Puglia chiede ora un confronto serio tra Governo, Regione e rappresentanti pugliesi in Parlamento. Per il sindacato non basta più fotografare il problema: servono misure straordinarie per sostenere le famiglie, creare lavoro stabile e qualificato, contrastare l’emigrazione giovanile e difendere la presenza delle scuole nei territori.

“Non è più il tempo delle analisi – conclude Verga –. Servono interventi straordinari. Se non si interviene subito, il rischio è quello di assistere impotenti allo svuotamento progressivo delle nostre comunità e alla perdita di una parte fondamentale del futuro della Puglia”.

Il calo degli alunni diventa così uno dei segnali più evidenti della crisi demografica e sociale regionale. La scuola, secondo la UIL, non è soltanto un servizio educativo, ma un presidio di comunità. Difenderla significa difendere il futuro della Puglia.

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