Bari riscopre i suoi lungomari: premiata la tesi di sei giovani architetti del Politecnico

Il Comune di Bari assegna una borsa di studio a sei neoarchitetti del Politecnico. La loro ricerca sui lungomari monumentali e sull’area di Marisabella approda alla Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
BARI – Sei giovani architetti del Politecnico di Bari hanno trasformato una ricerca accademica in un progetto capace di raccontare il passato e immaginare il futuro della città. La loro tesi, dedicata alla modernità dei lungomari monumentali di Bari, ha ottenuto una borsa di studio del Comune e sarà esposta alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
Il riconoscimento premia un lavoro che unisce storia urbana, architettura e progettazione contemporanea. Al centro dello studio c’è il rapporto tra Bari e il mare, elemento che ha accompagnato la crescita della città negli ultimi due secoli.
Una ricerca che racconta la trasformazione di Bari
La tesi, sviluppata nel Dipartimento di Architettura, Costruzione e Design del Politecnico di Bari, porta la firma di Alessia Biagiotti, Alessia Camporeale, Tiziana Caravella, Stella Conte, Nicola Antonio Corallo e Michele Dell’Olio, sotto la guida del professor Matteo Ieva.
Attraverso oltre 260 pagine di analisi, i giovani ricercatori ricostruiscono l’evoluzione urbanistica del capoluogo pugliese. Lo studio parte dalla Bari racchiusa nelle mura medievali e segue il percorso che ha portato alla nascita della città moderna.
La ricerca mette in evidenza come l’espansione urbana sia stata influenzata da esigenze sanitarie, demografiche ed economiche. Proprio queste trasformazioni hanno cambiato il volto della città tra Ottocento e Novecento.
I lungomari simbolo della Bari moderna
Uno dei capitoli più significativi riguarda la nascita dei lungomari monumentali. Negli anni Venti e Trenta del Novecento, infatti, Bari avvia una profonda stagione di rinnovamento urbanistico che trasforma il rapporto tra la città e il mare.

Lungomare Nazario Sauro e Lungomare Vittorio Veneto diventano il simbolo di questa nuova identità urbana. Ancora oggi rappresentano una delle immagini più riconoscibili del capoluogo pugliese.
Secondo gli autori della tesi, questi spazi non sono soltanto infrastrutture cittadine. Al contrario, costituiscono il luogo in cui architettura, paesaggio e storia si incontrano, contribuendo a definire l’identità stessa di Bari.
Il ruolo dell’architetto Saverio Dioguardi
Lo studio dedica ampio spazio anche alla figura di Saverio Dioguardi, tra i protagonisti dell’architettura pugliese del Novecento.
Dioguardi contribuisce in maniera decisiva alla costruzione dell’immagine monumentale della città. Le sue opere lungo il fronte mare rappresentano ancora oggi testimonianze significative di quella stagione di sviluppo urbano.
I ricercatori hanno analizzato documenti storici, elaborati tecnici e materiali conservati negli archivi cittadini. Grazie a questo lavoro è stato possibile ricostruire il valore architettonico e simbolico di alcuni edifici che continuano a caratterizzare il panorama urbano barese.
Marisabella e la proposta per il futuro
La tesi non guarda soltanto al passato. Una parte importante della ricerca è dedicata infatti all’area portuale di Marisabella, oggi caratterizzata dalla presenza di ampie superfici asfaltate e parcheggi.
I sei neoarchitetti propongono una nuova visione dell’area. Il progetto prevede spazi verdi, percorsi pubblici, nuove funzioni culturali e un Museo del Mare capace di rafforzare il legame tra cittadini e waterfront.
L’obiettivo è creare una nuova porta urbana affacciata sul mare, valorizzando un settore strategico della città senza alterarne l’identità storica.
Dalla tesi universitaria alla Biennale di Venezia
Il valore della proposta ha convinto la commissione che ha selezionato il progetto per l’esposizione alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.
Si tratta di un risultato importante non solo per i giovani progettisti, ma anche per il Politecnico di Bari e per la città stessa. La ricerca dimostra infatti come lo studio della storia urbana possa diventare uno strumento concreto per progettare il futuro.
Attraverso questa tesi, Bari racconta la propria evoluzione e rilancia una riflessione sul rapporto tra spazio pubblico, architettura e mare, elementi che continuano a definire l’identità del capoluogo pugliese.























