Rifiuti illeciti nelle campagne pugliesi, Comuni sotto pressione per le bonifiche

La Regione Puglia è sollecitata a rendere operativo e più capiente il fondo per aiutare i Comuni nella rimozione dei rifiuti abbandonati. In Capitanata la situazione resta critica, con decine di siti censiti e costi elevati per le bonifiche.
La Regione Puglia è chiamata a sbloccare e rafforzare il fondo destinato ai Comuni per affrontare l’emergenza dei rifiuti illeciti nelle campagne pugliesi.
Il tema è tornato al centro del dibattito politico dopo la richiesta di accelerare sull’erogazione delle risorse già annunciate nella precedente consiliatura.
Fondo regionale ancora in attesa di diventare operativo
Il fondo previsto ammontava a 2 milioni di euro. La cifra non risolve da sola il problema, ma rappresenta un primo intervento concreto.
Quelle risorse servirebbero a sostenere gli enti locali nelle attività di raccolta, rimozione e smaltimento dei rifiuti abbandonati illegalmente. Il problema riguarda strade, terreni pubblici, aree agricole e zone periferiche.
Il nodo, oggi, è rendere effettivo il sostegno economico. I Comuni chiedono tempi certi, perché l’emergenza ambientale non può essere affrontata solo con risorse locali.
I costi delle bonifiche pesano sui bilanci comunali
Il problema riguarda l’intera Puglia, ma assume proporzioni particolarmente gravi in provincia di Foggia. In Capitanata, molti Comuni devono gestire costi elevati per bonificare siti contaminati.
Si tratta spesso di ecoballe, rifiuti speciali e materiali sversati abusivamente. Le spese di rimozione e smaltimento possono diventare molto pesanti per enti già in difficoltà.
Secondo quanto emerso in Commissione Agricoltura, molti Comuni non dispongono di risorse sufficienti per affrontare l’emergenza. I soli bilanci comunali non bastano.
Il punto più delicato riguarda i terreni privati. Quando i proprietari risultano estranei agli sversamenti, i Comuni possono essere chiamati comunque a intervenire per ragioni di salute pubblica e tutela ambientale.
Un caso richiamato riguarda il Comune di Candela. Un provvedimento del Tribunale di Foggia ha imposto all’ente di sostituirsi ai privati nella bonifica di alcuni suoli agricoli.
Una situazione simile potrebbe ripetersi in diversi Comuni della Capitanata. Per questo viene chiesto un intervento regionale più chiaro, più rapido e più strutturale.
In Capitanata censiti 30 siti con 400 tonnellate di rifiuti
I numeri confermano la gravità della situazione. Nel solo territorio dei Cinque Reali Siti e di Cerignola risultano censiti circa 30 siti.
Si tratta di terreni privati e capannoni dismessi. Al loro interno sarebbero presenti circa 400 tonnellate di rifiuti illeciti.
Lo smaltimento richiederebbe una spesa stimata tra 500 mila e 600 mila euro. Sono cifre che molti Comuni non possono sostenere senza un aiuto regionale.
La richiesta alla Regione Puglia è chiara. Da un lato occorre completare i passaggi amministrativi necessari per rendere operative le risorse. Dall’altro serve rendere strutturale il fondo anche nei prossimi esercizi finanziari.
L’obiettivo è includere anche i casi in cui i Comuni siano costretti a intervenire su terreni privati. Questa possibilità dovrebbe valere quando sia accertata l’estraneità dei proprietari rispetto agli sversamenti.
Più controlli contro gli sversamenti illegali
Accanto al tema economico, resta aperta la questione dei controlli. La proposta è rafforzare le competenze di vigilanza ambientale della Polizia Provinciale di Foggia.
Il territorio della Capitanata è vasto e complesso. Proprio per questo viene considerato particolarmente esposto al rischio di traffici illeciti di rifiuti.
La Capitanata viene indicata come un territorio da proteggere con maggiore attenzione. La sua posizione geografica e la vicinanza ad aree già colpite dalla criminalità ambientale aumentano il rischio di nuovi sversamenti.
Il timore è che i flussi illegali possano spostarsi verso le campagne pugliesi. Questo aggraverebbe una situazione già difficile per Comuni, cittadini e imprese agricole.
Una sfida per ambiente, salute e agricoltura
La bonifica dei rifiuti illeciti non riguarda solo il decoro del territorio. Tocca la salute dei cittadini, la sicurezza ambientale e la tutela del paesaggio.
In gioco c’è anche la credibilità del comparto agricolo pugliese. Le campagne sono una risorsa economica, produttiva e identitaria per la regione.
Per questo il fondo regionale viene considerato uno strumento necessario. Non solo per rimuovere i rifiuti già presenti, ma anche per aiutare i Comuni a reagire in tempi rapidi.
La lotta agli sversamenti illegali richiede risorse, controlli e collaborazione istituzionale. Senza un intervento strutturale, il peso dell’emergenza continuerà a ricadere sugli enti locali.























