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Ospedale Giannuzzi di Manduria, la rabbia dei familiari

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Segnalazioni da diversi reparti, criticità nell’assistenza, tensioni con i familiari dei ricoverati e fotografie che mostrano rifiuti accumulati vicino alle finestre.

MANDURIA 9 Giugno 2026– Le immagini parlano da sole. Sacchi e materiale destinato allo smaltimento accumulati vicino alle finestre di un ospedale pubblico. Fotografie che stanno circolando tra cittadini e utenti e che hanno finito per diventare il simbolo di un malessere molto più profondo che riguarda l’ospedale Giannuzzi di Manduria.

Non è soltanto una questione di decoro. Non è soltanto una questione estetica. Quelle immagini raccontano la percezione di un presidio sanitario che, secondo numerose testimonianze raccolte dalla redazione, attraversa una delle fasi più difficili della sua storia recente.

Ospedale Giannuzzi di Manduria, le segnalazioni dei familiari

Le segnalazioni arrivano da più fronti e riguardano l’organizzazione generale dell’ospedale. Il reparto di Medicina Interna è quello che viene indicato più frequentemente dai familiari dei ricoverati come il luogo dove emergono le maggiori criticità.

Diversi cittadini raccontano di anziani lasciati per lunghe ore senza l’assistenza che si aspettavano di ricevere, di pazienti fragili che necessiterebbero di maggiore attenzione e di una struttura che appare costantemente sotto pressione.

Molte delle testimonianze raccolte parlano di un clima di esasperazione crescente. Non mancano infatti le lamentele relative ai rapporti con alcuni operatori.

Diversi familiari riferiscono di aver incontrato difficoltà nell’ottenere informazioni sui propri cari, mentre altri raccontano di discussioni e momenti di tensione verificatisi con alcune infermiere

Una familiare si sarebbe rivolta ai Carabinieri

Tra i casi segnalati alla redazione vi sarebbe anche quello di una familiare che, esasperata dalla situazione vissuta all’interno dell’ospedale, avrebbe deciso di rivolgersi ai Carabinieri per rappresentare quanto accaduto e chiedere l’intervento delle autorità competenti.

Un episodio che testimonia il livello di preoccupazione raggiunto da alcuni utenti della struttura e che rende necessario un chiarimento da parte degli organi competenti.

Medicina Interna, le contestazioni sull’organizzazione del reparto

Le contestazioni riguardano anche l’organizzazione del reparto di Medicina Interna. Secondo fonti considerate attendibili dalla redazione, il primario, proveniente da altra sede, sarebbe presente a Manduria soltanto in alcuni giorni della settimana.

Una situazione che, secondo le testimonianze raccolte, contribuirebbe ad alimentare la percezione di una guida non costantemente presente nella vita quotidiana del reparto.

Rifiuti vicino alle finestre: le immagini che fanno discutere

Ma sarebbe un errore limitare il problema alla sola Medicina Interna. La sensazione che emerge dalle numerose segnalazioni ricevute è quella di un ospedale che nel suo complesso fatica a garantire standard organizzativi adeguati alle aspettative dei cittadini.

Le criticità denunciate riguardano infatti diversi servizi e diversi reparti, alimentando la convinzione che il problema sia ormai strutturale e non circoscritto a singole situazioni.

Le immagini dei rifiuti accumulati vicino alle finestre rappresentano probabilmente la sintesi più efficace di questo malessere. In una struttura che dovrebbe essere il luogo della cura, dell’ordine e della sicurezza, quelle fotografie trasmettono invece una sensazione di trascuratezza che ha colpito profondamente l’opinione pubblica.

Sanità ionica, il nodo della gestione del territorio

A tutto questo si aggiungono problematiche che da anni accompagnano la sanità ionica: carenza di personale, difficoltà organizzative, reparti che lavorano sotto pressione e una crescente difficoltà nel garantire servizi sempre più richiesti da una popolazione che invecchia e che necessita di assistenza continua.

C’è poi una questione che molti cittadini sollevano sempre più spesso. Per anni la sanità tarantina è stata guidata da dirigenti che conoscevano direttamente il territorio, i suoi ospedali e le esigenze delle comunità locali.

Oggi la percezione diffusa è che questa conoscenza si sia progressivamente allontanata dai luoghi in cui i problemi nascono e si manifestano quotidianamente.

Non è una questione di provenienza geografica, ma di conoscenza diretta delle esigenze reali del territorio e della capacità di intervenire tempestivamente sulle criticità.

Il risultato è che molti cittadini hanno la sensazione di una sanità amministrata sempre più a distanza e sempre meno presente sul campo.

Una percezione che, giusta o sbagliata che sia, contribuisce ad alimentare la sfiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie.

Si salvano Radiologia, Rianimazione, Ortopedia e Nefrologia

In questo scenario, pochi reparti continuano a raccogliere giudizi positivi da parte degli utenti. Radiologia, Rianimazione, Ortopedia e Nefrologia vengono frequentemente indicati come esempi di professionalità e capacità organizzativa.

Realtà che dimostrano come all’interno del Giannuzzi esistano ancora competenze e servizi apprezzati dalla popolazione.

Ma il punto non è questo. Un ospedale non può essere valutato soltanto per alcuni reparti che funzionano. Un presidio sanitario deve essere in grado di offrire qualità, efficienza e assistenza in ogni sua articolazione.

Quale futuro per l’ospedale Giannuzzi di Manduria?

La vera domanda che il territorio si pone è semplice: quale futuro attende il Giannuzzi?

Nessuno parla oggi di provvedimenti ufficiali di chiusura, ma molti temono che il progressivo sviluppo del nuovo assetto sanitario provinciale possa ridurre ulteriormente il ruolo di un ospedale che per decenni è stato un punto di riferimento per Manduria e per l’intero comprensorio.

Manduria non chiede privilegi

Chiede semplicemente un ospedale efficiente, decoroso, organizzato e capace di garantire ai cittadini quel diritto alla salute che la Costituzione riconosce a tutti.

Le immagini dei rifiuti accumulati vicino alle finestre, insieme alle numerose testimonianze raccolte, dimostrano che le risposte non possono più essere rinviate.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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