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Martina differenzia, il Comune spende: 53mila euro per il concerto flop di piazza XX Settembre

I cittadini fanno la differenziata e il Comune risparmia 124.537 euro. Poi ne spende 53mila per un concerto flop che paralizza piazza XX Settembre.

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I cittadini consentono di risparmiare 124.537 euro con la raccolta differenziata. L’Assessorato all’Ambiente ne impegna quasi la metà per un evento che ha paralizzato il centro e lasciato la piazza semivuota.

Concerto flop D’Argen D’Amico grazie ai cittadini di Martina Franca che si impegnano, separano i rifiuti, cambiano le proprie abitudini e consentono al Comune di risparmiare. L’Amministrazione ringrazia e festeggia. Poi prende una parte consistente di quel risparmio e la investe in un concerto che si trasforma in un flop.

È quanto accaduto con l’evento di FestambienteSud e il concerto di Dargen D’Amico, organizzato il 22 luglio in piazza XX Settembre.

L’assessore all’Ambiente Francesco Aquaro aveva annunciato con grande soddisfazione che, grazie all’aumento della raccolta differenziata e alla riduzione dei rifiuti conferiti in discarica, il Comune aveva ottenuto un risparmio netto di 124.537 euro nel periodo compreso tra febbraio e maggio 2026.

L'assessore all'Ambiente Francesco Aquaro
L’assessore all’Ambiente Francesco Aquaro ha utilizzato euro 53.000 , pari al 50%, grazie all’aumento della raccolta
differenziata e alla riduzione dei rifiuti conferiti in discarica.

Un risultato importante. Ma soprattutto un risultato ottenuto dai cittadini. Perché la raccolta differenziata non la fanno gli assessori durante le conferenze stampa. La fanno ogni giorno le famiglie, i commercianti, gli anziani e tutti coloro che dividono carta, plastica, vetro, organico e indifferenziato.

Sono i cittadini a perdere qualche minuto in più. A rispettare calendari e regole e, in definitiva, consentito quel risparmio.

Da 124mila euro risparmiati a 53mila euro spesi

Di quei 124.537 euro risparmiati, 53.000 euro sarebbero stati destinati all’appuntamento di FestambienteSud culminato nel concerto di Dargen D’Amico

Di quei 124.537 euro risparmiati, 53.000 euro sarebbero stati destinati all’appuntamento di FestambienteSud culminato nel concerto di Dargen D’Amico. Quasi la metà del risparmio ottenuto in quattro mesi grazie all’impegno dei martinesi. Il Comune differenzia i rifiuti, ma evidentemente non differenzia le spese utili da quelle che rischiano di trasformarsi in uno spreco.

Perché non è in discussione Legambiente. Legambiente, semmai, rischia di essere la prima vittima di una scelta amministrativa sbagliata: quella della sede, dell’organizzazione e della sproporzione fra costi sostenuti e risultato ottenuto. L’evento era stato presentato come uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’estate martinese. L’assessore Aquaro aveva parlato di una manifestazione capace di unire intrattenimento, ambiente, migrazioni e impegno civile. Le intenzioni erano nobili. Il risultato, però, è stato ben diverso.

Una piazza semivuota e un’intera zona paralizzata. In pratica un Flop

Esposizione di bagni chimici nel salotto buono della città.
Tante critiche per l’esposizione di bagni chimici per l’evento

Piazza XX Settembre non era il luogo adatto. Puglia Press lo aveva scritto prima del concerto, quando era ancora possibile ragionare e correggere la scelta. Non lo diciamo oggi, a evento concluso, per salire sul carro delle polemiche. Lo avevamo detto in anticipo: piazza XX Settembre, per un appuntamento di questo genere, avrebbe creato problemi alla circolazione, alle attività commerciali e all’intero accesso alla città.

Sarebbe stato più opportuno Ortolini o Piazza D’Angiò. Così è stato. Per predisporre il palco e gli spazi necessari sono stati rimossi o fortemente limitati i tavolini dei locali della piazza. Bar, attività di somministrazione e ristoratori, proprio nel cuore dell’estate, hanno dovuto subire le conseguenze di una giornata praticamente paralizzata.

Parliamo di operatori che attendono la stagione estiva per recuperare mesi difficili e che, anziché beneficiare dell’evento, si sono ritrovati con meno spazio, meno clienti e maggiori disagi. Il concerto avrebbe dovuto portare pubblico e movimento economico. Ha prodotto, invece, una piazza con poche centinaia di persone e commercianti esasperati. Una sproporzione evidente tra le aspettative annunciate, il costo sostenuto e il risultato effettivamente ottenuto.

Un palco e un impianto da stadio in una piazza inadatta

A rendere ancora più evidente la sproporzione è stata la struttura allestita in piazza XX Settembre. Un palco enorme e un impianto di amplificazione dalle dimensioni più adatte a uno stadio o a una grande arena che a una piazza cittadina circondata da bar, attività commerciali e abitazioni. Una struttura imponente, costosa e invasiva, del tutto sproporzionata rispetto alle dimensioni della piazza e, soprattutto, rispetto alla presenza effettiva del pubblico. L’immagine del grande palco davanti a poche centinaia di persone rappresenta meglio di qualsiasi comunicato il risultato dell’evento.

Il messaggio agli automobilisti: non entrate a Martina proseguite per Taranto, Ceglie Messapica

Una delle due deviazioni stradali obbligate per chi arrivava da Locorotondo, l’altra da Via Taranto fino a Corso Italia

Il danno non si è fermato a piazza XX Settembre. La gestione della viabilità ha creato confusione lungo corso Italia e agli accessi alla città. Chi arrivava da Locorotondo o da Alberobello si trovava davanti deviazioni, chiusure e percorsi poco comprensibili. Invece di essere accompagnato verso il centro, il visitatore veniva praticamente invitato a continuare il proprio viaggio.

Il messaggio implicito era semplice:, Da Via Vappe d’Itria o da Corso Italia:

“Non entrate a Martina. Proseguite verso Ceglie, Taranto o un’altra destinazione”.

E in tanti lo hanno fatto. hi avrebbe potuto fermarsi in un ristorante, in una pizzeria, in un bar o passeggiare nel centro storico ha preferito evitare il caos e andare altrove.

Quindi non soltanto il concerto non ha prodotto il pubblico atteso, ma l’organizzazione ha rischiato di allontanare anche coloro che sarebbero venuti a Martina indipendentemente dall’evento. Un capolavoro amministrativo al contrario.

Esistevano luoghi più adatti

Le alternative c’erano. L’evento avrebbe potuto svolgersi nel parcheggio dell’ex Foro Boario, dove sarebbe stato possibile organizzare palco, pubblico, parcheggi e sicurezza senza bloccare il cuore commerciale della città. Oppure, ancora meglio, agli Ortolini.

Una collocazione più ampia, più facilmente gestibile e persino più coerente con una manifestazione promossa da Legambiente. A Ortolini si sarebbe potuto parlare davvero di ambiente, natura e sostenibilità, evitando di trasformare piazza XX Settembre in un’area blindata per l’intera giornata.

Ma si è preferita la piazza centrale. Forse perché offre fotografie più belle. Forse perché garantisce maggiore visibilità politica. Peccato che le fotografie non possano riempire gli spazi vuoti e non possano cancellare il malcontento di commercianti e cittadini.

L’impegno è dei cittadini, la spesa è dell’Amministrazione

Ed è questo il punto politico. Il Comune annuncia il risparmio ottenuto con la differenziata, il merito presentato come un successo dell’Amministrazione.

Quando però una parte rilevante di quelle risorse viene impiegata per un evento costoso, organizzato nel posto sbagliato e conclusosi con un risultato deludente, la responsabilità non può essere scaricata sui cittadini, sugli artisti o su Legambiente, na su chi ha voluto l’evento, tra l’altro organizzato male senza una adeguata campagna pubblicitaria.

La scelta è politica. La scelta appartiene all’Assessorato all’Ambiente e all’Amministrazione comunale. I cittadini hanno fatto la loro parte. Hanno differenziato. Rispettato le regole nel conferimento dei rifiuti. Consentito al Comune di risparmiare 124.537 euro in quattro mesi.

’Amministrazione, dal canto suo, avrebbe impegnato 53.000 euro per un appuntamento che non ha prodotto il risultato promesso e che ha provocato pesanti disagi alla città e alle attività economiche. In pratica, i cittadini risparmiano e il Comune spende. Male.

Aquaro spieghi costi e risultati

“A questo punto l’assessore Francesco Aquaro” -ci hanno detto questa mattina dei cittadini esasperati – “dovrebbe spiegare pubblicamente alcuni aspetti. Quanto è costato esattamente l’intero evento? Quali somme sono state sostenute direttamente dal Comune? Quali costi sono stati coperti dagli sponsor? Quante persone erano realmente presenti in piazza? (poco meno di 300) Quale ritorno economico è stato prodotto per le attività commerciali? E soprattutto: perché è stata scelta piazza XX Settembre, nonostante fossero prevedibili i problemi alla viabilità e alle attività di somministrazione? Non servono comunicati celebrativi.

Servono numeri, atti e risposte. Perché i 124.537 euro risparmiati grazie alla differenziata non appartengono a un assessore e non rappresentano un premio da spendere liberamente. Sono risorse pubbliche. Sono il risultato dell’impegno quotidiano dei cittadini martinesi. E meritavano certamente un investimento migliore di un concerto flop che, per un’intera giornata, ha paralizzato una piazza, danneggiato gli operatori economici e complicato l’ingresso in città. La raccolta differenziata ha funzionato. La scelta politica, decisamente meno.

Antonio Rubino

Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa 

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