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Fallimento e nuova società a Taranto: sette indagati, sequestro da oltre 1,2 milioni

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L’operazione della Guardia di Finanza dopo il fallimento di un’impresa nel 2023. Il giudice non ha accolto la richiesta di misure cautelari personali.

TARANTO, 22 ottobre 2026 – Un’azienda sequestrata, beni per oltre 1,2 milioni di euro e sette persone indagate. È il bilancio dell’operazione eseguita ieri, 21 ottobre, dalla Guardia di Finanza di Taranto nell’ambito di un’inchiesta su una presunta bancarotta fraudolenta. Al centro delle indagini, il patrimonio di un’impresa fallita nel 2023 che, secondo gli investigatori, sarebbe stato trasferito a una nuova società riconducibile agli stessi soggetti.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto, su richiesta della Procura, ed eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria.

Le ipotesi di reato comprendono bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, occultamento della documentazione contabile e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Dal fallimento del 2023 alla nuova società

L’inchiesta nasce dal fallimento, dichiarato nel 2023, di un’impresa tarantina gravata da rilevanti debiti nei confronti dell’Erario.

Secondo la ricostruzione investigativa, il patrimonio aziendale sarebbe stato sottratto alla società fallita e trasferito a una nuova impresa, anch’essa con sede a Taranto e operante nel medesimo settore commerciale.

La nuova società, attiva nel commercio all’ingrosso di generi alimentari, sarebbe stata riconducibile di fatto agli stessi soggetti legati all’impresa fallita.

È questo il passaggio centrale dell’indagine: verificare se, attraverso la nuova società, siano stati sottratti beni e risorse al patrimonio dell’impresa fallita, con possibili conseguenze per i creditori e per il recupero dei debiti tributari.

Sequestrata l’azienda, nessuna misura cautelare personale

Il giudice ha disposto il sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale, delle quote della nuova società e di beni nella disponibilità degli indagati.

La società sequestrata è stata affidata a un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Taranto.

C’è però un altro elemento significativo nel provvedimento. La Procura aveva chiesto anche l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti degli indagati, ma il giudice non ha accolto la richiesta, ritenendo non attuali le esigenze cautelari prospettate.

Il procedimento riguarda complessivamente sette persone, tra soci, amministratori e dipendenti, di fatto e di diritto, delle imprese coinvolte.

Per uno degli indagati, già detenuto per altri motivi, viene inoltre ipotizzato il reato di indebito utilizzo di un apparecchio telefonico all’interno di un istituto penitenziario.

Cosa succede adesso

L’azienda resta sottoposta ad amministrazione giudiziaria nell’ambito del sequestro preventivo. Il comunicato della Guardia di Finanza non chiarisce se l’attività commerciale proseguirà né fornisce dettagli sulla situazione dei dipendenti.

Restano inoltre da conoscere l’ammontare preciso dei debiti fiscali contestati alla società fallita e il valore delle attività che sarebbero state trasferite alla nuova impresa.

L’inchiesta è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni costituiscono ipotesi di reato e il sequestro ha natura provvisoria: nessuna responsabilità penale può considerarsi accertata prima di una sentenza definitiva di condanna.

Redazione Pugliapress

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