Puglia, vino in eccedenza e pesca in difficoltà: i numeri della crisi e le mosse della Regione

La Regione porta in Commissione le misure per due comparti sotto pressione. Nel vitivinicolo pesa soprattutto il vino rosso, mentre per la pesca oltre il 60% delle risorse FEAMPA risulta già impegnato. Resta aperto il nodo dello schedario dei vigneti.
La crisi dell’agricoltura e della pesca pugliese entra nei numeri. E alcuni sono più significativi dell’allarme generico: circa 4 milioni e 29 mila ettolitri di vino risultano in eccedenza in Puglia e l’83% è costituito da rossi. Sul fronte della pesca, invece, la Regione dispone di 81 milioni di euro del programma FEAMPA 2021-2027, con oltre il 60% già impegnato.
Sono i dati emersi durante le audizioni della IV Commissione del Consiglio regionale della Puglia, dove sono finite contemporaneamente le difficoltà di due comparti strategici: vitivinicoltura e pesca.
Vino pugliese, il problema non è soltanto produrre troppo
Sul comparto vitivinicolo il quadro illustrato alla Commissione va oltre la fotografia delle cantine piene.
Secondo quanto riferito dal dirigente regionale Luigi Trotta, l’eccedenza è di circa 4,029 milioni di ettolitri, costituita per l’83% da vini rossi. La Regione inquadra però la situazione in una crisi più ampia, europea e internazionale, caratterizzata anche dalla diminuzione dei consumi.
L’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli ha indicato tra gli strumenti già adottati la riduzione delle rese, introdotta nel 2023 e confermata quest’anno. Nei programmi OCM vino la Regione sta inoltre privilegiando produzioni ritenute meno esposte alla sovrapproduzione, tra cui bianchi, metodo classico e Nero di Troia.
Tra le ipotesi indicate c’è anche il ricorso agli strumenti europei che consentono interventi straordinari sulle superfici vitate. Prima, però, c’è un passaggio tutt’altro che secondario.
Il nodo irrisolto dello schedario viticolo
È probabilmente questo l’elemento che merita maggiore attenzione.
L’allineamento dello schedario viticolo pugliese non è ancora completato e, secondo quanto emerso in Commissione, ciò impedisce di avere un quadro definitivo delle superfici e di individuare quelle non autorizzate. La Regione ha riferito di avere sollecitato l’avanzamento delle verifiche affidate ai CAA.
Il tema diventa particolarmente delicato in una fase nella quale l’offerta supera la capacità del mercato di assorbirla.
Durante l’audizione è stata inoltre sollevata la questione dei centri di raccolta e delle possibili distorsioni nella formazione dei prezzi, oltre al rischio di commistioni irregolari fra uva da tavola e uva da vino. Paolicelli ha annunciato controlli mirati con le forze dell’ordine e la cabina di regia.
Si tratta, è bene precisarlo, di criticità segnalate durante l’audizione e non della prova che tali irregolarità interessino indistintamente gli operatori del settore.
Pesca, 11 milioni per fronteggiare il caro carburante
Anche il comparto della pesca affronta costi e difficoltà che stanno mettendo sotto pressione le imprese.
La dotazione pugliese del FEAMPA ammonta a 81 milioni di euro. Secondo l’assessore Paolicelli, oltre il 60% risulta già impegnato; considerando anche le somme prenotate, la copertura arriva a circa 60 milioni, pari al 70% del programma.
Una delle misure più rilevanti riguarda il caro carburante. Lo stanziamento, inizialmente pari a 800 mila euro, è stato portato a circa 11 milioni, attraverso la rimodulazione di altre misure, già trasmessa a Bruxelles per l’approvazione.
Il risultato del bando sarà importante anche per decidere se spostare ulteriori risorse dagli investimenti al sostegno diretto della capacità di tenuta delle imprese.
Ci sono poi segnali che mostrano quanto sia complesso trasformare i fondi disponibili in investimenti effettivi. Per la sostituzione dei motori sono stati impegnati 1,2 milioni, ma soltanto quattro domande sono risultate finanziabili. Nell’acquacoltura, su 7,5 milioni messi a bando, solo tre progetti sono risultati finanziabili per circa 2 milioni.
Cosa succede adesso
Per il vino il prossimo passaggio politico indicato dall’assessore è la Commissione Politiche Agricole del 22 settembre, dove dovrebbe arrivare la proposta di revisione dell’OCM vino, con maggiore attenzione anche alla promozione sui mercati dell’Unione europea.
Per la pesca, invece, dopo la chiusura dei bandi di settembre e ottobre la Regione valuterà eventuali nuove rimodulazioni. Da novembre è previsto l’avvio della fase dedicata alle misure immateriali, alle sperimentazioni e agli interventi innovativi.
La questione comune ai due settori, quindi, non è soltanto quante risorse siano disponibili. Il punto sarà capire quanto rapidamente gli strumenti annunciati riusciranno a trasformarsi in sostegno concreto per imprese, viticoltori e pescatori pugliesi.

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