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Bari, migliaia di olivicoltori in piazza: «Senza risposte porteremo la protesta a Roma»

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Produttori, frantoiani e cooperative da tutta la Puglia chiedono interventi contro la crisi del settore. Alle 17 previsto un confronto in Regione con l’ABI.

BARI, 12 ottobre 2026 – La crisi dell’olivicoltura pugliese arriva davanti alla Prefettura di Bari. Questa mattina, lunedì 12 ottobre, produttori di olive, frantoiani e rappresentanti delle cooperative agricole si sono mobilitati per chiedere risposte immediate al Governo e alla Regione Puglia. La manifestazione è organizzata da Orgoglio Olivicolo, il comitato nazionale che riunisce diverse realtà della filiera.

Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, la partecipazione è nell’ordine delle migliaia di persone. Il numero effettivo dei manifestanti non è al momento verificato in modo indipendente.

Dall’area metropolitana di Bari sono arrivati anche trattori partiti all’alba. Altri operatori del settore hanno raggiunto il capoluogo dalle province di Taranto, Brindisi, Foggia e Barletta-Andria-Trani, utilizzando treni, automobili e pullman.

Le quattro richieste urgenti degli olivicoltori

La mobilitazione ruota attorno a una piattaforma di dieci richieste destinate alle istituzioni regionali e nazionali, che il comitato intende consegnare al Prefetto.

Quattro sono considerate prioritarie.

La prima riguarda il riconoscimento dello stato di crisi del settore olivicolo e dell’agricoltura, con l’attivazione delle conseguenti misure di sostegno.

La seconda è l’applicazione piena e immediata del Documento di Accompagnamento Olivicolo (DAO), che gli organizzatori indicano come uno strumento annunciato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

La terza richiesta è un piano straordinario di controlli antifrode su scala nazionale, con verifiche concrete e risultati misurabili.

Infine, il comitato sollecita misure per il ritiro e lo stoccaggio del nuovo olio, finalizzate a sostenere i prezzi riconosciuti ai produttori, insieme a interventi finanziari destinati ai frantoi.

Prezzi dell’olio e controlli: cosa c’è in gioco

La protesta pone due questioni centrali per la filiera pugliese: la tutela del valore della produzione e la necessità di garantire controlli efficaci sul mercato.

Il punto più delicato riguarda il prezzo dell’olio all’origine. Per gli olivicoltori, la possibilità di ottenere una remunerazione adeguata è fondamentale per sostenere i costi delle aziende e programmare le successive campagne produttive.

La richiesta di interventi sullo stoccaggio apre però una questione che dovrà essere chiarita dalle istituzioni: quali strumenti potranno essere effettivamente attivati, con quali risorse e in quali tempi?

Anche sul fronte antifrode, gli organizzatori chiedono che agli impegni politici seguano controlli verificabili.

Alle 17 il tavolo in Regione Puglia con le banche

La giornata non si conclude davanti alla Prefettura.

Alle ore 17 è previsto un tavolo sulla filiera olivicolo-olearia nella sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, convocato dall’assessore Paolicelli, con la partecipazione dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e di Orgoglio Olivicolo.

La presenza dei rappresentanti bancari rende particolarmente rilevante il tema dell’accesso al credito e della sostenibilità finanziaria delle imprese, anche se le misure specifiche che saranno discusse non risultano ancora dettagliate nel materiale disponibile.

Il comitato ha inoltre invitato i sindaci pugliesi a sostenere le rivendicazioni attraverso documenti approvati dai rispettivi consigli comunali.

Le risposte attese e le questioni ancora aperte

Orgoglio Olivicolo aveva indicato le ore 12 di oggi come termine entro il quale ottenere risposte dalla politica.

Resta da verificare se la piattaforma sia stata formalmente consegnata al Prefetto e quali riscontri siano arrivati dalle istituzioni.

La giornata potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per la vertenza, ma il risultato della mobilitazione dovrà essere valutato sulla base degli impegni concreti eventualmente assunti dal Governo e dalla Regione.

Per le aziende olivicole pugliesi, la questione decisiva non è soltanto ottenere un riconoscimento politico della crisi, ma capire se e quando le richieste si tradurranno in interventi effettivi.

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