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Falsi poliziotti, truffe in Puglia: anziano derubato a Martina Franca, allarme a Foggia

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Due episodi tra Tarantino e Capitanata riaccendono l’attenzione sui raggiri che sfruttano il nome delle forze dell’ordine. A Lucera segnalate telefonate con numeri falsificati, ma le vittime non sono cadute nella trappola.

MARTINA FRANCA, 8 ottobre 2026 – Falsi poliziotti, telefonate ingannevoli e richieste di denaro o gioielli. Dalla provincia di Taranto a quella di Foggia, nuovi episodi richiamano l’attenzione sulle truffe in Puglia. A Martina Franca un anziano è stato derubato nella propria abitazione da due sconosciuti che avrebbero simulato un’indagine di Polizia. A Lucera, invece, la Questura di Foggia ha segnalato diversi tentativi di truffa telefonica, fortunatamente senza conseguenze economiche per le potenziali vittime.

I due episodi presentano modalità differenti, ma hanno un elemento comune: i truffatori cercano di conquistare la fiducia delle persone fingendo di appartenere alle forze dell’ordine.

Martina Franca, la falsa indagine sul furto in gioielleria

Il primo episodio risale a lunedì 5 ottobre, nella zona di Monte Tullio, a Martina Franca.

Secondo la ricostruzione raccolta da Martina Sera, due sconosciuti si sono presentati davanti a una villa sostenendo di dover effettuare accertamenti su un furto avvenuto in una gioielleria della città.

I presunti poliziotti avrebbero raccontato all’anziano che alcuni gioielli rubati potevano trovarsi proprio nella sua abitazione.

Per convincerlo, i due avrebbero organizzato anche una telefonata a un presunto appartenente alla Polizia. La persona raggiunta al telefono, ritenuta un complice, avrebbe confermato la falsa indagine, inducendo la vittima a fidarsi.

Una volta entrati nell’abitazione, gli sconosciuti avrebbero distratto le persone presenti e approfittato della situazione per impossessarsi dei gioielli, prima di allontanarsi.

Restano da chiarire il valore dell’oro sottratto e gli eventuali sviluppi investigativi.

Foggia, la Questura avverte: truffe telefoniche a Lucera

Un’altra segnalazione arriva dalla Capitanata. La Questura di Foggia, attraverso la propria pagina Facebook, ha messo in guardia i cittadini da diversi tentativi di truffa telefonica registrati l’8 ottobre, in particolare nel territorio di Lucera.

Questa volta i malintenzionati avrebbero utilizzato una tecnica chiamata spoofing, che permette di falsificare il numero telefonico visualizzato sul display del destinatario.

In sostanza, chi riceve la chiamata può vedere comparire il vero numero della Questura o di un altro ufficio delle forze dell’ordine, anche se a telefonare è un truffatore.

Un sistema particolarmente insidioso perché sfrutta l’apparente autenticità del numero per rendere credibile il racconto.

I falsi agenti avrebbero utilizzato diversi pretesti: un incidente stradale che coinvolgerebbe un familiare, una presunta emergenza oppure una frode bancaria in corso.

L’obiettivo è mettere la persona sotto pressione e convincerla a consegnare denaro o trasferire i risparmi verso presunti conti sicuri, in realtà controllati dai truffatori.

In questo caso, però, i tentativi non sono andati a buon fine. Come riferito dalla Questura di Foggia, i cittadini contattati hanno notato elementi sospetti, interrotto le conversazioni e segnalato l’accaduto alla Polizia di Stato.

Dal Tarantino alla Capitanata, come viene sfruttato il nome della Polizia

La vicenda di Martina Franca e le segnalazioni di Lucera mostrano due modalità diverse attraverso le quali i truffatori possono servirsi della falsa identità di un appartenente alle forze dell’ordine.

Nel primo caso, la telefonata a un presunto poliziotto sarebbe servita a rendere credibile la presenza di due sconosciuti nell’abitazione.

Nel secondo, il numero telefonico falsificato viene utilizzato per convincere direttamente la persona contattata a eseguire operazioni finanziarie.

Il problema, tuttavia, non è circoscritto a queste due province. Già il 9 giugno 2026 la Questura di Bari aveva segnalato l’utilizzo fraudolento del proprio numero istituzionale attraverso il caller ID spoofing. Un precedente che conferma come questa tecnica sia conosciuta anche in altre aree della Puglia.

Come riconoscere la truffa ed evitare di perdere i risparmi

La Questura di Foggia richiama alcune regole fondamentali.

Le forze dell’ordine non chiedono telefonicamente di effettuare bonifici, consegnare denaro o trasferire risparmi verso presunti conti sicuri.

Non bisogna comunicare codici di accesso, credenziali bancarie, dati delle carte di pagamento o altre informazioni riservate.

Soprattutto, il numero che compare sul telefono non rappresenta necessariamente una garanzia sull’identità di chi sta chiamando.

Davanti a una richiesta sospetta è necessario interrompere la comunicazione e contattare autonomamente il 112 o gli uffici di Polizia attraverso recapiti ufficiali.

Le stesse precauzioni valgono quando sconosciuti si presentano alla porta sostenendo di dover verificare la presenza di denaro o gioielli in casa.

I casi segnalati a Martina Franca e Lucera rappresentano un richiamo alla prudenza per tutte le famiglie pugliesi. Parlare di questi sistemi con genitori, nonni e persone anziane può essere decisivo per evitare che una falsa emergenza si trasformi in un furto o nella perdita dei risparmi.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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