Piante nelle scuole, lo studio: capacità cognitive migliori del 30%. In Puglia 618 imprese

Una ricerca Coldiretti-Cnr evidenzia i benefici del verde nelle aule. L’86% dei dirigenti scolastici è favorevole. Nuove opportunità per i produttori di Terlizzi e Leverano.
Le piante nelle aule scolastiche possono migliorare la qualità dell’aria e favorire le capacità cognitive degli studenti. Uno studio Coldiretti-Cnr segnala un miglioramento del 30% nei parametri cognitivi esaminati.
La ricerca apre nuove prospettive anche per la Puglia. Qui il florovivaismo conta 618 imprese e oltre 3.200 addetti.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Atmosphere, è stato presentato al IV Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti a Viareggio.
Secondo Coldiretti Puglia, le piante hanno contribuito a ridurre l’anidride carbonica nelle classi monitorate. La riduzione ha raggiunto il 20% nelle prime ore della giornata e il 75% in particolari condizioni. I ricercatori hanno inoltre rilevato un assorbimento delle polveri sottili del 15%.
Il miglioramento cognitivo del 30% rappresenta un risultato interessante. Per valutarne la portata, però, occorre conoscere i test utilizzati e le condizioni della ricerca.
L’86% dei presidi vorrebbe più piante nelle aule
Anche i dirigenti scolastici guardano con interesse al verde nelle scuole.
Secondo un’indagine Coldiretti-Censis, l’86% dei presidi italiani vorrebbe introdurre stabilmente le piante nelle classi.
Il verde potrebbe offrire anche nuove opportunità educative. Gli studenti avrebbero la possibilità di conoscere più da vicino l’agricoltura, la sostenibilità e la tutela dell’ambiente.
In Puglia 618 imprese e 58,6 milioni di export
Per la Puglia questa prospettiva potrebbe rappresentare anche un’opportunità economica.
Secondo i dati Unioncamere Puglia riportati da Coldiretti, il settore conta 618 imprese e 3.221 addetti. Le esportazioni raggiungono 58,6 milioni di euro, di cui 52,3 milioni verso i Paesi dell’Unione europea.
Tra i principali poli produttivi figurano Terlizzi, nel Barese, e Leverano, nel Salento.
In questi territori la produzione di fiori e piante occupa un posto importante nell’economia agricola.
Una maggiore presenza del verde nelle scuole potrebbe creare nuove occasioni di mercato per le aziende pugliesi. Il settore deve però affrontare l’aumento dei costi energetici, dei fertilizzanti e dei trasporti.
Resta una domanda: quante scuole pugliesi sarebbero pronte a introdurre stabilmente le piante nelle aule?
Un altro aspetto riguarda le risorse economiche. Chi finanzierebbe l’acquisto e la manutenzione delle piante?
Al momento non emergono dati regionali sulle adesioni degli istituti o su eventuali finanziamenti dedicati.
I ricercatori intendono ora approfondire gli effetti della qualità dell’aria sulla salute respiratoria e psicologica degli studenti.
Per la Puglia si apre dunque una possibile opportunità. Scuola, ambiente e produzioni locali potrebbero incontrarsi in progetti capaci di migliorare gli spazi educativi.

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